Angela Napoli, madrina del premio nazionale Lea Garofalo. Siamo arrivati alla IV edizione del premio, che quest’anno si è svolto a Cremona. Un resoconto finale di questa edizione del premio?
Ringrazio innanzitutto Paolo De Chiara, coraggioso giornalista, Marisa Garofalo e tutti i Soci DIOGHENES Aps per avermi rinnovato l’incarico di madrina della IV edizione del concorso nazionale Premio Lea Garofalo. Mi sono sentita onorata ma anche gravata di ulteriore responsabilità.
Quest’anno anche a Cremona il risultato è stato molto positivo vuoi per la partecipazione al concorso di molti studenti e scuole d’Italia, vuoi per i relativi lavori tutti molto belli, incisivi ed inerenti al tema concorsuale. Mi è parso che la storia di Lea Garofalo sia stata ben recepita dai giovani e congiunta con la conoscenza di altre vittime.
Anche i Testimoni di legalità del nostro tempo individuati in questa edizione, le cui storie sono state divulgate, hanno fatto conoscere queste figure in tutta Italia ed hanno dato loro l’incoraggiamento a proseguire quali punti di riferimento per il corretto esercizio della legalità.
L’anno scorso in una intervista che abbiamo fatto ci è stata censurata dove parlavamo della commissione antimafia. Vogliamo riprenderla oggi? Qual è la situazione attuale delle indagini in commissione antimafia?
Sinceramente ancora oggi non sono riuscita a capire il perché della censura nel punto in cui lamentavo lo scarso lavoro della Commissione parlamentare antimafia. Allora, ma anche oggi, la facevo e la faccio come ex parlamentare ex componente di ben quattro Commissioni parlamentari antimafia, in una delle quali persino con l’incarico di vicepresidente. Il nostro lavoro del tempo non veniva solo rinchiuso negli atti parlamentari, ma essendo incisivo veniva reso noto da stampa e televisione.
Sono sì cambiati i tempi ed anche le mafie però, le quali non sono scomparse ma hanno assunto altre forme, si sono “modernizzate” , in particolare la ‘ndrangheta, e continuano ad incidere pesantemente nella società, il che mi sembra dovrebbe essere predominante nei lavori della Commissione parlamentare antimafia e ciò non mi appare proprio.
Da tempo denunciamo le dinamiche della commissione nei confronti dei testimoni di giustizia. Oltre alla commissione antimafia parliamo dell’ex commissione art.10 e del servizio centrale di protezione. Come si stanno comportando nei confronti dei testimoni di giustizia?
Ancora continua a rimanere inabissata la situazione di tanti Testimoni di Giustizia sia per quanto riguarda la modifica legislativa degli interventi adeguati sia relativamente alla vigilanza del lavoro del Servizio centrale di protezione.
Da sempre ho considerato la figura del Testimone di Giustizia quale “risorsa” per la lotta al crimine organizzato ed invece mi sembra di capire che tale figura viene considerata un “peso” sia per il mondo politico sia per gli organismi preposti alla loro tutela.
Tornando al premio quanto è importante che si svolga con le scuole e quale risposta c’è stata quest’anno da parte degli studenti?
Tornando al premio di quest’anno ribadisco che a mio avviso c’è stata una risposta più numerosa e più incisiva, ma non ancora sufficiente.
Desidero rivolgere ancora un plauso a tutti i Soci DIOGHENES Aps ed in particolare a Paolo De Chiara, a Veronica Conti e alla professoressa Giusy Rosato di Cremona dove si è svolta l’edizione annuale.
Dicevo però che la risposta è stata numerosa ma non sufficiente per cui penso che le prossime edizioni del premio debbano cercare di coinvolgere più scuole e relativi studenti e debba quindi insistere proprio sul coinvolgimento delle figure giovanili.





