La disabilità e la salute sono tra i temi in cui si annega nella facile retorica, in cui il diluvio di parole e discorsi è costante. Ma al di là di certa facile e inutile retorica e degli ancor più facili luoghi comuni, ci sono esigenze, necessità, croci quotidiane da affrontare. Oltre il velo delle chiacchiere resta la vita, la quotidianità. Con le sue salite, con le sue difficoltà, con i bisogni di ogni giorno. In cui troppo spesso non si trova la bussola, ci si può perdere e ci si sente abbandonati di fronte i moloch della burocrazia e di sanità e stato (a)sociale che non sempre accompagnano e anzi pongono ostacoli.
Ogni giorno è una difficoltà nuova, ogni volgere del sole è scandito da imprevisti, pastoie burocratiche, iter che complicano la vita anche per le esigenze più lineari ed elementari. Qualsiasi cosa rischia di diventare un peso faticoso. Ci sono le barriere architettoniche fisiche e ci sono barriere molto più ostacolanti e molto più grandi, anche se di altra natura. Una semplificazione come il CUDE, il contrassegno unico europeo a cui Vasto ha aderito, può quindi diventare un grande supporto. Reale, concreto, efficace su aspetti quotidiani della vita.
«Questa adesione rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le persone con disabilità e le loro famiglie. Semplificare le procedure e garantire una mobilità più agevole significa favorire autonomia, inclusione e partecipazione alla vita della comunità» sottolinea Anna Bosco, assessora alle politiche sociali.
Parole che valgono su tanti aspetti, che indicano la strada di un possibile rovesciamento di prospettiva nei confronti delle persone con disabilità e le loro famiglie. Soggetti attivi, persone, vite che hanno diritto ad un’autonomia e a percorsi che non siano corse ad ostacoli.
L’inclusione è una responsabilità collettiva, ha sottolineato l’assessora Bosco in varie occasioni, e si può costruire «un modello di comunità più giusto, più umano» con l’impegno per una «città della cura» basata sull’ascolto, l’empatia, l’umanità, mettendo al centro le persone (e non la burocrazia o altro) concretamente. È la stella polare di tanti interventi sociali, da noi spesso raccontati in questi anni, e di cui anche questo provvedimento è un mattone.
«Come amministratori locali ci sentiamo in prima persona impegnati a dar voce a queste istanze, come Comune di Vasto cerchiamo di venire incontro» ad ogni esigenza e necessità la delegata alle politiche sociali. Un impegno che si concretizza in varie progettualità in campo e l’attivazione di strumenti a cui i cittadini possono accedere in ogni momento. «Come assessora alle Politiche Sociali, credo profondamente che la diversità sia una risorsa e che l’inclusione sia una responsabilità collettiva – ci ha raccontato Anna Bosco – In questi anni non ci siamo limitati a “gestire”, ma abbiamo provato ad immaginare un modello di comunità più giusto, più umano».
Sono undici gli interventi programmati nel “Piano integrativo di attività e organizzazione” 2024-20026 dell’Amministrazione Comunale di Vasto dall’assessora alle politiche sociali Anna Bosco, alcuni dei quali già concretizzati o in fase avanzata di realizzazione. Tra questi c’è il Pronto Intervento Sociale. «Una misura con cui i servizi sociali sono reperibili e contattabili sempre nelle 24 ore e coordinate, per esempio, con le forze dell’ordine – ha sottolineato l’assessora Bosco – Così, per esempio, un senzatetto può essere subito condotto in una struttura adeguata in maniera tempestiva».
«Il servizio ha operato con l’obiettivo di fornire una risposta immediata nei casi di emergenza abitativa, vulnerabilità sociale, disagio economico o mancanza di rete familiare, attraverso attività di ascolto, orientamento e accoglienza temporanea presso l’appartamento dedicato alle emergenze sociali situato nel Comune di Vasto» e «ha garantito interventi tempestivi per affrontare situazioni di emergenza sociale riguardanti persone e nuclei familiari in condizioni di grave fragilità» sottolinea l’Amministrazione Comunale rendendo noto il bilancio dei primi dodici mesi di attività.
Questi gli interventi e le attività riportate in una nota dell’Amministrazione:
Nel corso dell’anno gli interventi hanno riguardato principalmente:
- nuclei familiari con minori in difficoltà abitativa;
- donne sole o vittime di violenza;
- persone senza dimora;
- cittadini stranieri in condizioni di marginalità;
- persone sole con problemi sanitari o socio-economici.
Tra le situazioni affrontate si segnalano interventi per emergenze abitative dovute a sfratti o perdita improvvisa dell’alloggio, accoglienze temporanee per nuclei familiari con minori, supporto a persone prive di documenti o senza rete familiare, nonché interventi a favore di donne vittime di maltrattamenti e persone in condizioni di grave vulnerabilità sanitaria e sociale.
Il servizio ha operato frequentemente in collaborazione con diversi soggetti del territorio, tra cui servizi sociali comunali, forze dell’ordine, strutture sanitarie, Caritas, centri antiviolenza e realtà del terzo settore, garantendo una presa in carico coordinata e integrata dei casi segnalati.
Nel corso del primo anno di attività sono stati effettuati 19 interventi complessivi, che hanno riguardato:
- 4 nuclei familiari,
- 7 donne,
- 7 uomini,
- 1 minore non accompagnato. Sono inoltre pervenute molteplici richieste telefoniche di informazioni relative principalmente a servizi sociali e possibilità di accoglienza.
La Delibera di Giunta Comunale n. 56 del 4 marzo 2026 sancisce la richiesta di adesione del Comune di Vasto alla piattaforma CUDE «disponibile sul Portale dell’Automobilista e promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – riporta il comunicato stampa dell’Amministrazione guidata dal sindaco Francesco Menna – I titolari di contrassegno per persone con disabilità potranno registrare la targa o le targhe dei veicoli utilizzati per la mobilità, facilitando il riconoscimento automatico delle autorizzazioni alla sosta e alla circolazione nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL) solo dei Comuni aderenti».
CUDE è «uno strumento innovativo che semplifica gli spostamenti e riduce gli adempimenti burocratici, migliorando concretamente la qualità della vita dei cittadini» sottolinea il primo cittadino. «La piattaforma consente il riconoscimento automatico dei veicoli al servizio delle persone con disabilità nei Comuni che aderiscono al circuito nazionale, evitando disagi, contestazioni e sanzioni ingiuste» ha aggiunto l’assessore con delega alla Polizia Locale Carlo Della Penna.
«Per accedere alla piattaforma è necessario presentare al Comune la richiesta di adesione compilando l’apposito modulo previsto dal Decreto Ministeriale del 5 luglio 2021.
Nel modulo il richiedente deve indicare una targa “attiva” del veicolo utilizzato e, facoltativamente, una seconda targa. Una volta inseriti i dati nel sistema, il Comune consegna al richiedente un codice univoco alfanumerico che consente all’utente di accedere alla piattaforma tramite il Portale dell’Automobilista o attraverso l’app iPatente – il funzionamento di CUDE riportato nel comunicato stampa dell’ente – Nel caso in cui si utilizzi un veicolo con targa diversa da quella indicata come attiva nella piattaforma, sarà necessario attivare la nuova targa per evitare eventuali sanzioni».






