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La Verità, la giustizia e il dolore umano non hanno padrini e padroni

by Alessio Di Florio
31 Agosto 2024
in Il Guastafeste
Reading Time: 9 mins read
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Umberto Eco, nella sua frase più usata e abusata dopo quella sui social network, disse che chi legge tanti libri vive tante vite, chi legge un solo libro vive solo una vita.

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Leggere è conoscere, sono ripetuti viaggi nella profondità e nelle ricchezze del mondo, leggere tanti libri apre la mente, apre alla conoscenza e coscienza, leggere un solo libro è limitarsi ad una sola dimensione.

Ci sono i libri di carta e ci sono i libri della vita, volumi da biblioteca ed esistenze ricche e che arricchiscono. Povero colui che si ferma solo ad una dimensione e ad aprire un libro nella vita, che conosce solo una dimensione ed una realtà.

Sono passati poco più di quattro anni dal lockdown, dai mesi più drammatici della pandemia da covid19.

Ma la memoria è stata rimossa, cancellata, quel che accadde in quelle settimane è proibito nell’Italia del 2024 citarlo, parlarne, discuterne, interrogarsi. È la fatwa dei palazzi, della politica politicante, dell’inner circle mediatico e di tutte le loro corti.

La sanità pubblica e la pandemia sono stati dimenticati nella quasi totalità del dibattito pubblico. Non se ne parla più, tutto cancellato da una memoria (strumentalmente ed ancora una volta in questo Paese senza memoria) più corta di quella del pesce rosso in una boccia. Mentre nei palazzi padrini e padroni si trastullano in chiacchiere sceme da finti polli di Renzo il Paese reale, le sue sofferenze e le ingiustizie subite vengono cancellate o al massimo strumentalizzate da pupi e pupari.

L’Italia è un Paese senza memoria, in cui abbondano padrini, zone grigie e zone sporche, in cui tutto sparisce in un attimo. Dominato dall’emozione del momento, dalle grancasse mediatiche a libri paga di qualcuno, dall’arroganza di coloro che più son colpevoli e più gridano istericamente contro le vittime.

Quei mesi drammatici di quattro anni, e tutto quello che ne è stato conseguenza, non sono stati “dimenticati” da ectoplasmi ma dagli stessi che ci inondarono di finto patriottismo, da chi scaricò sui cittadini colpe non proprie, da chi imponeva di cantare e rimanere in silenzio mentre si tutelavano le interessi delle lobby e dei grandi padrini.

Tanto bravi a ordinare, fare paternali, scaricare ogni responsabilità sui cittadini mentre iniziarono ad abbandonare anziani, malati, fragili negli ospedali e nelle RSA, a tacere e seminare omertà su quanto accaduto (o meglio non accaduto) a Nembro, Alzano e in tutta la bergamasca. In quelle settimane di fine febbraio-inizio marzo 2020, quelle della mancata zona rossa e poi dell’Italia in lockdown, quelle della tragedia e dell’angoscia, della Milano/Roma/altre città non si ferma e abbottatevi di aperitivi (per poi guai a voi se portavate il cane a pisciare a 500 metri e un millimetro) si scoprì che l’Italia aveva un piano pandemico non aggiornato.

Un rapporto documentò e denunciò tutto questo e tanto altro ed improvvisamente fu ritirato “inspiegabilmente” dall’Oms, come denunciò pubblicamente l’ex funzionario dell’organizzazione Francesco Zambon e riportò nel suo libro “Il pesce piccolo, una storia di virus e segreti”.

C’è chi non ha dimenticato, ci sono dolori che non verranno mai superati, cuori che continuano a sanguinare e anime dilaniate per sempre.

Che si interrogano, pongono domande, chiedono giustizia e verità, non si accucciano alle “verità” interessate e strumentali, sono familiari che non vedranno più un loro caro e i cui affetti, amori, calori umani sono stati feriti.

L’associazione #Sereniesempreuniti è nata dall’incontro di queste vite, di questi dolori, di persone che hanno vissuto pienamente quei mesi terribili e tragici. Dall’interrogarsi comune, dal dolore che li ha uniti, dall’umanità che si è incontrata, sono nati i primi esposti e poi l’associazione.

