Sono 36, in Abruzzo, nel 2023, i morti in seguito a incidenti sul lavoro. Ad analizzare i dati sono la Cgil e il Patronato Inca-Cgil Abruzzo Molise. “Un dato drammatico e superiore a quello già tragico del 2022 quando a morire furono in 21”, afferma il sindacato, che aggiunge: “un trend inverso rispetto all’andamento degli infortuni sul lavoro scesi dai 15.686 del 2022 ai 12.112 del 2023”. Le vittime, in tutti i casi maschi (28 di nazionalità italiana e otto stranieri), sono state 13 nelle province di Teramo e Chieti, 8 in quella di Pescara e 2 all’Aquila.
Così un lancio di agenzia dell’Ansa Abruzzo ha riportato le statistiche elaborate dal sindacato sulla mortalità sul posto di lavoro in Abruzzo. Dato che ha portato l’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega Engineering a definire l’Abruzzo «zona rossa», le regioni in cui l’incidenza è superiore del 25% alla media nazionale. Dato confermato dall’ultima analisi, sull’intero 2023, pubblicato dall’Osservatorio pochi giorni dopo la rilevazione statistica della Cgil. L’Abruzzo è tra le regioni più insicure insieme a Molise, Umbria, Basilicata, Puglia, Campania e Calabria.
Il 15 gennaio il primo lavoratore morto sul posto di lavoro in Abruzzo: un operaio, classe 1976 di Lanciano, mentre stava lavorando su una pressa un tubo metallico sarebbe stato violentemente espulso dal macchinario. Vani, purtroppo, si sono rivelati i soccorsi del 118. L’anno si riapre quindi così come si era chiuso, con nuovi drammi sul posto di lavoro, con persone che escono di casa e come andassero in guerra la sera non tornano vive a casa. Le province di Chieti e Teramo sono le province con il maggior numero di lavoratori morti e la prima ha vissuto la giornata più drammatica del 2023, il 13 settembre, con l’esplosione che ha strappato alla vita 3 lavoratori alla Esplodenti Sabino di Casalbordino dopo che il 21 dicembre 2020 sempre tre lavoratori furono uccisi da un’altra esplosione.





