• Blogs
  • Chi siamo
  • Contatti
  • DIOGHENES APS
domenica, Aprile 19, 2026
Retail
Advertisement
No Result
View All Result
  • DIOGHENES APS
    • Chi siamo
    • Il Direttore Paolo De Chiara
    • Gli Autori
    • Redazione
    • Contatti
    • TESSERAMENTO SOCI
    • 5Xmille
    • Sostieni la STAMPA LIBERA
  • Le inchieste di WordNews
    • Legalità
    • Stragi di Ieri e di Oggi
    • Speciale Trattative
    • Il “santo Laico”
  • Approfondimenti
    • Interviste
    • Ambiente
    • Animali
    • Brevi
    • Diritto di replica
    • Il racconto a puntate
    • L’Opinione
    • La Parola ai lettori
    • Lettere dall’Italia e dal mondo
    • Pillole
    • Punti di vista
    • Satira
    • Scopri il Molise
    • Wn KIDS
  • Attualità
    • BelPaese
    • Cronaca
    • Economia&finanza
    • Eventi
    • FotoNotizia
    • Il Guastafeste
    • La voce dell’esperto
    • La voce di “Pasquino”
    • Lavoro
    • Wn TV
    • WordNews Consiglia
    • Petizioni
  • Il “Moscone”
    • Carta canta
  • Cultura
    • Libri&Dintorni
    • Arte
    • L’angolo della Poesia
    • Musica
    • Teatro, Cinema & Tv
  • Sport
    • Alimentazione & Fitness
  • WN – MediaCenter
  • Login
  • Register
  • DIOGHENES APS
    • Chi siamo
    • Il Direttore Paolo De Chiara
    • Gli Autori
    • Redazione
    • Contatti
    • TESSERAMENTO SOCI
    • 5Xmille
    • Sostieni la STAMPA LIBERA
  • Le inchieste di WordNews
    • Legalità
    • Stragi di Ieri e di Oggi
    • Speciale Trattative
    • Il “santo Laico”
  • Approfondimenti
    • Interviste
    • Ambiente
    • Animali
    • Brevi
    • Diritto di replica
    • Il racconto a puntate
    • L’Opinione
    • La Parola ai lettori
    • Lettere dall’Italia e dal mondo
    • Pillole
    • Punti di vista
    • Satira
    • Scopri il Molise
    • Wn KIDS
  • Attualità
    • BelPaese
    • Cronaca
    • Economia&finanza
    • Eventi
    • FotoNotizia
    • Il Guastafeste
    • La voce dell’esperto
    • La voce di “Pasquino”
    • Lavoro
    • Wn TV
    • WordNews Consiglia
    • Petizioni
  • Il “Moscone”
    • Carta canta
  • Cultura
    • Libri&Dintorni
    • Arte
    • L’angolo della Poesia
    • Musica
    • Teatro, Cinema & Tv
  • Sport
    • Alimentazione & Fitness
  • WN – MediaCenter
No Result
View All Result
WordNews
No Result
View All Result

Referendum sulla giustizia, due magistrate a confronto: cosa cambia per i cittadini

Stesse domande, due prospettive, una posta in gioco altissima: il futuro della giustizia italiana e le garanzie dei cittadini.

by Paolo De Chiara
20 Marzo 2026
in Approfondimenti
Reading Time: 9 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

Per capire meglio cosa c’è davvero in gioco nel referendum sulla giustizia, abbiamo rivolto le stesse cinque domande a due magistrate: la dottoressa Greta Giannini (rappresentante del “No”), magistrata ordinaria in tirocinio presso la Corte di Appello di Roma e la dottoressa Carmen Giuffrida (rappresentante del “Sì”), giudice del Tribunale per i minorenni di Catania.

Altri articoli in questa categoria

Tra fedeltà e autonomia: l’alleanza in bilico tra Italia e Stati Uniti

Tra fedeltà e autonomia: l’alleanza in bilico tra Italia e Stati Uniti

17 Aprile 2026
Trump contro Papa Leone XIV, lo scontro che divide il mondo tra potere, coscienza e futuro

Trump contro Papa Leone XIV, lo scontro che divide il mondo tra potere, coscienza e futuro

15 Aprile 2026
Crisi energetica, guerra e conti in rosso: l’Italia davanti alla resa dei conti

Crisi energetica, guerra e conti in rosso: l’Italia davanti alla resa dei conti

11 Aprile 2026

Un confronto diretto per aiutare i lettori a orientarsi su una riforma che riguarda da vicino il funzionamento della giustizia e i diritti dei cittadini.