Si disse allora che si doveva rispettare il dolore e la morte, bastava dire mezza parola, porsi mezza domanda e si veniva accusati di sciacallaggio, di offendere i morti.

Oggi, alla luce di quanto emerso e documentato soprattutto dopo quegli esposti e dall’impegno immenso e titanico dell’associazione (da noi raccontato in molte pubblicazioni negli ultimi ventidue mesi), possiamo affermare che non è così. Anzi. E squarcia il velo di tanti “templi” che per certa “politica” il dolore andava “rispettato” quando lo imponevano loro e, invece, può essere attaccato e offeso, sminuito e calpestato quando non segue certe narrazioni.

Si è iniziato quest’articolo citando Eco e i libri. Un Paese orrendamento sporco Pasolini definì l’Italia del Potere, degli intrighi, delle trame, delle verità comode a squallide consorterie e oscuri padroni e padrini.

Oscuri perché Paese senza memoria, dominata da vassalli e valvassini, lacché e pennacchi pronti ad intrupparsi sempre e comunque. Pronti a stringersi ad ogni coorte, senza spirito critico, senza indipendenza del pensiero (anzi senza pensiero), incapaci di ogni indignazione, anelito di giustizia. Fatalismi di comodo e a comando.

Tante, troppe le domande da porsi, gli interrogativi da mettere al centro, l’umanità dimenticata, le incapacità e gli intrighi sulle spalle di malati, morti, fragili, familiari, dolori, lutti, lacrime, sofferenze prima e durante la gestione sanitaria dell’emergenza mondiale pandemica. Ma un manto di retorica, parole, dichiarazioni di chi dovrebbe rispondere del proprio (non) operato ed invece si erge a illuminato (s)governante della cosa pubblica. Un Paese in cui i Palazzi del Potere e le corti mediatiche e politiche conoscono un solo libro: quello della politica politicante, di pupi e pupari, di trame e intrighi, di padrini e padroni. Per lor signori chiunque si muove deve avere un interesse di consorteria, deve essere guidato e manovrato da qualcuno. Non esiste altro, non conoscono altro, è l’unico libro che hanno mai vissuto.

È emerso nei giorni scorsi che negli ultimi anni la Fondazione AN, legata all’attuale partito di governo nazionale e di diverse regioni (compresa la Lombardia) Fratelli d’Italia, ha elargito fondi a diverse associazioni e organizzazioni. Ci sono articoli che si sono focalizzate sull’area politica, su organizzazioni più o meno di estrema destra finanziate. E poi, in un articolo impreciso persino nel nominare l’associazione etichettata in una maniera che fa capire come non l’abbiano mai seguita e non la conoscono, è emersa anche #Sereniesempreuniti.

L’ex ministro Speranza, il cui operato in quei mesi è al centro di azioni giudiziarie, non è stato colpito nei giorni scorsi da indignazione antifascista (il 25 aprile è lontano e, a quanto pare, oggi non va di moda, nei palazzi tira altro) e da un elenco più o meno lungo, l’unico nome che l’ha colpito è stato quello dell’associazione dei familiari vittime covid19. “Dimenticandosi” del dolore da rispettare, non conoscendo a quanto pare libri diversi da quello che la politica mette in scena nel teatro quotidiano, la sua unica reazione è stata attaccare l’associazione insinuando che gli esposti e l’impegno di persone che hanno perso familiari, che vivono un dolore straziante infinito, sono stati manovrati.

E che tutto è solo un intrigo politico, manovrato per ragioni partitiche. I fatti, quelli veri, che #Sereniesempreuniti ha documentato e denunciato in questi anni non pervenuti nel post social. Su questi fatti rimandiamo alle tante pubblicazioni, prese di posizione, interviste, comunicati e articoli (alcuni rintracciabili anche sul nostro giornale). Alcune barre dritte sulla verità vanno riportate subito. A partire dal finanziamento.

