Politica è parola dal significato alto e nobile, che giunge al cuore dell’atto più umano e forte possibile: dedicarsi con impegno e generosità al bene comune, alla collettività e agli altri. È l’arte di governare, riprendendone l’origine dal greco antico. È mettere al centro la polis, la comunità, politica è dedicarsi e donarsi alla polis, agli altri. «Napoli è un paradiso abitato da diavoli», la frase attribuita da alcune fonti a Croce o Goethe ma in realtà pare sia del Piovano Arlotto (sacerdote arguto e burlesco del ‘400 toscano), può esser spesso adattata alla concezione e alla pratica politica. Lo raccontiamo sin dal nostro primo giorno e ognuno di noi ci si scontra quotidianamente: fumi, intossicazioni, squallide consorterie, giochetti e trame che soffocano e sfregiano il bene comune e calpestano ogni interesse collettivo.
In tutto questo continuare a cercare di raccontare l’alba oltre l’imbrunire, andare oltre le nubi, puntare alla nobile origine del donarsi alla collettività, dell’ascoltare sociale e cercare di costruire, riparare il mondo (parafrasando il troppo dimenticato. e sconosciuto a tanti nell’inferno politicante, Alexander Langer), è ancora possibile. Ed è persino un obbligo, sociale, morale, culturale, politico.
C’è da raccontare, costruire, far conoscere. Nel ventre della società, nelle contraddizioni e nella vita vera, reale, quotidiana ci sono sfide, voci non ascoltate, malesseri infiniti, spezzoni di società che impongono di ascoltare, raccontare, agire. L’estate è tempo di riposo, relax, vacanze. Ma non per tutti. E si acuiscono le difficoltà, il senso di abbandono, quella solitudine di malati e anziani a cui ha fatto riferimento tempo Anna Bosco, assessora alle politiche sociali di Vasto. I fatti della “Notte Rosa” a Vasto Marina, uno straordinario evento che ha avuto un successo enorme attirando sul lungomare migliaia di persone anche da fuori regione, hanno avuto un’eco nazionale incredibile purtroppo solo per i minorenni finiti al Pronto Soccorso per abuso di alcol. Ma, spenti i riflettori, come abbiamo sottolineato nei giorni scorsi, c’è una quotidianità taciuta, silenziata, che dovrebbe interrogare. È necessario offrire «alternative belle gioiose, divertenti, festose, il paese dei balocchi è super organizzato, quello dei contenuti e della vera bellezza sa dire solo tante parole fare morali, ma non offre quasi nulla di concreto – la riflessione condivisa da Luca Fortunato, responsabile della Capanna di Betlemme della Comunità Papa Giovanni XXIII di Chieti – il “bene” non è organizzato bene, il “bene” non ha tempo per i giovani». «A questi giovani bisogna dare alternative che non siano il paese dei balocchi ma altre possibilità – ha ribadito Fortunato a Rete8 dopo la “Notte Rosa” – La Capanna di Betlemme ha ospitato nel tempo 300 ragazzi da tutta Italia, tra i quali anche vittime di dipendenze da alcol e droga, che hanno ritrovato serenità».
«Come assessora alle Politiche Sociali, credo profondamente che la diversità sia una risorsa e che l’inclusione sia una responsabilità collettiva – la testimonianza dell’assessora Anna Bosco – In questi anni non ci siamo limitati a “gestire”, ma abbiamo provato ad immaginare un modello di comunità più giusto, più umano». «Vasto può essere una città della cura, si può andare oltre l’individualismo, la vera essenza dell’essere umano si manifesta nella capacità di prendersi cura del prossimo, il benessere autentico nasce quando scegliamo di costruire relazioni basate sulla solidarietà e sull’ascolto, la cura non è solo un’azione, ma un nuovo modo di vedere il mondo, un cambiamento di prospettiva che mette al centro le persone – ha sottolineato mesi fa Anna Bosco, assessora alle politiche sociali – il nostro impegno è quello di non lasciare nessuno indietro».
