Siamo ormai nel pieno della Quaresima, tra meno di un mese avremo già superato le festività pasquali. Giorni anche di convivialità, ritrovo, gioia per i bambini, giornate di festa e scampagnate.
Ma non sarà così per tutti.
Non sarà festa piena per chi ha accanto sedie vuote, voci, volti, carezze, abbracci, affetti che vivono nel cuore ma non potranno mai rinnovarsi, mai ripetersi se non nei ricordi. Dolorosi e che vibrano nel profondo del cuore e dell’anima con il peso dell’assenza di chi non c’è più.
È questo un Paese che con la memoria ha un rapporto falso e bugiardo, ipocrita e vacuo. Che imita il pesce rosso, che dimentica il tragitto appena tocca un lato della boccia, fa finta di commuoversi ad ogni occasione per poi – come fosse il passaggio da un canale televisivo all’altro col telecomando – passare oltre come nulla fosse. Uragani e polveroni improvvisi e poi il vento e la polvere si posano e tutto passa. Per poi, nel mare della retorica e delle celebrazioni autoreferenziali, gonfiarsi e coprire tutto sotto fanfare a comando.
Sono passati sei anni dalla proclamazione dello stato di emergenza per il covid19. Settimane in cui tutto è stato travolto (e hanno cercato di ammantare) dietro retoriche lacrimevoli e struggenti, proclami e slogan. Così uniti, così forti i sentimenti che un anno dopo fu celebrata la prima edizione di quella che doveva essere la giornata nazionale del ricordo. Di fatto è rimasta l’unica. E la memoria di quelle settimane, di cosa accadde e non accadde appare più lontana delle guerre puniche.
L’infodemia è infinita. Quanta di questa attenzione vada alle persone, alle vittime, ai familiari è sotto gli occhi di tutti. Si continuano a propagandare modelli e grandi «statisti» che sarebbero stati eroici, grandiosi, monumentali, che senza loro ci saremmo precipitati chissà in quale baratro. Le vittime son buone per le narrazioni, per i raccontini, per le verità di comodo, ma è considerato proibito chiedersi perché le vittime sono vittime, scandalo dei benpensanti e di trombe, trombette e tromboni a reti unificate porre domande.
E così chi agì o non agì, chi per mesi disse tutto e il contrario di tutto, gettando la croce addosso ai cittadini mentre dovremmo tutti sapere cosa ha fatto o non fatto, chi ebbe il tempo in quei mesi drammatici mentre ogni giorno ci veniva imposto il peso di ogni comportamento di scrivere e poi ritirare un libro, di fare dirette su dirette social per insegnare agli altri, per bacchettare, per propagandare continua a proporsi e riproporsi, ad avere riflettori e consensi. Mentre il dolore dei familiari, di chi piange una persona cara che non c’è più, la loro sacrosanta domanda di verità e giustizia resta lì e l’attenzione pubblica e mediatica è stata quasi azzerata. Ma quella lotta per la giustizia e la verità, si sono sentite più forti che mai. Cicatrici nelle corde più vibranti della nostra umanità.
In questi anni abbiamo cercato di seguire costantemente l’impegno e le denunce dell’associazione “Sereni e Sempre Uniti”, nel settembre 2024 intervistammo l’avvocato Consuelo Locati, figlia di una vittima del covid19 legale dell’associazione. Articoli presenti nel nostro archivio. È questo un Paese senza memoria, e quindi senza storia come scrisse Pasolini, in cui abbondano padrini, zone grigie e zone sporche, in cui tutto sparisce in un attimo. L’emozione del momento, le grancasse mediatiche a libri paga di qualcuno, l’arroganza di coloro che più son colpevoli e più gridano istericamente contro le vittime. Non sono ectoplasmi o fati ad aver determinato tutto quel che è accaduto, e tanti guidati dalle chiacchiere della propaganda fanno finta di “dimenticare”, ma gli stessi che ci inondarono di finto patriottismo due anni e mezzo fa, da chi scaricò sui cittadini colpe non proprie, da chi imponeva di cantare e rimanere in silenzio mentre si tutelavano le interessi delle lobby e dei grandi padrini. Tanto bravi a ordinare, fare paternali, scaricare ogni responsabilità sui cittadini e iniziarono ad abbandonare anziani, malati, fragili negli ospedali e nelle RSA, a tacere e seminare omertà su quanto accaduto (o meglio non accaduto) a Nembro, Alzano e in tutta la bergamasca.
