“I giornalisti devono riportare le notizie vere, con i tempi a loro più congeniali, senza chiedere il permesso a nessuno”. L’Ordine dei Giornalisti Molise affida a questa frase l’apertura della propria nota, diffusa in risposta a una presa di posizione dei legali del presidente della Regione Molise, circolata anche sui social. Il senso è dichiarato senza giri di parole: la cronaca giudiziaria Molise non è un atto di cortesia, né una pratica da svolgere previa autorizzazione. È un diritto e, insieme, una funzione pubblica.
Nel merito, l’OdG Molise ritiene “doveroso chiarire” che l’informazione diffusa dagli organi di stampa si sarebbe limitata a riportare una notizia ritenuta di rilevante interesse pubblico, così come trasmessa da una fonte indicata come autorevole e qualificata, l’agenzia Ansa. La cornice invocata è quella dei criteri che reggono il diritto di cronaca: correttezza, continenza, verità sostanziale dei fatti. È su questo terreno, precisa l’Ordine, che va letta la pubblicazione della notizia, senza forzature e senza sovrapposizioni improprie.
L’OdG respinge inoltre l’idea che si sia voluto costruire un processo mediatico. Nella nota si sottolinea che non vi sarebbe stata alcuna anticipazione di giudizi, né la volontà di sostituire il lavoro degli organi giudiziari con letture distorte o sentenze pronunciate nelle piazze digitali. Al contrario, l’oggetto della notizia, chiarisce l’Ordine, sarebbe stato esclusivamente l’esistenza di un atto, la richiesta di rinvio a giudizio, elemento che per sua natura rientra legittimamente nel diritto di cronaca.
Un punto centrale del comunicato riguarda poi le tempistiche e la conoscenza formale degli atti. L’Ordine osserva che il fatto che la notizia non fosse ancora formalmente nota alla difesa del governatore non può essere attribuito ai giornalisti. I cronisti, rimarca la nota, non hanno obblighi di notifica processuale e non possono essere chiamati a rispondere dei tempi con cui gli atti vengono comunicati alle parti interessate.
Per l’OdG Molise, informare l’opinione pubblica su fatti veri, di interesse pubblico e correttamente contestualizzati non rappresenta una violazione, ma l’esercizio di una funzione costituzionalmente garantita. E, nello stesso passaggio, l’Ordine ribadisce il rispetto del principio di presunzione di innocenza, che non risulterebbe compromesso dalla semplice e corretta diffusione della notizia.
In chiusura, l’Ordine richiama anche un ultimo aspetto: nel secondo lancio, indicato come il più corposo, sarebbe stato aperto il contraddittorio, rendendo nota la posizione degli avvocati difensori. Un richiamo che, nella lettura dell’Ordine dei Giornalisti Molise, rafforza l’idea di una cronaca svolta entro i binari corretti: riportare l’esistenza di un atto e, contestualmente, rendere pubblica la posizione della difesa.
La nota dell’OdG Molise, in definitiva, fissa un confine: la stampa non sostituisce i tribunali, ma non può neppure essere trasformata in un bersaglio quando esercita, con correttezza, continenza, verità sostanziale, il diritto di cronaca.
Perché una notizia vera e di interesse pubblico non chiede permesso: chiede solo di essere raccontata.
ECCO LA NOTA DEI LEGALI
“Nel prendere amaramente atto che al nostro assistito non è stato ancora recapitato alcunché e che, pertanto, in questo paese si continuano a considerare gli organi di stampa come propalazione diretta degli organi giudiziari e di notificazione, preme rappresentare che la richiesta della Procura, laddove effettivamente esistente, dovrà poi passare al vaglio, per la prima volta, di un “giudice terzo” che è il GUP.Il fatto è ancor di più rammaricante perché ha negato al Presidente la possibilità di informare direttamente la cittadinanza di quanto accaduto.Il collegio difensivo rimane fortemente convinto dell’innocenza del Presidente Roberti e della validità delle articolatissime argomentazioni svolte sul piano sostanziale e sul piano processuale e ritiene obiettivamente, del tutto naturale che anche la Procura della Repubblica desideri sottoporre siffatte complesse questioni all’esame di un Giudice”.Avv. Mariano Prencipe e Giuseppe Stellato