Qual è, in concreto, il problema che questo referendum risolve oppure rischia di aggravare nel funzionamento della giustizia italiana?

GRETA GIANNINI: La legge di revisione costituzionale oggetto di referendum confermativo non risolve alcun problema; piuttosto, la “separazione delle carriere” è una frode delle etichette, poiché nasconde un diverso scopo cui la legge tende. Difatti, la separazione già esiste, poiché il passaggio dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa può avvenire una sola volta, entro nove anni dalla prima assegnazione delle funzioni, e richiede, inoltre, il trasferimento in una diversa regione. In ogni caso, è un falso problema considerato che solo lo 0,4 % dei magistrati effettua il passaggio da una funzione all’altra.
Neppure serve a garantire l’imparzialità del giudice, poiché questa è già assicurata nel processo penale dalla disciplina delle incompatibilità, per cui il P.M. non può svolgere funzioni giudicanti e il giudicante che ha già espresso un giudizio sul merito dell’accusa non può ulteriormente giudicare nelle fasi successive; nonché, più in generale, anche nel processo civile, dagli istituti dell’astensione e della ricusazione, per cui il giudice ritenuto non terzo e imparziale, su richiesta della parte, è sostituito da altro giudicante.
Neppure elimina il cd. correntismo nella sua devianza, ma, al contrario, lo accresce, poiché aumenta il peso della politica all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura. Il sorteggio previsto per la composizione del CSM e dell’Alta Corte disciplinare è oltremodo sperequato a tutto vantaggio della politica: mentre la componente togata (i magistrati) è sottoposta ad un sorteggio secco, quella laica è, dapprima selezionata dalla politica, che formerà un elenco di papabili, dal quale poi sorteggiarne i componenti; quindi il sorteggio è falsato.
La riforma non solo è inutile, ma è finanche dannosa per il cittadino.

CARMEN GIUFFRIDA: La separazione delle carriere garantisce la terzietà del giudice il quale, per rapporto di “colleganza, è spesso indotto ad appiattirsi sulle posizioni del pubblico ministero, soprattutto in fase di indagini preliminari e di udienza predibattimentale.

In tal modo si eviteranno inutili processi destinati a risolversi con assoluzioni, si efficienterà il sistema giustizia e diminuiranno anche i risarcimenti per ingiuste detenzioni. La separazione ripristina, inoltre l’effettività del principio di presunzione di non colpevolezza, oggi a rischio di inversione, come dimostrato dalle affermazioni di alcuni pm superstar. Il sorteggio spezza il legame di debito/credito tra magistrati elettori e consiglieri del CSM eletti, restituendo al CSM, attualmente abusivamente occupato e politicizzato dalle correnti, il ruolo costituzionale di garante di autonomia e indipendenza dei magistrati di tutti i magistrati e non solo di quelli “protetti dai gruppi associativi. L’istituzione dell’Alta Corte, garantendo un giudizio disciplinare indipendente da dinamiche corporativistiche, garantirà che si comminino sanzioni proporzionate al comportamento disciplinarmente rilevante, invece che “ridicole” sanzioni quali quelle applicate oggigiorno, ed eviterà l’uso strumentale dello strumento disciplinare per scopi persecutori nei confronti di magistrati “non allineati” correntiziamente e, dunque, politicamente, come accaduto nel recentissimo passato.

Quali effetti produrrà questa riforma sull’equilibrio tra indipendenza della magistratura, diritti dei cittadini ed efficacia dei processi?

