«A me i vigliacchi non sono mai piaciuti» disse a La Stampa Michele Liguori, vigile del fuoco malato terminale dopo aver indagato per anni le ecocamorre e i traffici di rifiuti ad Acerra. I vigliacchi, i vili, personaggi senza alcuna dignità, marci e sporchi non piacevano a Michele Liguori. E non ci piacciono neanche a noi. E, doverosamente, lo ribadiamo oggi, dopo quanto accaduto stanotte a Monteodorisio contro Catia Di Fabio, sindaca del paese e consigliera provinciale di Fratelli d’Italia.
La notte scorsa un incendio, sulla cui natura dolosa non paiono esserci dubbi, ha distrutto l’auto di Catia Di Fabio. L’incendio di questa notte, scoppiato intorno all’una e mezza, si aggiunge ad una violenta escalation di attacchi contro Di Fabio avvenuti nelle scorse settimane e che erano culminati, fino al violento episodio di stanotte, nelle scritte sacrileghe e sessiste sul muro del cimitero.
«Dopo le scritte offensive comparse qualche settimana fa sui muri di Monteodorisio, questa notte si è consumato un gesto ancor più grave e inquietante: qualcuno ha dato fuoco all’auto del sindaco Catia Di Fabio, parcheggiata sotto casa – denunciano in una nota congiunta Francesco Prospero e Tiziana Magnacca – Un vile attentato, perpetrato davanti a un’abitazione dove vivono quattro bambini, che poteva trasformarsi in tragedia».
«Siamo sconvolti e profondamente indignati. A Catia e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, non solo come rappresentanti delle istituzioni, ma come persone che conoscono il suo impegno, la sua onestà e il suo amore per la comunità che amministra» sottolineano Prospero e Magnacca.
«Attaccare un sindaco significa colpire l’intero tessuto democratico di una comunità. Ma attaccare una madre, sotto casa, dove ci sono bambini, travalica ogni limite di civiltà. È un gesto criminale che va condannato con forza, senza ambiguità – la ferma e dura condanna dell’assessora regionale Magnacca e del consigliere Prospero, presidente dell’osservatorio regionale sulla legalità – Chi pensa di fermare l’impegno con l’intimidazione troverà una risposta fatta di coraggio, legalità e unità».
Dura condanna e solidarietà alla sindaca Catia Di Fabio è giunta anche dal presidente Marco Marsilio. «Dopo le frasi offensive di qualche settimana fa sui muri di Monteodorisio nei confronti del sindaco Catia di Fabio, questa volta l’atto vandalico diventa molto più violento: nella notte qualcuno ha dato fuoco alla sua auto – ha dichiarato Marsilio – A nome personale dell’intera giunta regionale esprimo la mia solidarietà nei confronti del sindaco, sia come rappresentante delle istituzioni sia come donna, condannando fermamente quello che sta succedendo nella piccola cittadina del Chietino».
Alla prima cittadina esprimiamo, da cittadini e da operatori dell’informazione, la massima solidarietà e vicinanza umana e civile. Chi compie atti del genere colpisce e offende ogni coscienza civile, ogni persona. Sono violenze di gentaglia a cui non va riconosciuta nessuna dignità.
Sarà compito delle Forze dell’Ordine identificare l’autore (o gli autori) di questo e dei precedenti esecrabili atti. Al netto del fatto che, ovviamente, in questo momento, a sacrilego vandalismo avvenuto da poco, la mano (o le mani) non le conosciamo alcune considerazioni sono doverose e le riportiamo nero su bianco senz’indugio.
Tutti sanno tutti di tutti ma tutti fanno finta di non sapere nulla, tutti vedono ma nessuno ammette di guardare, vige il ponziopilatismo, l’amichettismo e tanto altro. Per poi puntare il dito, giudicare, insultare, tirare fango e anche altri materiali meno profumati, sparlare per vigliaccheria e chiacchiericcio da cicisbei e comari pettegoli quando è comodo e non si scalfisce il pusillanismo imperante.
Ci sono nomi che non si possono fare, personaggi e personaggetti intoccabili, ras che agiscono alla luce del sole ma in tanti fanno finta di non esserci neanche sotto le tenebre, in cui “corvi” e intrighi sporcano quella che qualcuno definì tra le forme più alte di carità e il bene pubblico.