C’è stato un ventennio in cui l’Abruzzo è stato teatro di un ciclo di gestione dei rifiuti devastato, distrutto, agito da consorterie di ogni tipo (anche camorriste). In quegli anni, mentre alcuni di noi cercavamo di denunciare, documentare e lottare contro tutto questo, accanto a noi c’è stato solo un partito: Rifondazione Comunista.

Mentre noi studiavamo e approfondivamo c’era sempre pennini e reggi microfoni pronti a prostrarsi e ripetere quel che interessava a taluni. In un’inchiesta, su uno dei principali ras, emerse che aveva finanziato tanti partiti tra cui proprio Rifondazione. Pennini e reggi microfoni si sono buttati a pesce, pronti ad additare chi era scomodo a certi potentati. Bastava leggere le carte della Procura per scoprire che il fantomatico finanziamento, che non aveva addomesticato nessuno, era semplicemente l’acquisto di biglietti di una lotteria di autofinanziamento.

Che poteva acquistare chiunque in qualsiasi momento senza neanche passare direttamente per le dirigenze del partito. Sul sito web dell’associazione #Sereniesempreuniti ci sono gli estremi per chi volesse donare, chiunque può farlo in ogni momento.

E tutto è stato sempre trasparente così come apartitico e apolitico. Si è criticato e contestato l’operato del governo dell’epoca così come della giunta regionale lombarda, di “colori politici” ben diversi. Così come, nel chiedere una commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia non si sono accettati cappelli e bandiere ma si sono fatte proposte che tutti hanno potuto leggere e sostenere. Il “finanziamento” è, tra l’altro, molto successivo – come l’avvocato Consuelo Locati ha sottolineato in questi giorni – alla presentazione degli esposti. Precedenti alla stessa nascita dell’associazione.

Speranza nel suo post social lascia intendere che gli esposti sono finiti tutti in una bolla di sapone, che tutto è stato spazzato via nei tribunali. Come ha ricordato l’avvocato Consuelo Locati in questi giorni, ed è riportato anche in pubblicazioni rintracciabili nel nostro archivio, si attende una decisione del Gip del Tribunale di Roma e non è tutto un capitolo già chiuso. Anzi.

In conclusione un’ultima annotazione. Dalla politica e dai palazzi del potere piuttosto che insinuazioni, attacchi, offese al dolore dei familiari delle vittime riuniti nell’associazione #Sereniesempreuniti, ci aspetteremmo risposte a tanti interrogativi. Sul passato e anche sul futuro.

In questi ultimi mesi ci sono stati allarmi e allerte su future epidemie, o addirittura pandemie, su malattie che potrebbero diventare (e sono già in parte) “emergenze sanitarie”. Come già in passato ha sottolineato l’associazione verità su quanto accaduto, giustizia sul passato (che non passerà mai per chi ha subito tragedie e drammi) serve anche ad interrogarsi sul futuro, a far si che non accada mai più quel che è accaduto, che si possa essere più preparati.

Se una delle “emergenze sanitarie”, più o meno potenziali, emerse negli ultimi dodici mesi dovesse esplodere cosa accadrebbe? Come si troverebbe l’Italia? Queste sono domande a cui dovrebbero dar risposte …

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Alessio Di Florio

Vicedirettore WordNews.it - È nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali, ambientalisti, pacifisti e di lotta alle mafie. Collaboratore delle redazioni abruzzesi di Il Messaggero e Pressenza. Ha collaborato con Adista, Primadanoi, Terre di Frontiera, Unimondo, Libera Informazione, Popoff Quotidiano e SocialPress. Ha curato, per oltre dieci anni, il sito personale del giornalista e regista RAI Stefano Mencherini, dove è stata curata la diffusione e la pubblicizzazione del documentario d’inchiesta «Schiavi. Le rotte di nuove forme di sfruttamento», con il quale è stata portata avanti la “Campagna di sensibilizzazione per l’informazione sociale”, in collaborazione con MeltingPot e Articolo21, e per la creazione di un Laboratorio permanente di inchiesta e documentari sociali in RAI, nata per rompere la censura televisiva del documentario d’inchiesta “Mare Nostrum”. Articoli su tematiche sociali e culturali sono stati pubblicati dal mensile Vasto Domani. Per contatti: redazione@wordnews.it

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