C’è stata una lunga epoca repubblicana in cui le opere pubbliche erano sempre al centro, prima delle campagne elettorali e tra una campagna e l’altra accaparrandosi consensi. Milioni, anche miliardi di euro, che diventavano costantemente asfalti, cemento, opere che hanno segnato anche il destino di territori.
L’apertura di autostrade ha segnato l’arrivo del progresso, non c’era amministrazione pubblica che non aveva in cima ai pensieri il realizzare o rinnovare strade e vie. Opere pubbliche considerate, appunto, attrattori di voti, consensi, indice di buona amministrazione, di interesse ai bisogni della cittadinanza o il contrario.
Quell’epoca, i decenni rampanti della Democrazia Cristiana, sono ormai tramontati da tempo. E i più giovani la percepiscono ormai solo come eco lontana dei ricordi dei più anziani. E quel che allora era delizia della polis ora appare sempre più croce dei cittadini. Esattamente dieci anni fa la vertenza Golden Lady a Gissi si era ormai conclusa, con la beffa finale per i lavoratori che avevano visto sfumare il posto di lavoro per la seconda volta in breve tempo. Ma la seconda avevano visto bruciare anche soldi loro, trattamenti di fine rapporto accumulati negli anni. Gissi simbolo di quell’epoca tramontata, il paese da cui partì per giungere nel cuore del Potere romano Remo Gaspari. In un incontro pubblico una ex lavoratrice, madre di figli piccoli, chiese ad un sottosegretario, ad un esponente delle alte sfere (qualcuno poi un giorno ci svelerà perché sfere e non, per esempio, cubi, un sospetto più che vago l’abbiamo) se e cosa poteva sperare. L’alta sfera rispose, con una placida tranquillità che spiazzò, che c’erano ben quattro società che potevano investire. Ma c’era un problema: le strade erano troppo rovinate. Per come la conversazione stava procedendo poco ci è mancato che lui, politicante di lungo corso e in quel momento membro dei sacri palazzi, chiedesse ad una disoccupata di pensarci lei. Rispetto a decenni prima, agli anni ruggenti di quella zona industriale e delle opere pubbliche della DC, sembrava chiudersi un cerchio.
Le province, si disse anni fa, erano state abolite. Ma sempre in sella. E la competenza su molte strade è ancora loro. Nella provincia che fu di Remo Gaspari attualmente la presidenza è in mano al Partito Democratico, presidente il sindaco di Vasto. E la (non) manutenzione delle strade, gli interventi fatti o non fatti, necessari o attesi, periodicamente torna al centro dell’interesse pubblico. Pochi giorni fa un annuncio su una strada il cui progetto è più antico della nascita di ragazze e ragazzi neolaureati di oggi, magari anche padri o madri di famiglia. E Ottobre è stato il mese in cui riflettori importanti sono tornati sul complesso degli interventi provinciali.
Statale 16 Adriatica, altezza Casalbordino. La porta d’ingresso al lido è sulla destra di un’enorme rotatoria, sulla sinistra da ormai tanti anni – molti neanche ricordano quanti – ci sono degli enormi blocchi di cemento. Lì collocati da almeno un decennio, presenza ormai così consueta per automobilisti di passaggio e cittadini che quasi non ci si fa più caso. È come se facessero parte del paesaggio.
Dietro quei blocchi c’è un tratto di strada che conduce a Villalfonsina, tratti completati e nel frattempo anche rovinati dal lento e inesorabile avanzare del tempo, altri mai completati. Il cartello dei lavori è segnato dagli anni che son passati.
Una strada attesa dagli inizi anni duemila, il primo progetto dovrebbe essere (a memoria di cittadini i cui capelli sono ormai più che bianchi) dell’anno in cui i cuori sanguinarono dopo il rigore maledetto sbagliato da Baggio a Pasadena, l’anno dopo in cui Pippo Baudo (che ci ha lasciato pochi mesi fa) fece debuttare una giovanissima Laura Pausini a Sanremo. Pausini oggi tra le veterane della musica italiana.
«Si è deciso di aprire a breve i primi 3 km dell’infrastruttura, dalla rotatoria sulla SS16 all’intersezione con la strada comunale, e di limitare la parte restante al traffico dei residenti e dei titolari di attività» ha comunicato la Provincia di Chieti nei giorni scorsi al termine di un incontro sui lavori nella strada di competenza provinciale. «Per il completamento dell’intera opera è necessario realizzare un ultimo tratto di circa 800 metri per la riconnessione con la viabilità ordinaria, che consentirà il collegamento con l’abitato di Villalfonsina – prosegue la nota dell’ente – A tale scopo verrà convocato a breve un incontro con tutti gli enti interessati, compresa la Regione Abruzzo, per promuoverne il finanziamento e l’esecuzione». Dopo 25-30 anni, blocchi di cemento ormai più familiari di certi parenti, c’è ancora una “ndacca” (direbbero i più ricchi di primavera nel locale dialetto) per arrivare alla conclusione. Anni fa i Fichi d’India, nel loro caustico stile, raccontarono di una coppia che abbandonò il cane a Salerno, quando uscirono al casello di Reggio Calabria il cane li stava aspettando da ore. Qui non siamo ai livelli della Salerno – Reggio Calabria ma l’attesa si è abbondantemente laureata.