Il comitato dei familiari delle vittime del Covid19 di Bergamo Associazione #Sereniesempreuniti con l’avvocato Consuelo Locati è stato presente nel novembre 2022 ad un convegno a San Marino. In questo video l’avvocato Consuelo Locati riportò quel che documenti ufficiali hanno documentato. Sul piano pandemico e sulla sua applicazione, sulle responsabilità ben precise di Ministero e Regioni. Tutte questioni che emergono nelle aule di tribunale grazie alle denunce e all’attività del Comitato.
L’8 ottobre 2024 l’avvocato Consuelo Locati è stata audita dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla pandemia. Sentita alle 19 dopo altre associazioni, ha portato l’attenzione sull’impreparazione dell’Italia che ha affrontato l’annunciata pandemia senza aver pronto nessuno degli strumenti previsti dai piani internazionali, dall’Oms e dallo stesso piano pandemico nazionale. È stato negli anni accertato e messo nero su bianco anche da enti terzi quali l’Istat e riviste di settore quali The Lancet, che, qualora l’Italia fosse stata pronta, si sarebbero potuti risparmiare migliaia di morti. Ovvero migliaia di vite spezzate che oggi continuano a chiedere la verità su quanto accaduto attraverso la voce dei familiari riuniti in #Sereniesempreuniti.Tra i dati e riferimenti citati anche la mancata zona rossa in bergamasca, in Val Seriana, e i procedimenti giudiziari che hanno gettato luce sulla strage bergamasca e non solo. Dopo la sua esposizione in Commissione l’avv. Locati, che nel marzo 2020 perse il padre, è stata oggetto di pesanti attacchi da parte di Giuseppe Conte, ex premier nel periodo della prima fase della pandemia (quella indagata dalla stessa Commissione) e oggi tra i Commissari della stessa Commissione.
«L’ex premier si è sentito sotto attacco – ha commentato Locati in quei giorni – senza che nessuno l’abbia attaccato. Gli esposti dei familiari e la richiesta di verità hanno sempre riguardato tutte le parti in causa, compresi gli amministratori bergamaschi e quelli di Regione Lombardia nonché tutti i tecnici. Quello che abbiamo detto è tutto documentato e sono molto soddisfatta che la Commissione acquisisca l’indagine della Procura di Bergamo perché quei documenti restituiscono la fotografia completa di quanto accaduto e le relative responsabilità. Per noi quella di ieri è stata un’occasione preziosa per portare la nostra voce e ho trovato di cattivo gusto che il collega Conte abbia tentato anche di sminuirmi professionalmente senza, ancora una volta, provare a fare un passo indietro di fronte al dolore di migliaia di persone e di fronte a responsabilità tutte documentabili. Dalla registrazione mi sono accorta che Conte ha continuato a parlare di me anche in mia assenza, un atteggiamento davvero poco corretto».
«Conte ha usato il suo intervento anche per autoassolversi – concluse Locati – citando l’archiviazione del Tribunale dei Ministri di Brescia che lo riguarda, ma va ricordato che quella è stata un’archiviazione e non un’assoluzione con formula piena. C’è una bella differenza. I cittadini non hanno mai potuto assistere ad un processo. Ci auguriamo che lo strumento della Commissione parlamentare possa restituire loro le risposte che aspettano da oltre 4 anni».
Doveroso resta non lasciare soli i familiari delle vittime, non dimenticare, continuare a lottare nonostante tanto e troppo insieme a loro, impegnarsi a restituire dignità e coscienza a questo Paese. Corde vibranti ed intime, personali e collettive, si riuniranno ancora una volta nei prossimi giorni i familiari delle vittime e i tanti che stanno camminando accanto a Sereni e Sempre Uniti – Associazione Familiari Vittime Covid19 in occasione della Giornata Nazionale in ricordo delle vittime del covid19. Diverse iniziative avverranno a Bergamo, Milano e nelle Marche. Nel paese del pesce rosso la retorica è stata dimenticata dall’oblio, rimossi quei giorni, quei mesi, accantonata nel mare magnum dell’etere impalpabile cause, responsabilità, eventi e fatti. Ma non per tutti, diverse saranno le iniziative organizzate e in cui è coinvolta l’associazione dei familiari delle vittime del covid19 Sereni e sempre uniti. Tante iniziative, nonostante la cancellazione della Messa già fissata a Roma, cancellazione giunta quando ormai la macchina organizzativa era in moto e senza nessuna spiegazione dalle alte sfere ecclesiastiche. Un giorno qualcuno ci spiegherà perché sono chiamate sfere e non per esempio cubi, un sospetto comunque ce l’abbiamo.
