La parità di genere è un diritto fondamentale e uno dei valori fondamentali dell’UE. L’agenda dell’UE per la parità di genere si basa sui trattati costitutivi dell’UE e sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, che afferma che la parità tra donne e uomini deve essere assicurata in tutti i campi.
La Commissione europea ha presentato la nuova strategia per la parità di genere per il periodo 2026-2030. La strategia integra la parità di genere in ogni aspetto della vita, dall’istruzione e la salute fino al lavoro e la partecipazione alla vita pubblica, e affronta minacce come la violenza online e i rischi connessi all’IA, che colpiscono soprattutto le donne. Nonostante siano stati compiuti progressi, secondo le stime dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere occorrerebbero 50 anni perché l’UE raggiunga la piena parità di genere se i cambiamenti continuassero al ritmo attuale. Persistono inoltre disparità tra gli Stati membri.
Strategia rinnovata per i prossimi cinque anni
La nuova strategia, presentata dalla Commissione e approvata da tutti gli Stati membri, trasforma gli obiettivi della tabella di marcia per i diritti delle donne in azioni concrete per emancipare le donne e le ragazze, coinvolgere gli uomini e i ragazzi nell’opporsi fermamente a qualsiasi regresso in materia di diritti fondamentali e accelerare i progressi verso un’Europa realmente equa a livello di parità di genere. È una strategia che rafforzerà l’azione dell’UE in settori chiave, affronterà le questioni emergenti e intensificherà i lavori sull’attuazione della legislazione e delle politiche esistenti:
• proseguire il contrasto alla violenza di genere che colpisce in modo sproporzionato le donne e le ragazze, prendendo tra l’altro misure per combattere la manipolazione artificiale di immagini di persone reali a fini sessualmente espliciti e migliorare la protezione delle donne online. Ciò avverrà attraverso un dialogo normativo con le piattaforme online basato sulle solide garanzie previste dal regolamento sui servizi digitali. La violenza di genere è un fenomeno strutturale, radicato, sistemico. Un fenomeno che attraversa la società, le relazioni, il lavoro, i linguaggi, i media, le istituzioni. Proprio per questo non può essere affrontato solo sul piano della reazione, ma va letto e contrastato nella sua natura culturale, con un grande lavoro di prevenzione.
• coinvolgere gli uomini e i ragazzi nella lotta per la parità di genere, riconoscendo i benefici per loro e il ruolo che hanno nella realizzazione del cambiamento sociale. La strategia si concentrerà sul contrastare la manipolazione delle informazioni per evitare una crescente polarizzazione tra donne e uomini, in particolare tra i giovani;
• promuovere gli standard più elevati dei sistemi sanitari e di assistenza sanitaria per tutti. Per la prima volta, l’assistenza sanitaria viene trattata come un settore strategico specifico nella strategia per la parità di genere, ed è prevista un’iniziativa faro insieme all’OMS per migliorare la qualità e l’accessibilità dell’assistenza sanitaria per le donne;
• rafforzare la prosperità promuovendo la parità di genere in tutti i settori economici. La strategia varerà un nuovo piano d’azione sulle donne nella ricerca, nell’innovazione e nelle start-up per attirare un maggior numero di donne in questo settore all’interno dell’UE;
• affrontare il divario retributivo di genere e pensionistico di genere, fornendo sostegno agli Stati membri per attuare pienamente ed efficacemente la direttiva sulla trasparenza retributiva e collaborare con la Banca europea per gli investimenti per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprenditrici e rafforzare la rappresentanza femminile nel settore finanziario. È necessario che si investa nel sostegno alle imprenditrici, affrontando con urgenza i nodi critici comuni a tutto il mondo produttivo, come la pressione fiscale, la burocrazia e l’accesso al credito, affinché il talento delle donne diventi un pilastro strutturale della strategia economica nazionale. Un aspetto sul quale non c’è adeguata attenzione è, poi, quello relativo al divario economico tra pensionati e pensionate. Queste ultime, infatti, ricevono assegni previdenziali nettamente inferiori rispetto a quelli degli uomini, in seguito a carriere lavorative povere, brevi e discontinue, spesso penalizzate da un lavoro di cura estremamente sbilanciato. Gap salariale di genere, precariato, salari bassi e soprattutto pensioni calcolate con il sistema contributivo non potranno che ampliare ulteriormente il divario anche per le future pensionate. Senza contare, inoltre, che la disparità di pensione si trasforma facilmente in dipendenza e può talvolta sfociare in violenza economica, impedendo alla donna anche solo di pensare di allontanarsi dall’autore degli abusi.
• adottare ulteriori misure per sostenere la partecipazione paritaria e sicura delle donne alla politica. La Commissione aggiornerà la mappatura delle misure prese negli Stati membri per promuovere la partecipazione e la leadership delle donne in politica, nella pubblica amministrazione e nei parlamenti.
La strategia 2020-2025 ha visto l’introduzione di importanti iniziative legislative intese a promuovere la parità di genere all’interno dell’UE, tuttavia l’indice sull’uguaglianza di genere 2025 dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere e i risultati della relazione annuale sulla parità di genere evidenziano che continua ad essere necessario agire per conseguire la parità di genere risolvendo i problemi della povertà educativa e dell’esclusione sociale attraverso strumenti concreti, opportunità di crescita e sostegno costante.
Ciò che ci si aspetta dalle istituzioni è l’attuazione di diritti concreti: politiche europee e nazionali che valorizzino il merito e un sistema di welfare capace di supportare le donne nella complessità dei loro ruoli sociali e familiari.