GRETA GIANNINI: La riforma va a minare l’indipendenza della magistratura, con ciò impedendo che il controllo di legalità sia compiuto in modo che tutti i cittadini siano uguali di fronte ad essa. L’indipendenza, difatti, non è un privilegio della magistratura ma la garanzia per il cittadino che la legge è uguale per tutti. In altri termini, soltanto una magistratura indipendente, che non subisce le pressioni esterne da parte degli altri poteri dello Stato e, in particolare, dall’esecutivo, può esercitare la funzione giurisdizionale in modo eguale, anche nei confronti di chi esercita una pubblica funzione. In epoca fascista, ciò che ne assicurò la definitiva affermazione, fu l’assoggettamento della magistratura all’esecutivo, affinché ne attuasse le leggi, contro gli oppositori, considerati nemici di Stato; con la legge del 1923 si previde che i membri del CSM fossero nominati dal ministro della giustizia. La nostra costituzione ha, al contrario, previsto un’equilibrata tripartizione dei poteri, un sistema di pesi e contrappesi, in cui la magistratura è tenuta, non già ad attuare le politiche del governo di turno, ma ad assicurare che anche quest’ultimo osservi la legge, come ogni comune cittadino. La magistratura deve impedire che qualcuno si senta oltre la legge. Per fare ciò la precondizione necessaria è che sia indipendente.
La separazione tra magistratura giudicante e requirente comporta la riconduzione del P.M., sottratto al potere giurisdizionale, entro l’alveo di quello esecutivo, come, del resto, dimostra la comparazione con altri Stati: dove vi è separazione tra le funzioni, il PM è sottoposto al Ministro ed è pertanto un mero funzionario amministrativo, che attua le direttive di governo. Di qui il venir meno di un’ulteriore garanzia per il cittadino: il P.M. che veste i panni dell’avvocato dell’accusa non è più tenuto non solo ad accertare i fatti ma neppure a formulare richiesta di assoluzione quando non v’è una ragionevole previsione di condanna; al contrario, questi sarà tenuto ad accusare in ogni caso, anche perché la progressione in carriera verrà determinata proprio dal numero di condanne fondatamente richieste. Quanto ad efficacia dei processi, in nulla questa “riforma” incide in senso migliorativo.

CARMEN GIUFFRIDA: Essendo una riforma finalizzata a garantire la piena indipendenza della magistratura, restituirà ai cittadini magistrati che eserciteranno la loro funzione serenamente, senza sentirsi “sotto scacco” delle correnti. Il cittadino che dovesse trovarsi indagato e poi imputato in un procedimento penale potrà contare, innanzitutto, su un giudice realmente terzo che come tale verrà percepito. Entrare in un’aula di giustizia e affrontare un processo è già di per sé esperienza assai dolorosa e costosa.  Essere giudicati da un giudice che, in quanto collega del pubblico ministero, può offrire la sgradevole percezione di una sua parzialità, incide sulla serenità dei cittadini che devono affrontare un processo, incuneando la sensazione della minore incisività nel dibattimento dell’attività difensiva.

Inoltre, il cittadino potrà contare su magistrati, sia giudici che pubblici ministeri, più professionalizzati e più responsabilizzati. Più professionalizzati, perché la separazione delle carriere garantirà, attraverso concorsi e scuole mirati, una diversa specializzazione delle due distinte professioni. Ciò non trasformerà il pubblico ministero né in un avvocato dell’accusa né in un superpoliziotto, come adombrato da qualcuno, in quanto gli strumenti processuali a sua disposizione restano i medesimi di quelli che oggi si rinvengono nel codice di procedura penale (ed in quello penale), così come permane l’obbligatorietà dell’azione penale. Più responsabilizzati, perché il pubblico ministero non si rimetterà al giudice per le proprie decisioni e assumerà le proprie ben sapendo di doverne rispondere al proprio ufficio; il giudice, a sua volta, non si allineerà necessariamente alle richieste del pubblico ministero, spezzandosi il rapporto di colleganza tra i due protagonisti. È chiaro che, per vedere gli effetti della legge ci vorrà del tempo in quanto è necessaria una evoluzione culturale. È una riforma giusta che dobbiamo regalare ai nostri figli. Con riguardo alla maggiore efficienza mi riporto a quanto detto in risposta alla prima domanda.

Quali benefici reali porterà ai cittadini comuni e quali invece sono i rischi più seri?

