«Pedopornografia online, due arresti e otto perquisizioni tra Lazio e Campania».
È accaduto lo scorso 19 luglio, una delle notizie di questa torrida estate di abusi pedofili, di violenze contro l’infanzia. «Due quarantottenni, uno di Napoli e uno di Avellino, sono stati arrestati in flagranza di reato dalla Polizia per il possesso di un grosso quantitativo di video raffiguranti abusi sessuali su bambini anche neonati – riporta il comunicato stampa della Polizia di Stato – sono invece otto le perquisizioni eseguite tra Napoli, Avellino, Caserta e Roma».
«I poliziotti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia postale partenopea, coordinati dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) di Roma, sono partiti da diverse segnalazioni, pervenute tramite i canali di cooperazione internazionale, riguardanti alcuni italiani coinvolti nella detenzione e diffusione di materiale pedopornografico su un noto social network – i dettagli dell’operazione – l’attività degli investigatori cibernetici attraverso le analisi sui telefoni e su migliaia di connessioni ha permesso di identificare i responsabili che, per restare anonimi, avevano creato falsi profili social utilizzando caselle di posta elettronica fittizie e reti wifi aperte o intestate ad altre persone».
«La pedofilia è una forma di criminalità trasversale e avanzata, deve essere contrastata in qualunque modo» ha dichiarato don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter, commentando la notizia del 19 luglio. Un contrasto, una lotta, una denuncia costante che dovrebbe smuovere ogni coscienza, non far dormire la notte, dilaniarci tutti ogni giorno, senza lasciar pace anche al solo lontano pensiero di quanto subiscono bambini sempre più piccoli, anche neonati.
Abusi sempre più feroci, disumani, terribili, assassini. Invece, come don Fortunato coraggiosamente denuncia da decenni (una denuncia che facciamo nostra ogni volta che possiamo dall’inizio della nostra avventura giornalistica). Invece intorno alla pedocriminalità c’è una tolleranza di fatta, una complicità impastata di omertà, silenzi, sottovalutazioni, persecuzioni contro chi denuncia. Come accaduto molte volte contro don Fortunato e Meter.
La pedocriminalità non va mai in vacanza, l’orrore e la ferocia contro i più piccoli non si fermano mai.
E il web è sempre più l’autostrada privilegiata per la diffusione di video, foto pedopornografici, per le reti dei pedocriminali.
Il 22 luglio l’ultima denuncia di un archivio pedopornografico sul dark web resa nota da Meter: «167.655 video, 11.562 foto, 5443 pedopornografi» riporta il comunicato dell’associazione. Di fronte questo orrore senza fine anche contro neonati e bambini in tenera età, è tornata ad alzarsi forte la voce di don Fortunato alle coscienze: «Come si possono tollerare questi abusi?».
Questo il comunicato integrale di Meter.
N. 168.000 video, n. 11.5662 foto, n. 5.443 utenti pedopornografi che impunemente trafficano materiale che è difficile descrivere per la crudeltà e la esponenziale perversione sessuale sui bambini. Un orrore senza fine: da neonati a bambini in tenerissima età e i 5.443 (sempre in aumento) utenti continuano impuniti nel loro traffico criminale.
La denuncia (n. 728/2024) di Meter (associazione a tutela dell’infanzia, contro ogni forma di abuso www.associazionemeter.org) è stata immediatamente inviata alla Polizia Postale Italiana con la richiesta di approfondimento e l’individuazione dei responsabili che diffondono, scambiano e commercializzano un tale ingente materiale.
L’attento monitoraggio della rete anche quella del deepweb e dark web da parte dei volontari di Meter dell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia (OS.MO.CO.P.) ha portato a questa ‘scoperta’ che conferma ulteriormente la complessa e strutturata rete pedocriminale.
Don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter, prendendo atto di questa inquietante segnalazione a danno dei minori dichiara: «Il mio pensiero va alle vittime, e all’immane tragedia già consumata. Come poter tollerare questo orrore, questo scempio già avvenuto sui bambini? Impressionano i numeri: in ogni video ci sono uno o più bambini coinvolti, pertanto in media centinaia di migliaia di bambini abusati che hanno già subito l’annientamento della loro innocenza. Non è affatto una esagerazione. Dobbiamo continuare a operare e fare molto di più in prevenzione, informazione e contrastando con determinazione la pedocriminalità».





