La mostra “SalvaArti” raccoglie oltre ottanta opere confiscate alla criminalità organizzata, tra cui dipinti, grafiche e sculture di artisti illustri, quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg.
Questa straordinaria esposizione, inaugurata a Palazzo Reale di Milano, resterà aperta al pubblico fino al prossimo 26 gennaio, per poi trasferirsi al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria, dall’8 febbraio al 27 aprile 2025.
L’iniziativa è parte del progetto Arte per la cultura della legalità, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, di questa Agenzia Nazionale, del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno.
La rassegna milanese oltre a presentare un patrimonio culturale in buona parte rimasto inaccessibile alla collettività, mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperare tali opere – fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di Finanza – e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale.
In occasione della presentazione a Milano, è intervenuto il consigliere metropolitano di Reggio Calabria, Filippo Quartuccio, delegato alla Cultura che ha dichiarato:
“Orgoglio e soddisfazione per un progetto che evidenzia, ancora di più, l’impegno dello Stato in tutte le sue ramificazioni, contro il crimine organizzato, e che premia il lavoro delle istituzioni locali per la cura e la valorizzazione dei beni culturali e opere d’arte. ‘Salvarti’ è l’elemento perfetto che rappresenta, la concreta collaborazione istituzionale, e soprattutto l’impegno teso alla promozione di un messaggio di legalità, che genera azioni che hanno ricadute positive sui nostri territori”. “E’ il concetto forte e radicato secondo il quale – ha evidenziato – la squadra Stato vince quando i beni confiscati, diventano, anzi tornano ad essere patrimonio collettivo, fruibili a tutti. Se le istituzioni non fossero così attente come lo sono oggi, rispetto a questo tema, saremmo certamente tutti più poveri. Si tratta – ha concluso – di un concetto che per noi, da Reggio Calabria città nella quale abbiamo iniziato questo percorso nel 2016, rappresenta un motivo di orgoglio essere compartecipi di questa iniziativa progettuale”.
Le oltre 80 opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti. Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal R.O.S. dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio. Il secondo, è frutto di una confisca a carico di un soggetto, pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite.
La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo. Tra queste, s’incontra il gruppo Novecento con Mario Sironi, la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico e Carlo Carrà, la Transavanguardia di Sandro Chia e la Nuova scuola Romana, insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring, la land art di Christo e il genere del libro d’artista.
In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro, artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini, realizzati con materiali inusuali come la gomma da masticare.
Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal Direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza).
Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura “P. Crupi”, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre 100 opere d’arte, tutte facenti parte di una unica confisca effettuata dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2015 e affidate dal Segretariato regionale del MiC per la Calabria alla Città metropolitana.