Questo il comunicato stampa in cui l’associazione le annuncia.
Con l’avvicinarsi del 18 marzo, Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19, sono diverse le iniziative promosse dall’Associazione #Sereniesempreuniti in varie parti d’Italia per ricordare chi non c’è più e condividere un momento di memoria e preghiera. Nel quinto anniversario dell’istituzione della Giornata nazionale e nel sesto anno da quel 18 marzo 2020 che segnò profondamente la vita di tutti gli italiani, l’Associazione #Sereniesempreuniti, familiari delle vittime del Covid-19, invita quanti hanno perduto un caro familiare durante la pandemia – o chiunque voglia unirsi nel ricordo – a partecipare alle iniziative commemorative organizzate sul territorio.
Tra queste, è stata organizzata una Santa Messa commemorativa che si terrà nella Chiesa di Ognissanti del Cimitero di Bergamo, sabato 21 marzo 2026 alle ore 15.30. La celebrazione sarà officiata dai Frati Cappuccini, che accompagnarono i nostri cari nei giorni più duri della pandemia.
La Chiesa di Ognissanti del Cimitero di Bergamo è un luogo fortemente simbolico: proprio lì, nel mese di marzo 2020, furono deposti numerosi defunti, accompagnati nella preghiera dai frati, prima del trasferimento verso i crematori. Un luogo che custodisce memoria, dolore e raccoglimento per l’intera comunità.
«A sei anni da quei giorni che hanno segnato profondamente il nostro Paese – dichiara Cassandra Locati, Presidente dell’Associazione – e dopo aver sempre ricordato i nostri cari con momenti commemorativi e di dibattito ogni 18 marzo, quest’anno proponiamo una funzione religiosa che possa permetterci ancora una volta di fare memoria».
Per gli altri eventi organizzati in città l’Associazione, come succede da sei anni, non è stata invitata.
Un’urna con i nomi dei defunti
Accanto alla celebrazione religiosa prosegue l’iniziativa di memoria rivolta ai familiari delle vittime: chiunque può aderire inviando il nome del proprio caro defunto, che verrà inserito in un’urna commemorativa donata durante la liturgia. L’urna è donata da Roberta Caprini del Centro Funerario Bergamasco, che si occuperà di ricevere e raccogliere i nomi. È possibile inviare una e-mail a adesioni@familiarivittimecovid19.it, indicando: nome e cognome del proprio caro, paese di provenienza e una breve frase simbolica. Un gesto semplice ma profondamente significativo, perché non si tratta di numeri, ma di persone mancate ai propri affetti, alle loro famiglie e alle loro comunità.
Le altre iniziative
Tra le iniziative organizzate il 18 marzo:
• Pesaro, ore 18.30, Chiesa di San Giuseppe – Santa Messa presieduta dal Vescovo di Pesaro Sandro Salvucci.
• Fermo, ore 18.30, Parrocchia di San Tommaso di Canterbury – Santa Messa presieduta da S.E. Rocco Pennacchio.
• Pergola (PU), ore 8.30, Chiesa di Sant’Andrea al Corso – Santa Messa presieduta dal Vescovo di Fano Andrea Andreozzi. • Milano, ore 17.00, Basilica di Sant’Eustorgio – Santa Messa commemorativa.
La proiezione del film “Le Mura di Bergamo”
Accanto ai momenti liturgici sono previsti anche appuntamenti culturali e di testimonianza. Venerdì 20 marzo alle ore 20.45, presso la Sala Consiliare del Municipio di Torre Boldone, verrà proiettato il film “Le mura di Bergamo” del regista Stefano Savona. Non è soltanto un documentario: è una testimonianza intensa di quei giorni che hanno segnato per sempre Bergamo e la vita di tante famiglie.





