“Che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, è disumano.”
Con queste parole, nette, coraggiose, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha finalmente rotto il silenzio sull’orrore quotidiano che si consuma nella Striscia di Gaza.
Durante un intervento pubblico che segna una svolta nel linguaggio e nella posizione ufficiale del Quirinale, Mattarella ha espresso una condanna inequivocabile nei confronti delle azioni del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, sottolineando la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale.
Le parole del Capo dello Stato non lasciano spazio a interpretazioni:
“È inaccettabile il rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza. S’impone subito il cessate il fuoco.”
Un passaggio che non solo denuncia l’assedio e la fame come arma di guerra, ma richiama alla responsabilità immediata e collettiva delle istituzioni internazionali. Un appello affinché l’esercito israeliano apra l’accesso umanitario e consenta l’intervento delle organizzazioni civili e sanitarie nella Striscia.
Ancora più forte è la condanna delle occupazioni illegali e della politica espansionistica israeliana, che Mattarella definisce “barbarie”:
“I palestinesi hanno diritto al loro focolare entro confini certi ed è grave l’erosione dei territori attribuiti all’Autorità nazionale palestinese.”
Parole pesanti come macigni, soprattutto quando il Capo dello Stato afferma:
“È illegale l’occupazione di territori di un altro Paese, che non può essere presentata come misura di sicurezza: si rischia di inoltrarsi sul terreno della volontà di dominio della barbarie nella vita internazionale.”
Un’affermazione storica, che segna il punto di non ritorno: l’Italia non può più essere complice silenziosa davanti ai crimini contro l’umanità.
In un clima internazionale anestetizzato, dove la diplomazia si è fatta calcolo e l’indignazione politica è diventata merce rara, il messaggio di Mattarella ridà voce a un’Italia costituzionale, quella che crede nei diritti inviolabili, nella pace, nella giustizia.
Queste parole non sono solo un atto dovuto. Sono un atto politico di civiltà.
Grazie Presidente. Ma ora tocca al Governo.
La voce della Repubblica ha parlato. Ora tocca alla politica italiana e al governo Meloni trarre le dovute conseguenze. Serve una presa di posizione netta dell’Italia in sede ONU e UE, la sospensione delle forniture militari a Israele, l’impegno attivo per il riconoscimento dello Stato di Palestina entro confini chiari e sicuri.
La storia giudicherà. Ma intanto, oggi Mattarella ha scritto una pagina indelebile di dignità democratica.