Tra le sfide di questi tempi c’è la “povertà educativa”, c’è un presente da costruire con i giovani della nostra comunità, tessere le fila di una società che sia inclusiva, nonviolenta, dialogante, positiva in cui esistano le alternative a cui fa riferimento Luca Fortunato. I comuni di Chieti e Vasto sono capofila di un progetto per contrastarla che vede insieme istituzioni, scuole, associazioni per costruire risposte reali ai bisogni educativi del territorio. «Abbiamo costruito questa possibilità per un’area vasta, tra l’ECAD n. 8 capofila e l’ECAD N.7, a beneficio dei nostri Comuni che contano complessivamente 90.000 abitanti circa. Lavoreremo insieme per offrire la maggiore ricaduta possibile sul territorio con strumenti, opportunità e speranza a chi rischia di essere escluso – hanno sottolineato l’assessora Anna Bosco e il sindaco di Vasto Francesco Menna – La povertà educativa è una ferita che colpisce il futuro stesso di un territorio: combatterla significa costruire una comunità più forte, inclusiva e capace di crescere insieme. Abbiamo scelto di farlo attraverso un lavoro di squadra, unico strumento per affrontare i problemi complessi e creare un sistema di protezione e promozione per ogni minore. Non si tratta solo di un progetto sociale, ma anche di un atto politico e culturale, che afferma con chiarezza la volontà di stare dalla parte dei più giovani offrendo strumenti di crescita e di riscatto. Le attività previste coinvolgeranno anche scuole e famiglie, rafforzando le politiche di prevenzione su fenomeni che condizionano la vita dei giovani, dalle dipendenze da sostanze e tecnologia, al bullismo, fino all’educazione all’affettività e alla parità di genere. Una rete attiva e concreta per trasformare un’idea condivisa in un’azione capace di generare cambiamento reale nel territorio». «Le linee di azione specifiche per l’ECAD n. 7 saranno interventi di interventi di sportello psicologico gratuito per giovani di età tra i 11-17 anni, prevenzione di dipendenze e bullismo, contrasto al gender gap nelle discipline STEM, attività educative sull’affettività, sessualità e parità di genere, con attivazione di un centro di ascolto per le famiglie, servizi educativi 0-6 anni per lo sviluppo armonico, la socialità e la conciliazione vita-lavoro» riporta il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale vastese.
«Garantire un’equa ripartizione della quota di compartecipazione, tutelando le fasce di popolazione più fragili e garantendo continuità assistenziale», dichiarano il sindaco di Vasto Francesco Menna e l’assessora alle politiche sociali Anna Bosco, è l’obiettivo dell’avviso pubblico per contributi pubblici per le prestazioni socio-sanitarie in regime residenziale e semiresidenziale che coinvolge anche gli altri comuni dell’Ambito Distrettuale Sociale n. 07 “Vastese”: il Comune di San Salvo (anche per i residenti a Cupello, Fresagrandinaria e Lentella) e l’Unione dei Comuni dei Miracoli (presso il Comune di Casalbordino) per i cittadini residenti a Casalbordino, Pollutri, Villalfonsina e Torino di Sangro. Determinante per stabilire la quota di contributo pubblico la quota ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente): sotto gli 8.000 la prestazione sarà totalmente a carico della Pubblica Amministrazione, sopra i 36.000 non sarà possibile accedere al contributo pubblico.
«Una società giusta si costruisce partendo dal rispetto e dalla cura di chi ha percorso tanta strada prima di noi» ha sottolineato l’assessora Bosco. «È importante garantire una risposta concreta a chi si trova in difficoltà, nel rispetto della dignità e del benessere di ogni cittadino – la riflessione della delegata alle politiche sociali vastese – proviamo a costruire un modello di comunità più giusto e più umano in cui nessuno rimane indietro».