GRETA GIANNINI: Nessun beneficio. Non vengono affrontati i problemi del servizio giustizia. I rischi più seri per il cittadino riguardano la compromissione della garanzia di essere uguali di fronte alla legge, nel controvertere contro un potere forte. Ulteriore rischio è che si verifichi una torsione della democrazia verso un sistema autoritario, con la finale concentrazione dei poteri in capo all’esecutivo. Siffatto rischio è concreto, non solo alla luce delle intenzioni dell’attuale governo (quella di introdurre il premierato), ma anche osservando le conseguenze in materia penale della legge di revisione costituzionale: l’attrazione del P.M. nell’alveo dell’esecutivo, come dimostra la comparazione con altri Stati, fa sì che l’esecutivo detti le linee direttive alle procure, con il serio rischio di avere un sistema giudiziario che considererà prioritaria la delinquenza di strada a dispetto di quella che vede responsabili i cd. colletti bianchi, vicini al governo in carica. Del resto, l’esecutivo è stato già delegato ad adottare criteri di priorità, nonché risulta pubblicata una proposta di legge di revisione costituzionale a firma Bartolozzi, con cui si intende costituzionalizzare il principio che nell’esercizio dell’azione penale il PM osservi le direttive del Ministro. Il rischio è di una privatizzazione della giustizia penale, poiché, nel trasformare il P.M. in avvocato dell’accusa, i costi per le indagini, anche a favore dell’indagato, che oggi sono a carico dello stato, con questa “riforma” saranno integralmente ed esclusivamente a carico del cittadino. Nonché a carico del cittadino saranno i costi per sostenere finanziariamente l’organo di autogoverno.

CARMEN GIUFFRIDA: Non ritengo vi sia alcun rischio in quanto l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono garantite dall’art. 104 della Costituzione. Ciò vale ampiamente a superare l’obiezione di chi, sostenendo il no, terrorizza il cittadino paventando il rischio che la magistratura venga sottomessa all’esecutivo.  Né v’è alcunchè da cercare tra le righe. Quando i sostenitori del no parlano del contesto, occorre ricordare che la riforma non va letta alla luce di dichiarazioni orali, più o meno canoniche e talvolta scomposte, dei rappresentanti politici, in quanto i criteri interpretativi delle norme non includono né mai potranno includerle. La legge vive di vita propria indipendentemente dalle intenzioni del legislatore.

Chi sostiene la posizione opposta alla vostra quale errore di fondo commette nell’interpretare questa riforma?

GRETA GIANNINI: L’errore è quello di ritenere che i problemi della giustizia possano risolversi con una revisione costituzionale che attacca la magistratura, minando la garanzia di sua indipendenza dagli altri poteri dello Stato, anziché incidere sul servizio giustizia, quindi, sui mezzi utili al suo efficientamento.
Ma, in realtà, neppure parlerei di un errore di fondo, quanto piuttosto di un chiaro scopo che si intende perseguire e che è sottaciuto al cittadino: affievolire il controllo di legalità della magistratura nei confronti della politica.
Non a caso questa “riforma” ha ricevuto il consenso dalle forze politiche di destra e di sinistra, accomunate dall’intento di indebolire la magistratura, conferendo alla politica più forza all’interno dell’organo di autogoverno, con ciò offrendo alla politica l’arma disciplinare quale leva per intimorire e tenere sotto scacco il singolo magistrato.
In un paese come il nostro, in cui si registra un alto tasso di corruzione, non possiamo consentire che il controllo della magistratura sulla politica si attenui, salvo voler abdicare alla difesa delle istituzioni e al diritto dei cittadini ad una buona amministrazione.

CARMEN GIUFFRIDA: L’errore, di solito, si commette in buona fede. Nella campagna referendaria i sostenitori del no hanno agito in mala fede, paventando consapevolmente timori inesistenti. Il loro pensiero e le loro parole sono del tutto prive di fondamento. Esiste solo un retropensiero costituito ora sia da ragioni ideologiche di chi vuole utilizzare il voto referendario solo come strumento di opposizione al governo Meloni che da ragioni corporativistiche della magistratura che teme di perdere, non già la propria autonomia e indipendenza,  ma la gestione del potere che esercita attraverso attività spartitorie dei posti direttivi e semidirettivi (ma anche di tutto ciò che concerne la  vita professionale del magistrato) e di perdere il potere politico che lo lega a doppio filo ai partiti.

Perché un cittadino dovrebbe scegliere la vostra posizione su questo referendum?

