È passato un altro anniversario dal rapimento di Emanuela Orlandi e la verità su quanto accaduto quel giorno e sulla sua sorte non è ancora arrivata. Prosegue la lotta della famiglia Orlandi, il fratello Pietro sempre in prima linea, e proseguono anche depistaggi e macchine del fango, letture strumentali comode a determinati poteri e tentativi di servire cause ben diverse dalla verità e dalla giustizia.
E molto più meschine.
«Come avevo previsto ,da dopo la mia convocazione in Commissione, qualcuno si prepara al solito lancio di fango e tentativi ovviamente di screditare il sottoscritto con la solita lista di falsità – ha denunciato Pietro Orlandi il 27 maggio scorso – stanno uscendo , e saranno sempre di più, articoli di siti mai sentiti fino a poco tempo fa , siti che posso tranquillamente definire siti di me..a , con articoli di me..a, dei soliti giornalisti di me..a con le solite insinuazioni sulla famiglia tutta, non solo su Emanuela e questo certo è significativo perché si continua con la necessità di creare problemi alla Commissione».
Insinuazioni e attacchi alla famiglia Orlandi hanno caratterizzato tutto il 2023, come abbiamo riportato in vari articoli e Pietro Orlandi ha denunciato costantemente, e proseguono. Ma nessuna macchina del fango, nessun strumentale attacco ferma la lotta per avere verità e giustizia sul rapimento di Emanuela Orlandi.
E, nel mese dell’anniversario, l’ennesimo anniversario senza la verità, un nuovo sit in si terrà a Roma. Appuntamento a piazza Cavour il 22 giugno alle ore 18. «Vorrei veramente fossimo in tanti per far capire ,a chi non vuol sentire, che la Giustizia e la Verità non possono essere un’utopia ma un diritto» l’invito di Pietro Orlandi.





