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«Sono contrario a questa proposta perché rischia di acuire le diseguaglianze»

L'INTERVISTA all'onorevole Andrea Casu, membro della Camera dei Deputati eletto nel Lazio ed in quota Partito Democratico.

by Antonino Schilirò
26 Settembre 2024
in Interviste
Reading Time: 14 mins read
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La riforma sull’autonomia differenziata è stata approvata pure alla Camera nella notte del 19 giugno, dopo un lungo iter fatto pure di scontri pressoché politici. È favorevole o contrario? Perché?

L’immagine del voto finale alla Camera, con tutte le opposizioni che alzano il tricolore cantando l’Inno mentre i parlamentari della Lega agitano i propri i vessilli regionali, fa emergere chiaramente l’obiettivo politico del partito guidato da Matteo Salvini: issare una bandierina elettorale sulla pelle degli italiani. Sono contrario a questa proposta perché rischia di acuire le diseguaglianze e i gravi problemi già esistenti nel nostro Paese. E non siamo solo noi parlamentari che abbiamo votato contro a pensarlo, se in dieci giorni dall’apertura della possibilità di sottoscrivere il referendum abrogativo siano già state raccolte più di 500 mila firme e in tutta Italia, al Sud e anche al Nord nonostante il caldo d’agosto e la fila ai banchetti per firmare.

Che valutazione generale dà al Ddl Calderoli?

Si tratta di una riforma sbagliata, che, non solo fotografa e accresce le attuali diseguaglianze che dividono in due il Paese, tra cittadini di serie A, che si possono permettere di pagare di tasca propria i servizi, e cittadini di serie B. condannati a un destino diverso solo per la famiglia o la città in cui sono nati, ma rischia anche di mettere in discussione la coesione e la competitività dell’intero Paese. la Legge Calderoli non conviene al Nord e non conviene al Sud: come sarà possibile far competere il nostro Paese nel mondo con politiche energetiche differenti per ogni regione? Per non parlare di quello che accadrà al nostro sistema sanitario nazionale e al sistema scolastico.

C’è chi dice che per primi, questa legge, l’ha voluta il centro sinistra con il Titolo V della Costituzione nel 2001. È giusta questa analisi?

Se così fosse, vorrebbe dire che il Governo più a destra della Storia della Repubblica ha come obiettivo quello di completare le riforme sbagliate avviate dal Centrosinistra? Chiaramente si tratta di una forzatura. Non si possono paragonare due stagioni politiche assolutamente diverse. L’unica cosa vera è che questa riforma non interviene sulla Costituzione ma a Costituzione vigente. Ma opera nel modo sbagliato. La vera ferita aperta nel paese è quella di garantire a tutte e a tutti gli stessi Livelli Essenziali di Prestazione (LEP), e farlo mettendoci risorse concrete. Senza non possiamo parlare di autonomia, ma solo di differenziazione sempre più dilagante.

Il Titolo V riformato nel 2001 afferma il principio di sussidiarietà verticale, non solo tra Stato e Regioni, ma tra Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni. Tale sussidiarietà, in linea di principio, oltre a venire incontro alle specificità dei territori, dovrebbe avvicinare i servizi ai cittadini, dando loro un maggior controllo su come vengono spesi i soldi delle tasse da essi pagate. Ritiene che tale principio sia valido, ben espresso dall’attuale Titolo V e, infine, ben rispettato dal Ddl di attuazione? Se no, perché?

Nell’articolo 116 c’è molto di più, inclusi gli anticorpi per evitare le distorsioni che posso farci precipitare indietro rispetto ai principi dell’unità nazionale. Nel Titolo V è indicato con chiarezza il fatto che le ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia possono essere attribuite solo nel pieno rispetto dei principi fondamentali della perequazione in favore dei territori con minore capacità fiscale, dello sviluppo e delle aree svantaggiate, della rimozione degli squilibri economici e sociali. L’esatto contrario di quello che sta facendo la Legge Calderoli.

Titolo V nel 2001 voluto dal centro sinistra e criticato dal centro destra e Ddl Calderoli oggi voluto dal centrodestra e criticato dal centro sinistra. Non si corre il rischio che il tutto si concluda solo come una mera opposizione politica mettendo da parte i veri bisogni dei cittadini?

