Giuseppe Pignatone, ex Procuratore della Repubblica a Roma, è stato ascoltato il 27 febbraio 2025 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. L’audizione ha assunto un valore cruciale, poiché ha permesso a Pignatone di confutare punto per punto le dichiarazioni rese in precedenza da Giancarlo Capaldo, in particolare sull’apertura della tomba di Enrico De Pedis e sui presunti contatti con il Vaticano.
Pignatone ha chiarito che, appena insediato nel marzo 2012, chiese subito chiarimenti a Capaldo in merito a notizie di stampa che attribuivano responsabilità a esponenti vaticani, ricevendo una risposta formale che non menzionava affatto alcun incontro con Giani e Alessandrini, rappresentanti della Santa Sede.
Inoltre, ha precisato che la decisione di aprire la tomba non fu un’imposizione ma fu condivisa, dopo discussione, dagli stessi titolari del fascicolo, ovvero Capaldo e la dottoressa Maisto.
Nel corso dell’intervento, l’ex procuratore ha anche denunciato distorsioni mediatiche, errori materiali nelle intercettazioni e ha sottolineato come il procedimento nei confronti di Marco Accetti, ritenuto inattendibile e affetto da disturbo narcisistico, non avrebbe mai potuto condurre a un rinvio a giudizio.
Pignatone ha ribadito che la richiesta di archiviazione del 2015 non ha affatto chiuso la possibilità di nuove indagini.
Il caso Orlandi, ha sottolineato, può essere riaperto qualora emergano nuovi elementi, come è già accaduto grazie a fonti vaticane.
Una verità ancora possibile?




