Una Sicilia che lotta, che non si arrende, che si organizza spontaneamente dal basso e che fa affidamento sulle proprie forze: questo è quanto emerge dalla testimonianza di Andreina Albano, esponente del gruppo “Segnalazioni Incendi Sicilia”, una rete di circa 700 attiviste/i che provengono dalla società civile e che, con i pochi mezzi a propria disposizione, presidiano il territorio h24, scambiandosi in tempo reale comunicazioni, coordinate satellitari, foto e videoriprese sugli incendi che ogni giorno divampano nella Regione, nel tentativo di salvaguardare quel che rimane del patrimonio naturalistico e della biodiversità di un’isola già minacciata dalla desertificazione oltre che dalle fiamme.
L’idea di istituire un simile movimento nasce dalle ceneri di una tragedia: nel 2023 Andreina perde il padre a causa di un incendio e, da allora, anche all’uopo di rendere giustizia al proprio genitore, decide di far nascere la sua idea, per sottrarre la propria terra alla barbarie dei piromani, nonché alle conseguenze funeste del cambiamento climatico. L’idea di Andreina è quella di creare un gruppo che possa raccogliere le segnalazioni dei volontari da ogni parte dell’isola, rafforzando le azioni di altri gruppi antincendio che da diversi anni a questa parte operano a livello provinciale, anche grazie alla presenza di figure quali il suo “mentore” Romero, di modo che “nessuno sarà più solo”, come lei stessa afferma.
Andreina è lieta di constatare come la presenza dei volontari che appartengono al suo gruppo sia sempre molto attiva al fine di fornire un concreto supporto ai cittadini: non appena viene ricevuta una segnalazione nel gruppo, mediante un “tam tam” che consenta il passaparola tra gli attivisti, risulta spesso possibile velocizzare gli interventi sul territorio, anche grazie al supporto dei volontari della Protezione Civile.
Ad esempio, Andreina ci riporta un aneddoto risalente all’anno scorso secondo cui, a causa di un incendio avvenuto a Partinico presso un rifugio per cani disabili, venne inoltrata una segnalazione all’interno del gruppo, nel tentativo di ottenere informazioni più dettagliate sull’accaduto, ricevendo una risposta da parte di Dario Costanzo, un volontario che, successivamente, si scoprirà essere un funzionario del Dipartimento Protezione Civile e che consentirà di facilitare la gestione dell’emergenza, nonché la rapida evacuazione degli animali minacciati dalle fiamme.
Numerosi anche i casi in cui la collaborazione tra Guardia Forestale, Protezione Civile e Vigili del Fuoco è stata mediata dall’intervento dei volontari che operano nella rete delle segnalazioni. Per migliorare ulteriormente l’efficienza della rete, Andreina ci palesa la sua speranza di ottenere un’autorizzazione da parte della Protezione Civile che consenta agli attivisti di avallare anche segnalazioni “per conto terzi”, riferendosi cioè alla possibilità di rendere operative segnalazioni anche per conto di persone comuni che, trovandosi di passaggio nei pressi di un incendio, si vedono comunque impossibilitate ad attendere che le squadre antincendio giungano sul posto. Recentemente, il gruppo di Andreina riesce anche ad avere informazioni sulla posizione degli elicotteri che monitorano le aree interessate dagli incendi, in modo da rassicurare le persone sull’arrivo immediato delle squadre di intervento. Sono pochi per fortuna i casi di false segnalazioni fatte ad opera di “perditempo”, ma onde scongiurare casi come questi Andreina fa presente che ogni allarme viene ratificato solo a partire dal momento in cui i membri effettivi del gruppo possono constatare con i propri occhi la presenza di un incendio, assumendosi la responsabilità della propria segnalazione.
Per quanto si tratti di un giudizio maturato dalle sue testimonianze aneddotiche, Andreina sembra notare che la cadenza annuale degli incendi in Sicilia stia seguendo fasi alterne di crescita e decrescita. Non sa spiegare tuttavia se un simile andamento sia il frutto del caso o piuttosto il risultato di un piano scientemente adottato dai piromani allo scopo di consentire la ricrescita di una parte della vegetazione prima che venga nuovamente data alle fiamme. Rimangono comunque i sospetti che simili strategie possano venire pianificate da soggetti che hanno le mani in pasta su questioni economiche legate a lotti di terreno, pastorizia, vendite di proprietà, ecc…
Sebbene il gruppo si sia sempre arrangiato per proprio conto per quanto concerne la gestione delle emergenze, Andreina ci rivela che a volte alcune singole figure istituzionali si sono attivate per fornire loro supporto, ma pare che da parte degli “alti vertici” delle istituzioni sia stata sinora manifestata solo indifferenza. Comunque, l’operato delle attiviste e degli attivisti che fanno parte del gruppo di Andreina, oltre che essere di ispirazione per quanti vogliano dare una mano per la salvaguardia del territorio siciliano, sta consentendo a movimenti politici extraparlamentari come quello della “Rete Ecosocialista” di raccogliere dati che potrebbero servire un giorno a supportare la cittadinanza attiva sul piano della prevenzione, facendo anche appello a sofisticate tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, nella speranza di sconfiggere questa piaga degli incendi una volta per tutte.