Assolutamente no. Noi dall’opposizione sosteniamo un’agenda che mette al primo posto i veri bisogni delle cittadine e dei cittadini. Lo abbiamo fatto col salario minimo per offrire una prospettiva a milioni di lavoratrici e lavoratori poveri, lo abbiamo fatto con la proposta a prima firma della Segretaria Schlein sulla sanità pubblica per ridurre davvero le liste d’attesa e migliorare le condizioni di lavoro dei medici, lo stiamo facendo con la battaglia per il trasporto pubblico locale, l’emergenza mobilità che questo Governo nega. È la destra che pensa solo a restare al potere e per farlo va avanti tra ricatti reciproci con riforme dannose come questa.

Diversi sindaci hanno fatto appelli o pressioni alle Regioni (vedi caso Calabria) per impugnare la legge sull’autonomia differenziata dinanzi alla Corte Costituzionale. Che cosa ne pensa?

I sindaci sono in prima linea per risolvere i problemi dei cittadini, vanno sempre ascoltati con attenzione a prescindere dalla loro tessera di partito. Questo governo invece preferisce usarli per fare scaricabarile delle proprie responsabilità o come bancomat attraverso una dissennata politica di tagli. Per non parlare poi del personale, abbiamo un milione di persone che da qui al 2033 andranno in pensione e non si riesce nemmeno a fare le proroghe e gli scorrimenti delle graduatorie necessari ad assumere tutte le persone che hanno già superato un concorso. Se il Governo Meloni cominciasse a tenere conto del grido di dolore dei primi cittadini di destra verso alcune scelte incomprensibili che sta compiendo, farebbe meno errori ed orrori.

Andiamo ai Lep perché è qui che la maggior parte del panorama politico si spacca: c’è chi afferma che sarà più dannoso per le regioni del sud e c’è chi dice che sarà un aiuto concreto e che finalmente farà mettere tutte le Regioni d’Italia sullo stesso livello. Quale dei due casi è giusto secondo lei e perché?

Molto difficile spaccarsi sui LEP. La spaccatura, in realtà, è tra chi dice che finalmente, grazie a questo disegno di legge verranno determinati i LEP e chi, invece, come il Partito Democratico, ritiene – come ripete sempre il nostro Responsabile Coesione territoriale, Sud e aree interne Marco Sarracino, che sta guidando la nostra mobilitazione -che con questa legge il tema non sia quello di determinare i LEP ma di garantirli. Abbiamo chiesto più volte queste cose a Calderoli, da dove avrebbero preso i soldi, dato che questa è una legge ad invarianza finanziaria. Il Ministro per molti mesi non ci ha risposto, sin quando in un Question Time ha detto di non avere la più pallida idea di quanto potranno costare i Livelli Essenziali delle Prestazioni.

C’è chi afferma, però, che con l’autonomia differenziata di risorse ce ne saranno sempre di meno…

Uno studio dell’Università Cattolica di Milano ha dimostrato che l’autonomia differenziata farà diminuire le risorse del bilancio dello Stato, causando anche la perdita di oltre 1,5 punti del PIL. Per questo noi diciamo che questa è una legge che fa male a tutto il Paese, ed in particolar modo alle imprese ed all’economia italiana.

Ma secondo lei bastano questi Lep a garantire diritti di cittadinanza uguali per tutti?

Ovviamente no. Oggi, per quel che riguarda le differenze tra Nord e Sud, noi viviamo in un Paese nel quale lo Stato spende 19 mila euro circa all’anno per un cittadino del Veneto e 13.500 per un cittadino della Calabria. Per cui, se oggi vogliamo accorciare quelle diseguaglianze, che hanno raggiunto livelli che sono inaccettabili dal punto di vista etico, dobbiamo investire di più in quelle regioni che fanno più fatica, perché la riduzione di quelle diseguaglianze può costruire non solo un Paese più giusto ma anche un Paese che sappia competere di più nel mondo.

Andando al tema sanità, tema così tanto delicato nel nostro Paese, che impatto avrà questa legge proprio sulla sanità?

