Un’analisi critica sull’atlantismo, la crisi della democrazia USA, Ucraina, Gaza, energia e dazi: perché l’Europa deve diventare autonoma, prima che sia tardi.
Dopo questa azione nel Venezuela, dopo la dichiarazione di volersi prendere la Groenlandia, dobbiamo chiederci se è possibile continuare ad essere passivi verso una democrazia in crisi come quella USA che utilizza il potere militare, senza più neppure cercare di ammantarlo con favole di esportazione di democrazia ed altre fesserie. Ricordiamoci che gli USA sono stati gli ispiratori della guerra per procura in Ucraina e sono loro che proteggono il genocidio palestinese a Gaza. LA GUERRA in Ucraina ha staccato la Russia dal resto dell’Europa ed ha messo in crisi il nostro continente con l’acquisto del gas americano, l’obbligo di riarmo acquistando armi (anche obsolete) dagli USA e con i dazi imposti.
È vero che in Occidente l’economia domina la politica e l’indirizzo nelle sue scelte. È vero che i grandi fondi economici che regolano il mercato e la politica sono essenzialmente USA e probabilmente hanno investito per selezionare l’attuale classe dirigente europea. Tuttavia se non si fa lo sforzo di trovare una nuova strada e nuove classi dirigenti per unire l’Europa, se non si rompe con questo atlantismo deleterio e rovinoso, se non ci si apre a nuovi mercati con i 7 miliardi di individui e consumatori del mondo, saremmo trascinati in una decadenza senza fine.
Se non si rompe con questo ordine fittizio e fallimentare scaturito dalla seconda guerra mondiale e se come Europa non ci si muove autonomamente in senso unitario, ci avviamo ad un declino senza fine.
Prima che sia troppo tardi apriamoci al mondo e cominciamo a sostituire i prodotti imposti dell’impero americano con altri. Penso che sia il momento di prendere coscienza che la passività è deleteria e rovinosa.