GRETA GIANNINI: Per due ordini di ragioni il cittadino dovrebbe votare “no”:
– ragioni di merito: per i rischi innanzi evidenziati e, in particolare, a quello che attiene all’affievolimento della garanzia di essere uguale di fronte alla legge, al cospetto di una magistratura non più indipendente, ma condizionata dall’esecutivo e intimorita dalla minaccia della sanzione disciplinare irrogata da un organo a preponderanza politica;
– ragioni di prevenzione: la legge di revisione costituzionale promana da un disegno di legge governativo, approvato dal parlamento senza l’apporto di alcun emendamento, quindi, in mancanza di un ampio dibattito e in difetto di condivisione da parte delle forze politiche che rappresentano il resto della società civile. Il cittadino è ora chiamato a pronunciarsi su una legge di revisione costituzionale di cui non ha neppure compreso a pieno l’oggetto, la portata, gli effetti. Nell’incertezza, il cittadino non può assumersi la responsabilità di modificare “al buio” la costituzione.

CARMEN GIUFFRIDA: Il cittadino avrà un giudice terzo superpartes piuttosto che un pm superstar. Sarà rafforzata la presunzione di innocenza. Verrà notevolmente ridotto il peso delle correnti nel CSM, restituendo magistrati liberi, non politicizzati e liberi da vincoli di debito/credito. Verrà garantito un sistema disciplinare più serio e indipendente. L’ordinamento giudiziario italiano sarà allineato ai modelli europei più avanzati. E, soprattutto, contribuendo a recuperare la credibilità della giustizia, si accrescerà la fiducia dei cittadini nella giustizia.



Correlati

Previous Post

Referendum costituzionale, il confronto che arriva al cuore del voto: ora online il video integrale con Bono e La Cava

Next Post

Referendum costituzionale: i nostri articoli. Buon voto a tutti!

Paolo De Chiara

FONDATORE e DIRETTORE WordNews.it - direttore@wordnews.it Giornalista Professionista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore e sceneggiatore italiano. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. LIBRI: - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - nel 2022 «UNA FIMMINA CALABRESE» (Bonfirraro Editore). - nel 2023 «UNA VITA CONTRO LA CAMORRA» (Bonfirraro Editore). - Ha collaborato con CANAL+ per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio "Giorgio Mazzanti", San Salvo, 31 luglio 2025. Premio giornalistico letterario "Piersanti Mattarella", Roma, 30 novembre 2024. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019. Premio Valarioti-Impastato, Rosarno (RC), maggio 2022. Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa, San Pietro Apostolo (Catanzaro), agosto 2022. FONDATORE e PRESIDENTE di Dioghenes APS - Associazione Antimafie e Antiusura (dioghenesaps.it) - Ideatore, nel 2022, del Premio nazionale Lea Garofalo (giunto alla IV edizione). - Ideatore, nel 2025, del Premio nazionale Letterario e Giornalistico Pier Paolo Pasolini - www.dioghenesaps.com -- paolodechiara.blog

Traduci

I piu letti di oggi

  • Sanità, Lucio Pastore smonta i manifesti sul privato: “È il cavallo di Troia che sta distruggendo il pubblico”
    Sanità, Lucio Pastore smonta i manifesti sul privato: “È il cavallo di Troia che sta distruggendo il pubblico”
  • Pubblicità elettorale su PornHub, nel porno non c’è niente di dissacrante, è massacrante (per migliaia di donne sfruttate)
    Pubblicità elettorale su PornHub, nel porno non c’è niente di dissacrante, è massacrante (per migliaia di donne sfruttate)
  • Gela, frana di Niscemi: Tredici indagati. Tra di loro i quattro governatori
    Gela, frana di Niscemi: Tredici indagati. Tra di loro i quattro governatori
  • Scarpinato, intercettazioni e polemiche: il caso che scuote la Commissione Antimafia
    Scarpinato, intercettazioni e polemiche: il caso che scuote la Commissione Antimafia
  • Scarpinato: “La commissione antimafia ora va sciolta”
    Scarpinato: “La commissione antimafia ora va sciolta”

Recent News

“Nessuna diffamazione, fatto non punibile”

“Nessuna diffamazione, fatto non punibile”

19 Aprile 2026
Un anno fa schiavitù legittimata da un codice

Un anno fa schiavitù legittimata da un codice

19 Aprile 2026
Michele Rosa, il centenario che sfida il mercato: come si costruisce il valore duraturo di un artista

Michele Rosa, il centenario che sfida il mercato: come si costruisce il valore duraturo di un artista