La Legge Calderoli non solo legittima le diseguaglianze già esistenti tra le varie parti del nostro Paese, ma spezza l’idea stessa di Servizio Sanitario Nazionale universalistico, producendo una vera e propria desertificazione sanitaria di intere regioni. Siamo di fronte a una legge che è un vero pericolo per l’Italia e per i cittadini, soprattutto i più fragili e bisognosi di cure. Servirebbe, invece, come proposto dalla Legge Schlein, portare la spesa sanitaria al livello della media europea, in modo da consentire il rilancio delle politiche per il personale sanitario, la reale abolizione delle liste di attesa, l’erogazione uniforme dei Livelli Essenziali di Assistenza e l’accesso equo alle innovazioni.

Trova aspetti critici in questo Ddl? Se sì, quali e perché?

La riforma non affronta i veri problemi del Paese – dal dramma delle aree interne a quello delle periferie, alle carenze del trasporto pubblico locale – ma, in assenza di risorse, si basa sul concetto della spesa storica, alimentando la guerra tra poveri che stiamo già vedendo e che questa riforma può solo peggiorare. La Legge sull’autonomia differenziata voluta dal Governo è un atto antistorico che punta a spaccare il Paese e aumentare le disuguaglianze territoriali e sociali, compromettendo il futuro del Nord come quello del Sud.

A conti fatti qual è il vero scopo di questa manovra?

Far guadagnare qualche voto in più alla Lega, ormai in perenne crisi di consensi, nell’ambito di uno scambio di potere tra le forze di maggioranza. La reazione di tutte le forze politiche, sociali, e sindacali, che si stanno mobilitando per abrogare la Legge sull’autonomia differenziata, dimostra, però, che la maggioranza degli italiani non ha alcuna voglia di pagarne il prezzo.

LEGGI ANCHE:

– «Chi la intende come modo per rimarcare ancora di più le differenze territoriali non può che trovarmi ostile»

– «Rappresenta una scelta di disuguaglianza, di frammentazione del Paese e lo indebolisce»

– «Siamo dubbiosi per come è stata fatta, perché rischia di peggiorare l’equilibrio socio-economico del Paese»

– «Dobbiamo aspettare questa legge venga ‘messa a terra’ per poter eventualmente essere migliorata»

– «Una legge pasticciata che non offre garanzie finanziarie per le regioni a statuto ordinario»

– «Si tratta di una norma ingiusta, perché crea discriminazioni»

– «Una proposta che accentuerà le differenze regionali»

– «Credo nel principio di solidarietà nazionale»

– «Un grande risultato di rinnovamento dello Stato italiano»

– «La Legge avrebbe potuto osare di più»

– «Una riforma che produrrà un appesantimento delle condizioni di disuguaglianza territoriali e sociali»

– «Credo fermamente che possa valorizzare le specificità dei territori e rendere la gestione delle risorse e dei servizi più efficiente»

– «L’autonomia differenziata è la risposta adeguata»

– «Decreteremo la fine dell’unità nazionale»

– «Si consenta alle regioni che ne faranno richiesta nuove forme di autonomia»

– «Credo nelle potenzialità nell’autonomia regionale e la sostengo, ma non posso ritenermi soddisfatto»

– «Si tratta della migliore norma possibile, si tratta comunque di un compromesso politico»

– «Il M5S è fermamente contrario a questo progetto di autonomia»

– «Il Ddl Calderoli è stato definito un pericoloso disegno che finisce per sostituire le Regioni allo Stato»

– «E’ un passo avanti importante verso la piena realizzazione del principio di autonomia»

– «È la fotografia di un programma politico che costruisce e accresce le diseguaglianze nel nostro Paese»

– «Come Sindaco non posso che esprimere la mia totale contrarietà alla legge sull’attuazione dell’autonomia differenziata»

– «L’autonomia differenziata è una danza cinica della Lega»

– «Sono contrario a questa proposta perché spacca il Paese»

– «In linea di principio siamo favorevoli ma mancano ancora le norme di attuazione»

– «Sono assolutamente favorevole all’autonomia differenziata»

– «Sono fermamente contrario alla normativa di riforma sull’Autonomia differenziata»

