Auser Venafro al fianco di Castrataro: “Difendere il Veneziale significa difendere tutti”
Quando un sindaco pianta una tenda davanti a un ospedale, non sta facendo folklore. Sta dicendo, senza microfoni di scena e senza filtri: “Qui si sta spegnendo un presidio vitale”. E se qualcuno la chiama “protesta simbolica”, la risposta è semplice: i simboli non mandano le ambulanze, non coprono i turni, non riaprono i reparti. Lo fanno le decisioni. E le decisioni, in questa storia, sembrano arrivare sempre “domani”. È in questo clima che il Circolo Auser di Venafro rompe il silenzio e si schiera apertamente con il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, nella battaglia a difesa dell’ospedale “Ferdinando Veneziale”.
“Non è uno spettacolo: è un gesto necessario”
Nel comunicato firmato dal presidente Leopoldo Di Filippo, Auser Venafro esprime “piena solidarietà” al primo cittadino e dà un nome netto a ciò che sta accadendo: una situazione che mette a rischio la salute dei cittadini, con un impatto ancora più duro sulle persone anziane e fragili. Il punto non è la tenda. Il punto è quello che la tenda denuncia: reparti vuoti, medici insufficienti, servizi essenziali a rischio. Tradotto: tempi più lunghi, risposte più deboli, cure che si allontanano. E quando la sanità si allontana, non lo fa in punta di piedi: lascia dietro di sé ansia, rinunce, viaggi della speranza (che di “speranza” hanno sempre meno).
L’ospedale come presidio di sicurezza e dignità
Auser ricorda una verità che spesso la politica tratta come una nota a margine: per la comunità della provincia di Isernia, l’ospedale non è soltanto un edificio sanitario. È un presidio di sicurezza, dignità e speranza.
Perché un territorio interno non ha “alternative” infinite. Non è una metropoli dove cambi corsia e trovi un altro pronto soccorso a dieci minuti. Qui, se il presidio si indebolisce, si indebolisce la vita quotidiana: chi lavora, chi studia, chi assiste un familiare, chi invecchia.
“Agire subito, senza altri rinvii”
Il messaggio di Auser Venafro è una richiesta diretta alle istituzioni competenti: intervenire subito. Niente ulteriori rinvii, niente scaricabarile tra livelli di governo, niente rimpalli tra uffici e competenze. Perché la frase che taglia il comunicato come una lama è questa: la salute non può aspettare.
E, diciamolo chiaramente: quando la sanità pubblica “aspetta”, spesso è il cittadino a pagare. In soldi, in stress, in tempo. A volte in qualcosa di peggio.
Non solo solidarietà a parole. Auser Venafro annuncia disponibilità a un impegno concreto: mobilitazione, appelli, iniziative pubbliche. Una chiamata alla comunità a non restare spettatrice mentre si decide il destino del Veneziale.
“Difendere l’ospedale significa difendere la vita di tutti. Non c’è più tempo da perdere”.