Al termine dell’incontro Francesco Menna, presidente della provincia (e sindaco di Vasto) ha espresso soddisfazione.
Veniamo ora all’altra recente vicenda, quella innescata dall’intervento di Catia Di Fabio, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia e sindaco di Monteodorisio, che ha dichiarato che «Viabilità provinciale: niente fondi, ancora una volta il territorio vastese resta in secondo piano».
«Dopo la pubblicazione del Decreto del Presidente della Provincia di Chieti n. 119 del 7 ottobre 2025, con cui è stato approvato il programma quadriennale 2025-2028 degli interventi di manutenzione straordinaria sulle strade provinciali, ritengo doveroso esprimere forte preoccupazione per la ripartizione delle risorse e per l’ennesima mancata attenzione verso il territorio» dei distretti del vastese, ha dichiarato Di Fabio.
«Dall’Allegato al decreto, infatti, emerge come gli interventi finanziati, per un totale complessivo di 11.183.123,61 euro, riguardino prevalentemente aree già interessate da precedenti stanziamenti» sottolinea la consigliera provinciale. Questi in particolare i finanziamenti su cui pone l’attenzione Di Fabio:
In particolare sono state finanziate:
- SP 214 “Tollo di Foro – Bucchianico” – 350.000 €
- SP 217 “San Vito – Fossacesia – Mozzagrogna” – 650.000 €
- SP 131 “Tornareccio – Villa S. Maria” – 1.215.000 € complessivi
- SP 131 “Carpineto Sinello – Atessa” – 585.000 €
- Accordo quadro per la manutenzione straordinaria della rete provinciale – 8.333.123,61 €
«Ancora una volta, nessun intervento diretto interessa il territorio vastese e i comuni interni del Distretto 5, che comprendono realtà con una viabilità in condizioni critiche e con problemi di sicurezza ormai cronici – attacca Di Fabio – Si tratta di una disparità di trattamento evidente, che non può essere ignorata: le aree costiere e collinari del Vastese necessitano di interventi urgenti su arterie provinciali fondamentali per collegare scuole, ospedali, attività produttive e zone rurali».
«Chiedo pertanto che venga reso pubblico l’elenco completo e aggiornato delle strade comprese nell’accordo quadro, con i relativi importi e cronoprogrammi di spesa, affinché sia possibile verificare se e in quale misura tali risorse arriveranno davvero ai territori del Distretto 3 e 5 – conclude Catia Di Fabio – È inaccettabile che decisioni di questa portata vengano prese senza un confronto preventivo con i rappresentanti eletti e con i Sindaci dei Comuni coinvolti. La sicurezza stradale e la manutenzione delle nostre infrastrutture devono essere priorità condivise e non il risultato di scelte unilaterali».
Il Presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna ha replicato affermando al vastese sono stati destinati 2.167.000 euro. «SP 139 Cupello-Monteodorisio-Scerni, 526.021,77 euro; ex SS 364 di Atessa, 743.128,02 euro; SP 187 Trignina, 520.250,25 euro; SP 146 Quercia nera, 378.338,27 euro» la ripartizione di questi fondi indicata da Menna. «La Provincia di Chieti si sta muovendo in base alle priorità segnalate dalla Protezione civile, dal Genio civile e dalle forze dell’ordine, e in base a tali segnalazioni sta provvedendo a una viabilità di 1.619 km e un fabbisogno che supera i 320 milioni di euro» ha dichiarato il Presidente della Provincia.
«Ringrazio il Presidente Menna per aver ricordato le opere che verranno realizzate nei prossimi anni: è certamente lusinghiero sapere che, almeno in prospettiva, dopo gli anni bui della sua gestione, si prevede qualche intervento anche per il Vastese – ha replicato Di Fabio – Tuttavia, la mia domanda si riferiva agli ultimi due anni, e anzi rilancio chiedendo al Presidente di illuminarci su quali opere siano state concretamente realizzate nella nostra area negli ultimi otto anni».
«Sarebbe interessante confrontare i numeri e la distribuzione degli interventi tra il Vastese e il resto della provincia, così da comprendere appieno le proporzioni e le priorità adottate – ha ribadito la consigliera provinciale – Essere Presidente della Provincia significa rappresentare e occuparsi di tutti i territori, senza distinzione geografica o politica. Il Vastese fa parte della provincia di Chieti, e merita attenzione, manutenzione e rispetto, al pari di ogni altra area».
Menna nella sua replica aveva affermato che Catia Di Fabio non dovrebbe rivolgersi a lui ma al governo: lui lavora ma l’esecutivo nazionale non gli dà i soldi necessari la sintesi della tesi del presidente della provincia. «Invece di pensare continuamente, e in modo ossessivo, all’operato del Presidente Meloni e del Governatore Marsilio, Menna inizi a rendicontare tutto quel poco che ha fatto (e soprattutto che non ha fatto) in materia di manutenzione delle Strade Provinciali del Vastese ridotte a mulattiere e colabrodi» la richiesta in risposta del sindaco di Monteodorisio e consigliere provinciale. Parole datate 23 ottobre, ad oggi non ci risultano ulteriori riscontri e risposte.