18 Aprile 2026

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

ADVERTISEMENT
WordNews

Testata giornalistica indipendente e irriverente di informazione ed inchieste. Tribunale di Roma (Aut. n. 11/2023 del 19/01/23) - ROC: 39938 - Organo Antifascista, Antirazzista e Laico (Tutti i diritti sono Riservati) - EDITORE: Dioghenes APS® - Ass. Antimafie e Antiusura - Cod. Fisc./P. Iva: 16847951007 - dioghenesaps@gmail.com - dioghenesaps@pec.it - ​​DIRETTORE: Paolo De Chiara (giornalista professionista, OdG Molise - direttore@wordnews.it - ​​375.6684391). AVVERTENZA: Le collaborazioni esterne si intendono esclusivamente a titolo Volontario e Gratuito. © Copyleft, Se copiato, citare la fonte "WordNews.it"

Navigate Site

  • Alimentazione & Fitness
  • Ambiente
  • Animali
  • Approfondimenti
  • Arte
  • Attualità
  • BelPaese
  • Brevi
  • Carta canta
  • Cronaca
  • Cucina
  • Cultura
  • Dioghenes APS
  • Diritto di replica
  • Economia&finanza
  • Eventi
  • FotoNotizia
  • Il “Moscone”, la rubrica del Direttore
  • Il “santo Laico”
  • Il Guastafeste
  • Il racconto a puntate
  • Interviste
  • L’angolo della Poesia
  • L’Opinione
  • La Parola ai lettori
  • La voce dell’esperto
  • La voce di “Pasquino”
  • Lavoro
  • Legalità
  • Lettere dall’Italia e dal mondo
  • Libri&Dintorni
  • Mafie
  • Musica
  • Petizioni
  • Pillole
  • Punti di vista
  • Satira
  • Scopri il Molise
  • Speciale 25 Aprile
  • Speciale Trattative
  • Sport
  • Stragi di Ieri e di Oggi
  • Teatro, Cinema & Tv
  • Wn KIDS
  • Wn TV
  • WordNews Consiglia
  • Blogs
  • Agenti pubblicitari
  • BANNER Elezioni
  • Contatti
  • DIOGHENES APS – Ass. Antimafie e Antiusura
  • PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO 2024
  • Redazione
  • Sostieni la STAMPA LIBERA

Follow Us

Welcome Back!

Sign In with Google
OR

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Sign Up with Google
OR

Fill the forms below to register

*By registering into our website, you agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.
All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • DIOGHENES APS
    • Chi siamo
    • Il Direttore Paolo De Chiara
    • Gli Autori
    • Redazione
    • Contatti
    • TESSERAMENTO SOCI
    • 5Xmille
    • Sostieni la STAMPA LIBERA
  • Le inchieste di WordNews
    • Legalità
    • Stragi di Ieri e di Oggi
    • Speciale Trattative
    • Il “santo Laico”
  • Approfondimenti
    • Interviste
    • Ambiente
    • Animali
    • Brevi
    • Diritto di replica
    • Il racconto a puntate
    • L’Opinione
    • La Parola ai lettori
    • Lettere dall’Italia e dal mondo
    • Pillole
    • Punti di vista
    • Satira
    • Scopri il Molise
    • Wn KIDS
  • Attualità
    • BelPaese
    • Cronaca
    • Economia&finanza
    • Eventi
    • FotoNotizia
    • Il Guastafeste
    • La voce dell’esperto
    • La voce di “Pasquino”
    • Lavoro
    • Wn TV
    • WordNews Consiglia
    • Petizioni
  • Il “Moscone”
    • Carta canta
  • Cultura
    • Libri&Dintorni
    • Arte
    • L’angolo della Poesia
    • Musica
    • Teatro, Cinema & Tv
  • Sport
    • Alimentazione & Fitness
  • WN – MediaCenter

Testata giornalistica indipendente e irriverente di informazione ed inchieste. Tribunale di Roma (Aut. n. 11/2023 del 19/01/23) - ROC: 39938 - Organo Antifascista, Antirazzista e Laico (Tutti i diritti sono Riservati) - EDITORE: Dioghenes APS® - Ass. Antimafie e Antiusura - Cod. Fisc./P. Iva: 16847951007 - dioghenesaps@gmail.com - dioghenesaps@pec.it - ​​DIRETTORE: Paolo De Chiara (giornalista professionista, OdG Molise - direttore@wordnews.it - ​​375.6684391). AVVERTENZA: Le collaborazioni esterne si intendono esclusivamente a titolo Volontario e Gratuito. © Copyleft, Se copiato, citare la fonte "WordNews.it"

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.