– «È un provvedimento sbagliato e pericoloso che spacca l’Italia»

– «Io sono contrario a questa autonomia così come è stata proposta, perché non è un’autonomia vera»

– «E’ un provvedimento che cristallizza e acuisce le distanze fra Nord e Sud»

– «L’autonomia è un sogno diventato realtà grazie alla Lega»

– «L’autonomia differenziata rischia di acuire le disuguaglianze nel nostro Paese»

– «Credo che qualcuno abbia festeggiato troppo senza essersi fatto bene i conti in tasca»

– «E’ una riforma sbagliata e divisiva del Governo»

– «L’autonomia differenziata porterà a una cristallizzazione delle disuguaglianze»

– «Il ministro Calderoli pensa davvero di riuscire a gestire la giostra di accordi differenziati tra regione e regione e governo centrale?»

– «Ritengo possa essere la via primaria di modernizzazione del Paese»

– «Ci saranno 20 tipi di scuole, 20 tipi di sanità, regioni sempre più ricche a discapito di quelle più povere»

– «Il provvedimento risponde a una logica di gratificazione delle aspettative della Lega»

– «Una riforma in cui non credono nemmeno i rappresentanti del centrodestra»

– «La riforma non garantisce adeguati meccanismi di perequazione finanziaria»

– «È inaccettabile che un governo miri a regionalizzare servizi e materie di importanza vitale per la popolazione»

– «Si tratta di una riforma che minaccia l’unità nazionale»

– «È un cambiamento che potrà garantire maggiore efficienza»

– «Il provvedimento va a normare nel merito dell’attuazione dell’art. 116»

– «L’autonomia differenziata non risolve le problematiche legate a un miglior utilizzo dei fondi pubblici»

– «Il testo è stato migliorato: un’opportunità per il Sud»

– «La legge Calderoli crea regioni di serie A e regioni di serie B»

–  «Il nostro Paese ha bisogno di unità e coesione su temi come il lavoro, la sanità, l’ambiente»

– «Non sono contrario al principio autonomistico ma alla forma di attuazione scelta dalla maggioranza di governo»

– «L’autonomia differenziata può essere lo strumento per ridurre il gap tra nord e sud»

– «Questo provvedimento cambia l’assetto del Paese, rischia di comprometterne la coesione»

– «Ho sempre sostenuto che ogni territorio debba essere protagonista»

– «La misura rappresenta il volano necessario per avere una Nazione in cui i diritti dei cittadini possano essere garantiti»

– «Non c’è nulla da differenziare»

– «Decreto spacca Italia, questa è la mia idea»

– «Sono contrario alla riforma sull’autonomia differenziata, un colpo mortale al Mezzogiorno»

– «La riforma corona il sogno dei leghisti della prima ora: la secessione!»

– «Va a modificare alla cieca l’assetto dello Stato»

– «Questa iniziativa promette di migliorare significativamente l’efficacia dei servizi pubblici»

– «Si tratta della disintegrazione dell’unità nazionale» 

– «Hanno votato supinamente per l’autonomia differenziata»

– «Mi adopererò per l’abrogazione di questa legge»

– «L’Autonomia differenziata è la secessione dei ricchi»

– «La riforma si arenerà. Se non si colma il gap Nord Sud non si potrà andare avanti»

– «I LEP troveranno attuazione concreta con questa riforma»

– «Siamo completamente contrari a questa riforma scellerata»

– Lorefice: «Un progetto dannoso per l’unità e la coesione del Paese»

– CGIL contro l’autonomia differenziata: annuncia referendum

– Approvata la legge sull’autonomia differenziata

– Approvata la legge sull’autonomia differenziata/2

– L’autonomia differenziata che divide, ancora una volta, il nord dal sud Italia

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Antonino Schilirò

Appassionato di politica e lotta alle mafie conduco, insieme al giornalista Giuseppe Notaro, la rubrica online sui social "Informazione Antimafia". Responsabile comunicazione dell'associazione Dioghenes Aps, con sede distaccata aperta a Maletto (CT). Inviato dell'emittente televisiva siciliana Telemistretta Collaboratore del giornale online della Generazione Z progressista.io

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