Grandi eventi, summit internazionali, riunioni del gotha e feste mondiali. Quante ore, quante pagine vi vengono dedicate. Attirano, catturano, coinvolgono, esaltano. Tutti appesi alle dichiarazioni di un leader o un altro, ad un documento firmato o un accordo non raggiunto.
Tutti esaltati da luci e show, dalle “imprese” sportive o dallo spettacolo del megacantante. Lustrini e lucine, divertimento e bei discorsi ridondanti di retorica che ci accompagnano anche in questi giorni. A Pasqua, come in ogni festa comandata, impazzano gli “auguri” e le pie intenzioni.
Ma troppo spesso dietro quel che mangiamo e regaliamo, dietro le luci e il divertimento, dietro le belle parole e i palcoscenici della festa si nasconde ben altro. E le risate e il “buonismo” di alcuni è l’inferno di tanti. Dietro la superficie di grandi eventi e forum mondiali si nasconde la stessa identica dinamica. Dovremmo ricordarlo, ancor di più nei giorni in cui al centro dovrebbe esserci l’innocenza crocifissa, la Vittima crocifissa.
«Così come accade in occasione di altri grandi eventi internazionali, un esempio su tutti i Campionati Mondiali di calcio, c’è stato un “business” esploso nei giorni del Forum di Davos: quello dei “bordelli”, dello sfruttamento dello stupro a pagamento. Già tre anni fa il Times e Channel 4 documentarono quest’aumento della schiavitù sessuale a Davos e anche in comuni a decine se non centinaia di chilometri nei giorni del meeting.
Nei giorni precedenti l’avvio del summit alcuni siti online di “escorting” segnavano il “tutto esaurito” (e già l’uso di questi termini commerciali e disumanizzanti dovrebbe indignare e sdegnare) ed erano arrivate svariate “prenotazioni” (anche qui le parole utilizzate mostrano di quale schifosa e immonda disumanizzazione sono capaci) ad un centro di “escorting” a 200 chilometri dal luogo del meeting. Tre anni fa l’inchiesta di Times e Channel 4 denunciò che durante il Forum di Davos le molestie sessuali sono all’ordine del giorno con gli organizzatori che nulla hanno mai compiuto per fermarle.
Anzi, riportò l’inchiesta, l’unica reazione è quella di invitare le donne presenti a non partecipare da sole».
Questo abbiamo sottolineato in un noatro articolo in occasione della riunione dell’anno scorso dei “Grandi della Terra”. Quest’anno la situazione è stata identica.
Nell’articolo dell’anno scorso abbiamo citato anche i grandi eventi sportivi. Ampia è la rassegna di inchieste ed articoli su quanto accade, per esempio, in occasione dei Campionati Mondiali di calcio. Non è stata eccezione neanche la recente edizione in Arabia Saudita.
Paese in cui la schiavitù sessuale, anche pedofila, è fiorente. Con una rapida ricerca sul web si trovano inchieste che lo denunciano anche molto datati, è di esattamente vent’anni fa un articolo in italiano pubblicato in Svizzera su un traffico sessuale di minori e di schiavitù sessuale minorile scoperto nei giorni precedenti «punta dell´iceberg di una vasta tratta di minori provenienti da Asia ed Africa e destinati alla prostituzione e allo sfruttamento» in cui «i Paesi arabi del Golfo, primi fra tutti Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, sarebbero le mete finali di un traffico che si estenderebbe dall´Etiopia al Bangladesh, sino alle Filippine».
Alcuni di questi Stati sono tra le mete preferite dai pedofili italici, gli oltre 80.000 l’anno che da decenni pongono l’Italia in vetta alla classifica mondiale del cd. turismo sessuale come documenta e denuncia da oltre vent’anni almeno Ecpat Italia.
Massimiliano Frassi, il presidente dell’associazione Prometeo che da decenni combatte la pedocriminalità ed è impegnata al fianco delle vittime, ha ricordato il mese scorso cosa accade nei giorni del Superbowl. Questa la sua testimonianza affidata ai social.
«Mentre noi siamo ancora persi tra disquisizioni importanti su balli del qua qua più o meno voluti di attori simbolo di una delle sette più importanti e potenti al mondo, o beatificazioni in vita di cantanti brave a recitare il copione del buonismo quando fa loro comodo, in America l’evento dell’anno è da sempre il Super Bowl, andato in onda proprio mentre noi stavamo ancora presi dal Festival di Sanremo. Il paese si ferma e tutti si incollano alla tv in un momento che è davvero epocale, per tutti, anche per i non tifosi.
Ogni volta che ne sento parlare purtroppo dimentico l’evento sportivo quanto il pazzesco spettacolo di metà tempo (che negli anni ha visto passare praticamente il gotha della musica mondiale, da Sir Paul McCartney agli U2, dal Boss a Madonna, della quale vi metto il video per far vedere, ai pochi che non lo sanno di cosa siano in grado di allestire in tale show).
Dimentico tutto quanto dicevo, perché mi vengono in mente le parole di un ispettore dell’unità crimini sui minori della polizia americana, che diversi anni fa venne in esclusiva da noi a Prometeo per fare un corso di formazione per la polizia italiana sulla tratta di minori.
Lui ricordava che mentre tutto il paese si fermava, mentre le Tv facevano affari d’oro (uno spot pubblicitario al SuperBowl viene pagato più di 21mila euro al secondo: pensate quindi di che business stiamo parlando ) lui e i suoi colleghi venivano tutti precettati e mandati , già diverse settimane prima, nelle città dove di volta in volta il Super Bowl si svolgeva. E sapete perché?
“Perché i trafficanti di esseri umani lì, portavano le bimbe e i bimbi, da far prostituire”. Il bravo papà che andava con gli amici a vedere la finalissima dell’anno, poi aveva in realtà altri “divertimenti” da seguire. Tutti sulla pelle dei bambini.
Spesso “importati” da paesi poveri, ma altrettanto spesso figli della stessa America. Rapiti per essere sfruttati. “Fino alla morte”. Ecco tutto questo lo riassumo ripetendo quanto detto prima, ovvero che da allora non riesco a scindere le due cose. E l’evento mi fa da trigger al crimine. Perché so che davvero non ci sarà mai fine».





