Maggio è un mese dedicato anche alla tutela dell’infanzia, alla difesa dei più piccoli dai pedocriminali e dalle reti della pedocriminalità mafiosa.
In un recente viaggio in Polonia don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter, ha raccontato oltre trent’anni di impegno e ha cercato di scuotere le coscienze contro quella che ha definito “mafia pedofila”. Ed esattamente come troppo spesso accade con le moderne mafie, e con il loro insinuarsi nelle pieghe della società odierna, omertà, silenzi, accondiscendenze e complicità proliferano vergognosamente.
Il 5 maggio è la Giornata nazionale contro pedofilia e pedopornografia, stessa data in cui come ormai accade da decenni si conclude la Giornata Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento, dell’indifferenza contro la pedofilia e la pedopornografia organizzata da Meter.
Il 13 maggio don Fortunato ha ricevuto il premio Teresa Buonocore, una mamma coraggio che fu assassinata dopo che denunciò camorristi pedofili. Buonocore è un’eroina dei tempi nostri ma il suo esempio, il suo coraggio, il suo cuore, la sua lotta è sconosciuta al grande pubblico, taciuta e silenziata dai grandi mass media e dalle alte sfere della società. Le stesse che si appassionano e ci inondano costantemente di “notizie” su quanto accade oltre Manica, nei palazzi reali inglesi, ma si tengono ben lontani dal dire anche solo mezza parola sul fatto che il fratello del Re è stato frequentatore del giro pedofilo di Epstein (così come ben poche, e senza nessuna enfasi particolare quando in maniera minimale se ne parla, sono le notizie diffuse sull’arrivo in Italia di “Sound of Freedom-Il canto della libertà”).
La lista dell’elite di Epstein è stata diffusa mesi fa, sono anni che – prima e dopo il “suicidio” del miliardario statunitense – notizie ce ne sono ma occupano al massimo un piccolo trafiletto o pochi secondi televisivi. Le stesse grancasse mediatiche, politiche e sociali che, in occasione dello svelamento di giri criminali simili da parte di appartenenti all’alta società italiana, in fin dei conti, si titola sempre e soltanto colpevolizzando le vittime, con titoli da becero gossip di quart’ordine e senza avere mai il coraggio di chiamare lo sfruttamento pedocriminale per nome.
Lo sfruttamento dello stupro a pagamento è benvoluto da molti, con giri di parole che cercano di nascondere lo sfruttamento ed edulcorano la violenza sistemica criminale dietro. Quando poi vittime sono i bambini l’omertà e la complicità raggiungono livelli che definirli vergognosi è dir poco.
“Tanto dolore, una sofferenza difficile da raccontare. Erano i figli orfani di mamme lacerate e uccise, le mamme e i papà con evidenti vuoti; nessuna vendetta, giustizia e la pace, una inarrestabile richiesta per ritrovare i cari ‘onnipresenti'”.
A dirlo don Fortunato Di Noto presidente dell’ associazione Meter al termine della terza edizione del Premio Teresa Buonocore, svoltosi nell’ Auditorium della Regione Campania a Napoli. “Li vedevo in quell’Auditorium che raccoglieva i premiati nel ricordo di Teresa Buonocuore. Un silenzio squarciato dalla luce delle foto proiettate, e tante grazie. La memoria deve rendere presente la possibilità dell’amore che deve permanere” ha continuato Di Noto “L’ amore, l’unica cosa che resta, che fortifica e da’ speranza”. Nel corso dell’evento ha ricordato i bambini violati, abusati definendolo tutto ciò tragedie laceranti, omicidi permanenti.
“Ricordare fa sempre bene ma soprattutto ci impegna a continuare perché oggi, più di ieri, dobbiamo saper continuare contro la violenza gratuita che vien fatta alle donne, ai bambini e alle piccole donne che si porteranno queste ferite che con la speranza possono diventare piccole feritoie di luce e di speranza. Ma diventano feritoie di luce e di speranza nel momento in cui c’è una comunità civile, ecclesiale che sta e vive con loro e le accompagna”. Infine, un monito: “Basta! Che non accada più. Ascoltare. E mi immaginavo i carnefici che avrei fatto partecipare all’evento. Un Premio che denuncia la carneficina e invita a smetterla con questa logica inumana. Piangere è occasione per vederci meglio e agire sempre“.
“Ho parlato con rispetto degli abusi e violenze sui piccoli, la cancellazione dell’infanzia, l’uccisione psicologica delle vittime; che dobbiamo superare l’indifferenza e costruire sempre la ‘civiltà dell’amore’ autentico, vero e rispettoso.
Che dobbiamo chinarci e sollevare chi è caduto. È una missione, non è un mestiere. È la vocazione dell’umanità, quella di amarsi. Meter continua la sua opera, con trepidazione, umiltà e determinazione. Un abbraccio a tutte le vittime e a chi ama con forza la loro vita presente nelle opere belle di aiuto“. (Don Fortunato Di Noto, 14 maggio 2024)
“Il negazionismo è molto diffuso. Come far credere che sono violati i neonati; in che maniera far sollevare le coscienze che ci sono organizzazioni pedocriminali che sfruttano i bambini, li trafficano, li schiavizzano. Come reagire alla violenza sui bambini disabili, categorie tra le più fragili e vulnerabili; in che maniera far credere che c’è una forte pressione per far accettare la pedofilia come orientamento”. (Don Fortunato Di Noto, 5 maggio, intervista a Interris.it)





