Due inchieste a distanza di meno di ventiquattro ore, unico filo conduttore la pedopornografia.
La fine della scorsa settimana ci ha documentato, ancora una volta, la drammatica minaccia contro l’infanzia, la diffusione di abusi e violenze contro l’infanzia. Un orrore di fronte cui non basta l’indignazione, come ricorda sempre don Fortunato Di Noto (fondatore e presidente di Meter) dietro ogni video, ogni foto, ogni materiale pedopornografico ci sono migliaia, milioni, di bambini già abusati, vite devastate dai crimini più disumani e abominevoli.
«La pedopornografia non è un gioco, è una delle forme più abiette e pericolose a danno dei minori e non possiamo abbassare l’attenzione. In quelle foto in quei video, non dimentichiamolo ci sono dei bambini già abusati, a cui è stata negata l’infanzia e la bellezza della vita. Deturpati per sempre. Mi appello che al G7 ci possa essere un solo cenno per la gravità della pedocriminalità organizzata ormai a livello mondiale. I potenti del mondo dicano una parola e si realizzino tavoli di lavoro e di contrasto ad un tragico fenomeno che coinvolge anche i neonati. La Guida del pedofilia, individuata da Meter già nel 2020 rappresenta l’elemento ‘giustificativo’ e attuativo di pratiche illegali e dannose sui minori. La pedofilia e la pedopornografia sono un crimine».
Questo il grido di denuncia e di dolore di don Fortunato dopo l’operazione partita da Catania che ha documentato un giro pedopornografico che coinvolgeva varie regioni italiane. «La pedocriminalità che oggi più di ieri è bene organizzata e strutturata» è la denuncia, coraggiosa e troppo spesso isolata, di don Fortunato. «Pedopornografia online, tragedia senza confini» come riportato anche nell’ultimo rapporto di Meter i cui dati sono stati citati nel comunicato della settimana scorsa.
La pedopornografia online, in continua e drammatica espansione. Lo attesta il Report 2023 dell’Associazione Meter, presentato lo scorso aprile (www.associazionemeter.org), nel quale sono denunciate situazioni come il fenomeno della Pedomama (l’abuso sessuale femminile)», cioè «donne che compiono abusi sessuali ai danni di minori», oltre all’aumento dei «filmati pedopornografici con la presenza di animali, soprattutto cani che, indotti, compiono atti sessuali su minori».
E poi: «moltissimi i neonati seviziati e abusati sessualmente». Ma il catalogo delle mostruosità non si ferma qui. «Molte giovani con disabilità vengono contattate sui social network, circuite e indotte a produrre materiale sessualmente esplicito, spesso con richieste estorsive sotto la minaccia di divulgare il materiale pornografico», prosegue il Report. «La pedofilia online rappresenta una gamma di delitti tra i più efferati che si inquadrano nell’ambito della criminalità transazionale», aveva ricordato don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter, presentando il Report 2023.
Luci sul dark web: i numeri della vergogna
L’analisi del materiale pedopornografico che Meter “intercetta” online e denuncia, conferma le proporzioni di questa tragedia. I link monitorati per fasce d’età indicano che «la preferenza sia delle foto che dei video è per la fascia d’età 8-12 anni (1.649.946 foto, 558.172 video totali)», segue la fascia 3-7 (458.223 foto, 93.151 video) e poi «0-2 anni (383 foto, 173 video)». Anche se le inquadrature non sempre permettono di identificare con precisione l’età delle piccole vittime. Difficoltà ulteriore: «la mancanza di norme sovranazionali e di coordinamento tra gli inquirenti».
Gli Stati Uniti risultano essere il Paese in testa alla classifica relativa al numero di domini (le “targhe” dei siti Web) con 613 indirizzi verificati e segnalati, seguiti da Filippine (215 segnalazioni) e Montenegro (93). Il numero di link denunciati: 5.745. Molto “materiale” viene smerciato attraverso il deep o dark web. Sempre nel 2023 l’Osservatorio mondiale contro la pedofilia di Meter lo ha segnalato 2.110.585 foto, 651.527 video e 1.260 cartelle “compresse” e 237 gruppi social.
Il 15 aprile scorso Meter ha reso noto di aver denunciato e fatto rimuovere ingenti materiali pedopornografici provenienti dal dark web. «Abbiamo riscontrato come con la diffusione, per certi aspetti positiva, della digitalizzazione, l’Intelligenza Artificiale rischi di favorire l’annientamento della bellezza dell’infanzia. Con Meter abbiamo avuto aumenti vertiginosi di segnalazioni di minori che si rivolgono al nostro centro di ascolto, e abbiamo avuto la conferma di abusi sessuali che avvengono su minori in una fenomenologia dell’abuso ormai quasi incontrollabile in tutta Europa» ha sottolineato don Fortunato a Vatican News. «Con l’IA aumenta la visibilità di foto e filmati. Chi utilizza l’IA può creare ulteriori immagini per scopi nè belli nè buoni che vanno nella direzione dello sfruttamento sessuale dei bambini. Per questo riteniamo opportuno – la conclusione del sacerdote antipedofilia – che l’IA debba essere seriamente regolamentata, così come dovrebbe essere sempre più contrastato il fenomeno della pedopornografia online e dello sfruttamento sessuale di bambini, in rete e nella vita reale».
Oltre 300 milioni di bambini sono vittime di abusi sessuali online ha rivelato uno studio dell’Università di Edimburgo.
Il 2023 è stato l’anno più estremo mai registrato con la crescita a dismisura della pedopornografia sul web ha denunciato l’Internet Watch Foundation (IWF). Tra i metodi utilizzati per aumentare la diffusione di materiali pedopornografici uno schema piramidale – Invite Child Abuse Pyramid (ICAP) – con il quale viene utilizzato un metodo premiale per i pedocriminali che accedono a foto e video, riporta un articolo di Fanpage dello scorso 23 aprile.
«Si stima che circa un bambino su cinque in Europa sia vittima di qualche forma di violenza sessuale e che in circa l’80% dei casi ad abusare è qualcuno che il bambino conosce. L’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori online sono in aumento a livello internazionale e rappresentano un problema diffuso, senza segni di rallentamento. È ormai evidente – afferma Telefono Azzurro – che il panorama degli abusi è vasto e insidioso, dallo sfruttamento finanziario di bambini attraverso richieste di denaro online, all’oscuro e immorale commercio di immagini di abusi sui minori (CSAM – Child sexual abuse material) generate sempre più spesso attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale fino al grooming, ovvero l’adescamento di minori a fini sessuali. Secondo un recente report IWF in un solo mese sono state pubblicate in un forum CSAM del dark web 20.254 immagini generate dall’intelligenza artificiale. Di queste, 11.108 contenevano materiale pedopornografico. Dai dati della National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC) – viene reso noto – emerge che negli ultimi quattro anni sono aumentati dell’80% i crimini di grooming online».
(Ansa 3 maggio)
«Nel 2023 i siti web analizzati sono stati 28.355, di cui 2.800 sono stati inseriti nella black list dei siti che contengono rappresentazioni di sfruttamento sessuale di minori. Sono più di 1.100 le persone identificate e denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abusi sessuali a minori. In aumento le estorsioni sessuali, e in lieve calo il fenomeno dell’adescamento online».
(Polizia Postale, dossier annuale contro pedofilia e pedopornografia online)





