Si racconta che Santa Rita è la santa delle “cause impossibili” perché, allettata e con le sue condizioni di salute che peggioravano, chiese le venisse portata una rosa e – nonostante fosse pieno inverno e c’era la neve – una bellissima rosa fiorì in un giardino. Oggi sono tante le “cause impossibili” e, nonostante il deserto che ci circonda, esistono rose straordinarie che riescono a fiorire. Sono le cause soprattutto di chi vive situazioni di ingiustizie, sopraffazioni, fragilità, disumanità.
Nel libro “La città della gioia” di Dominique Lapierre una delle protagoniste è Bandona, voce e sostegno degli ultimi più impoveriti. Bandona li accompagnava in ospedale, si prendeva cura di loro, smuoveva anche alzando la voce tutto il possibile (e anche di più) perché venissero curati e venissero rispettati i loro diritti umani. Una voce tonante che non si fermava di fronte a niente e nessuno e arrivava ovunque.
Leonard Cohen cantava che “c’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce”. Di muri intorno a noi, di alte mura di cinta ne esistono tantissimi. In questi muri è possibile costruire crepe e far entrare la luce trasformando le criticità e le difficoltà in opportunità e percorsi, le sofferenze e le ingiustizie in lotte e impegno. Soprattutto grazie alle Bandona moderne, a coloro che non si fermano di fronte a nessun muro e smuovono ovunque, fanno sentire sempre più forte la voce arrivando il più in alto e il più lontano possibile.
Tra loro sicuramente c’è Marie Helene Benedetti, fondatrice e presidente di Asperger Abruzzo.
Che ha creato una crepa nei muri, facendo entrare la luce, all’inizio di un periodo storico drammatico come l’umanità non ne viveva da molti decenni. Quasi quattro anni dopo tante sono le battaglie e le denunce, come abbiamo raccontato su WordNews, portate avanti. Ad ogni livello, facendo sentire forte e chiara una voce possente, generosa e mai doma. Smuovendo e raggiungendo chiunque.
Così è nato l’incontro tra l’associazione Asperger Abruzzo e Vittorio Sgarbi, personaggio noto da decenni e dalla forte visibilità. Che ha accettato di incontrare l’associazione, presso il villaggio Poseidon a San Salvo Marina, e di ascoltarne le istanze.
La prima vicenda raccontata è stata quella di Patrick Guarneri, il ragazzo morto in carcere a Teramo il giorno del suo compleanno. Le sue condizioni, autistico e dal grave stato di salute, non erano compatibili con il carcere ed è morto sei ore dopo il suo ingresso.
Per Asperger Abruzzo il suo non è un suicidio, Guarneri è stato vittima dell’incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario. L’8 giugno ci sarà una conferenza stampa a Teramo a cui Asperger Abruzzo parteciperà.
Un’altra vicenda portata all’attenzione di Sgarbi è quella del 17enne di Liscia, con gravi problemi psichiatrici, che ha accoltellato la madre e ora si trova in un carcere minorile di Roma (in cui ha già subito bullismo e violenze da altri detenuti), altra situazione incompatibile con il regime carcerario.
Una delle battaglie più importanti per Asperger Abruzzo è quella per l’abbattimento delle liste d’attesa e per la neuropsichiatria infantile, al centro anche di un sit in e vari comunicati qualche mese fa. La neuropsichiatria infantile è nettamente sotto organico, le liste d’attesa sono di un anno e mezzo: chi prova oggi vedrebbe prenotata la visita nell’ottobre 2025.




