Sono passati 33 anni dalla strage di via d’Amelio, strage in cui ancora si cerca la verità. La strage in cui vennero barbaramente assassinati, tramite un’autobomba, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonio Vullo.
Questi nomi, nei nostri articoli e nelle interviste che sono uscite nel corso di questi giorni, li sentirete spesso perché bisogna ricordarli se si vuole realmente fare memoria.
La strage di via d’Amelio si potrebbe tranquillamente dire che è la più strana strage che è stata svolta, non in termini esecutivi ma in termini di interesse per cosa nostra. Strana perché effettuandola a 57 giorni da quella di Capaci, ha giocato a sfavore di cosa nostra, sotto tanti punti di vista e, per questo, è impossibile che sia stata decisa solamente dal gotha di cosa nostra e che, sicuramente, c’è la manina esterna di qualcuno.
Con al centro non poche polemiche, si sono svolti diversi eventi a Palermo per ricordare la strage. Noi abbiamo seguito quasi tutti gli eventi organizzati dalle agende rosse, il movimento fondato dal fratello del giudice, Salvatore Borsellino, e che riprende quell’agenda rossa scomparsa, o forse non del tutto, ma che mai più è stata ritrovata, e da altre realtà.
Le iniziative sono iniziate mercoledì 16 luglio con la conferenza stampa di presentazione degli eventi alla Casa di Paolo. Nel pomeriggio la presentazione del libro “Medico in terra di mafia. Il cardiologo di Paolo Borsellino si racconta” del dottore Pietro Di Pasquale.
L’indomani, giovedì 17 luglio, si sono festeggiati i dieci anni della Casa di Paolo, luogo fortemente voluto dal fratello Salvatore dove c’era la farmacia di famiglia e in quel quartiere Kalsa dove sono cresciuti. È diventato un punto di riferimento per tutti i bambini del quartiere che in questa casa passano le giornate con momenti di incontro, con il doposcuola e per fare in modo di togliere questi bambini dalle mani della criminalità. A seguire, in via d’Amelio, è stata inaugurata la mostra dell’artista e professore Gaetano Porcasi. Un percorso, all’inizio della via, con appesi più di sessanta quadri che ripercorrono le maggiori stragi e alcune vittime di mafia dal dopoguerra ad oggi. Un modo, tramite l’arte, di ripercorrere gli anni bui del nostro paese e per far capire che, in un modo o nell’altro, esiste un file rouge che lega queste stragi e queste morti. Anche questa mostra è stata voluta da Salvatore Borsellino e viene raccontata nel volume pubblicato sull’agenda rossa a 33 anni dalla strage.
L’indomani mattina, venerdì 18, alla Caserma Lungaro, nel glorioso reparto scorte, si è svolto la commemorazione dove hanno preso parola i sopravvissuti e parenti di vittime di mafia, il questore, Salvatore Borsellino e appartenenti al sindacato Siap, che lo ha organizzato.
Nel pomeriggio, alla Casa Di Paolo, si è svolta la presentazione del libro “Stato Mafia. La guerra dei trent’anni”, scritto dal giornalista Stefano Baudino e dal documentarista antimafia e antiterrorismo Heiner Koenig. Alla presentazione hanno partecipato il già magistrato e sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed è stato moderato dal referente agende rosse a Siena, Giuseppe Galasso.
È un libro che ripercorre, in maniera documentale e storico, tutti gli eventi e le “stranezze” che hanno caratterizzato gli anni dalle stragi in poi e che hanno portato al processo Trattativa con le loro sentenze. Come WordNews.it siamo stati citati due volte, con altrettanti articoli, inerenti all’omicidio di Luigi Ilardo e con le interviste al Colonnello Riccio, con dichiarazioni importanti.
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La sera a Villa Trabia si è svolta la conferenza organizzata da ANTIMAFIADuemila, dal titolo “Strage Borsellino. Tutta la verità.
- Stato-Mafia
- massoneria deviata
- servizi segreti
- eversione nera”
All’incontro hanno preso parte Aaron Pettinari, Salvatore Borsellino, Roberto Scarpinato, Fabio Repici, Luigi de Magistris e Saverio Lodato. È stato moderato da Giorgio Bongiovanni. I lavori sono stati aperti da Luana Ilardo. Alcuni contributi video di Anna Vinci e Sonia Bongiovanni che ha letto la lettera di Nino Di Matteo.
Il 19 luglio, giornata della strage, il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino ha organizzato la mattinata insieme agli studenti con “Coloriamo via d’Amelio”. Erano presenti diverse realtà tra cui l’opera dei pupi di Angelo Sicilia. Tra i presenti Leonardo Guarnotta, magistrato che ha fatto parte del pool antimafia di Palermo degli anni ’80 guidati da Antonino Caponnetto e insieme a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello. Emozionante intervistarlo e sentire le sue parole su ciò che succedeva in quegli anni.
Alle ore 12 la deposizione della targa commemorativa su Emanuela Loi, restaurata dall’assistente capo della Polizia di Stato Emanuele Filiberto, già componente della scorta del giudice Borsellino.
Nel pomeriggio gli interventi, dal palco di via d’Amelio, dei familiari delle vittime di mafia e dalle associazioni delle vittime. A seguire il silenzio suonato, il minuto di silenzio e l’urlo di Salvatore Borsellino “Resistenza, Resistenza, Resistenza!”
A seguire c’è stato il passaggio di testimone voluto da Salvatore, realizzando un dibattito con i giovani dal titolo “Giovani e Antimafia: contro silenzi e depistaggi”
Hanno preso parte Nino Morana Agostino, nipote dell’agente Nino Agostino; Andrea La Torre, di Attivamente; Luca Grossi, di ANTIMAFIADuemila; Olga Giunti, della CGIL giovani. Ha moderato Marta Capaccioni di Our Voice.
Presente pure il cantante MAK con al sua canzone “La Mafia è Cosa Vostra”
La sera la proiezione del video “Note di Resistenza oltre le macerie – Suoni e silenzi sulle stragi di Stato” realizzato da Our Voice. Successivamente hanno preso parola i familiari delle vittime della strage di Monreale, e di altre giovani vittime, arrivate in via d’Amelio con il corteo fascista dove erano stati attirati “in trappola” come scusa per creare controversie con le agende rosse. Ma, fortunatamente, sono stai invitati a salire sul palco e raccontare le loro storie.
Diretta pomeriggio via d’Amelio.
Alla fiaccolata, tra i vari esponenti di governo, ha preso parte la presidente della commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo. All’arrivo in via d’Amelio è stata attaccata da Jamil El Sadi, giornalista di ANTIMAFIADuemila e attivista di Our Voice.
tutte le foto realizzate da Antonino Schilirò

19 luglio 2025
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