AGGIORNAMENTO 14 OTTOBRE: EVENTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI
«Ciascuno cresce solo se sognato» scrisse in una poesia Danilo Dolci. Sognare è narrare il futuro che vorremmo costruire, l’avvenire di cui poniamo i mattoni nel presente. Per poter costruire la narrazione del futuro è necessario ascoltare, guardare (non solo vedere) e narrare il presente, il mondo che ci circonda. Narrare è già trasformare, raccontare è donare un’anima, rendere vivo. Narrando si può colorare il mondo che ci circonda e costruire quel che può apparire un sogno o troppo lontano.
Ed invece può essere qui, anche in una città come Vasto, in un territorio lontano dai grandi centri che si vede troppo spesso come provincia ferma e immobile. Un mondo che sta cambiando rapidamente, in cui tutto si può trasformare, entrare in una nuova era complessa e allo stesso tempo sfida affascinante. È possibile, quindi, crescere. E per crescere è necessario sognare, narrare, dare forme nuove a ciò che ascoltiamo, guardiamo e viviamo. Saper andare oltre gli asfittici piccoli orizzonti per essere protagonisti e attori dell’orizzonte globale.
Può apparire impossibile tutto questo ed invece, come la poesia che è sempre in agguato negli angoli più disparati dei nostri territori, improvvisare può accadere e vitali raggi di sole illuminare i nostri orizzonti soffocati. Pasolini ammoniva a splendere ancora più forte ogni volta che ci viene imposto di non splendere, di non cedere al fatalismo e alla soffocante corsa al ribasso fino a sguazzare in stagni putrescenti.
L’orizzonte globale, un mondo lontano e fin troppo sconosciuto, la capacità di andare oltre e solcare mari della ricerca della conoscenza, dell’approfondimento, del confronto, della cultura, torneranno a materializzarsi martedì 14 ottobre a Vasto. Dopo lo straordinario convegno del gennaio scorso sul futuro dell’umanità che si sta scrivendo in Asia una nuova finestra sul mondo sarà aperta. A gennaio la giornalista Novella Di Paolo ha dialogato con Simone Pieranni di Il Manifesto, ora sarà l’occasione di dialogare con un’altra inviata dello stesso quotidiano: Marina Catucci.
Appuntamento martedì 14 ottobre alle ore 18 presso la Sala “Irma Perrotti”, Biblioteca Comunale R. Mattioli, Scuderie di Palazzo Aragona. L’incontro “La voce delle donne che raccontano il mondo”, organizzato dall’associazione Dafne Ets, è patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Vasto guidato dall’assessora Anna Bosco.
«In un tempo di ridefinizione degli equilibri globali, lo sguardo delle donne che raccontano la realtà da vicino diventa una bussola preziosa per comprendere il mondo» la riflessione dell’associazione Dafne Ets.
«Durante l’incontro sarà presentato il libro “Manifesto Americano” (Paesi Edizioni 2024), un volume che indaga il socialismo negli Stati Uniti e le nuove forme di lotta politica con uno sguardo critico e appassionato – sottolinea Dafne Ets nella presentazione dell’evento – un dialogo necessario per riflettere sul giornalismo come strumento di comprensione e sulle voci femminili come chiave per leggere il nostro tempo».
«È sempre più necessario un giornalismo autentico, di qualità, capace di abbattere barriere culturali e pregiudizi» ha sottolineato nel gennaio scorso Novella Di Paolo in una lucida e profonda analisi del mondo che ci circonda e dei percorsi necessari per leggerlo.
Siamo nel periodo dell’anno in cui freddo e gelo iniziano a segnare le giornate. Ma il sole non ci abbandona con i suoi raggi, anche pallidi ma pur sempre caldi. Siamo nei giorni dell’ottobrata, in cui l’astro più splendente del cosmo lotta per riprendersi la scena e riscaldare corpi e cuori. Vi è mai capitato di osservare i raggi della luna sul mare, i giochi di luci, quella bellezza che mostra agli occhi? O di fare una passeggiata in montagna e arrivare alla fine stanchi e distrutti? D’improvviso si volge lo sguardo e si vede il sole sbucare da un angolo, una luce particolare, che danza e fa danzare. La luna ha una luce pallida, debole, nel buio i suoi raggi scompaiono, nel buio vediamo solo qualche riflesso sulle onde del mare. Ma la luna non lo sa e allora illumina e splende lo stesso, splende ancor di più nei momenti più bui. Sono momenti di poesia che irrompono improvvisi nella vita e giungono al cuore. Ci colgono sempre in momenti particolari e sempre impreparati per riempirci di meraviglia e stupore.
Tutto questo accade anche nel vasto pluriverso del giornalismo, troppo spesso asfittico, accucciato, comodo, senza guizzi ma tanti fili. Ma ci sono crepe anche in questo muro, apparentemente invalicabile dell’omologazione, e da lì – come ci insegna Leonard Cohen – può entrare la luce. Illuminando quel che non si vuol far conoscere, superando steccati e disegnando percorsi nuovi su sentieri che esistono ancora. E che Novella Di Paolo, in questo nuovo incontro pubblico dal respiro globale, ci regalerà nell’incontro con Marina Catucci organizzato da Dafne Ets e patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e dall’assessorato alle politiche sociali di Vasto, delega affidata all’assessora Anna Bosco.
Durante l’incontro sarà presentato il libro “Manifesto americano”, scritto dall’inviata di Il Manifesto e collaboratrice di testate giornalistiche italiane ed estere. «C’è un filo rosso che parte dalle proteste di Seattle durante la conferenza dell’Organizzazione mondiale per il commercio del 1999, passa per le manifestazioni contro la guerra in Iraq, Occupy Wall Street, Black Lives Matter, le rivolte pro Palestina nelle università e l’ascesa di politici come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez – si legge nella presentazione del libro – Qualcosa di nuovo si è affacciato in America. A dirlo sembra una boutade – gli Stati Uniti Socialisti d’America – ma se il socialismo ha delle speranze di evolversi, la sua occasione la può trovare proprio nel Paese che più d’ogni altro lo ha osteggiato, preservandolo in questo modo da tutte le delusioni che hanno disilluso il socialismo europeo durante il secolo scorso. Questo Manifesto Americano nasce da un presupposto: la reazione al capitalismo non può arrivare che dal suo epicentro, appunto gli Stati Uniti d’America».





