Siamo ancora nella stagione invernale, la primavera bussa alle porte e l’estate è ancora lontana. Quell’estate da tanti anni segnata da emergenze idriche e interruzioni della fornitura dalla Sasi, la società che gestisce le reti idriche in quasi tutta la Provincia di Chieti. Una volta, tanto tempo fa si direbbe se fosse una favola, l’acqua mancava solo d’estate. Ora, invece, interruzioni e razionamenti scandiscono il tempo di tutte le stagioni, non si fermano mai nei dodici mesi.
Il 5 marzo una riparazione urgente alla «condotta idrica in Zona Fosso Calamone nel comune di Pollutri» ha portato interruzioni idriche in ben cinque comuni. Escluso Vasto, che è stato interessato solo parzialmente, zero acqua dai rubinetti per tutta la giornata a Casalbordino, Pollutri, Torino di Sangro e Villalfonsina. Molto peggio è andata il mese scorso alla cittadinanza di Castiglione Messer Marino: una riparazione ha portato all’interruzione idrica per ben dieci giorni – dal 10 febbraio al 20 febbraio – con l’erogazione solo per poche ore la mattina.
Torna la domanda che ogni anno si ripropone per una cittadinanza a dir poco spaventata da quel che sarà quando le temperature saliranno in maniera vertiginosa, il numero di persone idem con l’afflusso turistico estivo e le piogge saranno solo più o meno un lontano ricordo.
Il 10 maggio 2024 l’allora presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, esponente di punta del Partito Democratico ed ex sindaco di San Vito Chietino (oltre che mandatario elettorale nel 2016 del sindaco di Vasto Francesco Menna, poi anche presidente della Provincia), annunciò che sarebbe stata un’estate discreta. Quattro giorni dopo 41 comuni rimasero senz’acqua, l’inizio di un’estate di piena emergenza. Oltre le chiusure programmate solo nei primi sette giorni di luglio furono quindici (e diversi interessarono più comuni) gli avvisi di interruzioni improvvise. A Monteodorisio dopo quattro giorni senz’acqua e l’arrivo di autobotti la sindaca Catia Di Fabio ha inviato una diffida alla Sasi e per conoscenza alla procura di Vasto, al prefetto di Chieti e al comandante della stazione dei carabinieri di Cupello. «I disservizi ad oggi non trovano soluzione e questo arreca danni e disagi a tutta la popolazione – ha sottolineato Di Fabio nella diffida, frasi riportate dal quotidiano Il Centro il 2 luglio – Danni che mi riservo di quantificare nelle sedi opportune. I solleciti alle riparazioni non sono stati tempestivi né risolutivi».
«Nel Vastese la situazione non è più una questione di carenza idrica, ma di vera e propria emergenza idrica» sottolinearono in un comunicato stampa la mattina del 13 agosto il Sindaco di San Salvo Emanuela De Nicolis, il Sindaco di Casalbordino Filippo Marinucci, il Sindaco di Gissi Agostino Chieffo, il Sindaco di Monteodorisio Catia Di Fabio, il Sindaco di Cupello Graziana Di Florio, il Sindaco di Furci Fabio Di Vito, il Sindaco di Pollutri Luigi Gizzarelli, il Sindaco di Villalfonsina Mimmo Budano, il Sindaco di San Buono Nicola Zerra, il Sindaco di Roccaspinalveti Claudia Fiore e il Sindaco di Fresagrandinaria Lino Giangiacomo. «Siccità, insufficienza delle sorgenti, inadeguatezza dei rimedi posti in essere da Sasi, che continua a non avere un articolato piano emergenziale, hanno messo in ginocchio molti comuni della parte sud della Provincia di Chieti» sottolinearono i primi cittadini che hanno, quindi, richiesto il riconoscimento dello stato di emergenza.
La stessa mattina si è tenuta nell’Aula Vennitti del Comune di Vasto una conferenza stampa-assemblea con sindaci, vertici della Sasi (presenti il presidente Gianfranco Basterebbe e il direttore tecnico Pio D’Ippolito, in foto nella copertina di quest’articolo, foto scattata in quell’occasione), stampa e cittadini. Convocata come una conferenza stampa è diventata, di fatto, un’assemblea pubblica. E le domande della stampa rimaste in gran parte senza risposte. Esattamente come quelle dei primi cittadini dell’alto vastese che hanno riportato un disperato bollettino di guerra: in alcuni comuni come Gissi, San Buono e Furci l’acqua manca totalmente da giorni, in altri gli orari programmati di chiusura e riapertura non vengono rispettati.
«Cosa dovrò dire ai miei cittadini al ritorno?» la domanda di alcuni primi cittadini, un cittadino ha affermato di essere venuto a Vasto da Foggia e di aver compreso, alla fine dell’incontro, di dover immediatamente tornare in Puglia perché la mancanza d’acqua gli rende impossibile la permanenza.
Come è stato possibile il cambio repentino da estate discreta a emergenza idrica è stata una una delle domande che abbiamo posto questa mattina a Basterebbe e D’Ippolito.
Come documentato dalla diretta facebook sulla pagina del sindaco di Vasto Francesco Menna rimasta senza reale risposta. Esattamente come altre domande poste dalla stampa locale e da alcuni sindaci.
L’unica risposta ripetuta da Basterebbe è stata che non c’è acqua, i fiumi non la riforniscono (tra i citati il Sinello, il sindaco di Gissi ha replicato che accade da dieci anni) e che alcuni – si riferiva a noi? Ai cittadini esasperati? Ad alcuni sindaci? Ognuno può trovare risposta visionando il video della diretta – non vogliono capirlo e forse vivono in un mondo diverso.
Senza nessuna comunicazione da parte della Sasi a cavallo del trapasso di anno tra il 2024 e il 2025 Casalbordino rimase per oltre 30 ore senz’acqua in due giorni, il 4 luglio e 20 luglio nello stesso Comune due chiusure “fantasma”: non solo l’erogazione idrica è stata tolta senza nessun preavviso ma chiamando i numeri verde a disposizione della cittadinanza (e quindi anche della stampa) abbiamo avuto risposta che non c’era nessuna interruzione in corso. Il 12 marzo in una conferenza stampa Basterebbe annunciò che «nel giro di 48 ore, tempo necessario per lavori tecnici, si metterà la parola fine alle sospensioni della fornitura idrica». Queste 48 ore non sono mai arrivate.

«Un problema per cui si sono persi troppi anni. Ci sono delle precise responsabilità, oggi le reti idriche della provincia di Chieti sono un colabrodo e serve investire pesantemente per la loro manutenzione –ha sottolineato nel giugno scorso Daniela Torto, deputata del Movimento 5 Stelle – C’è stata un’intera stagione invernale per tentare di limitare il ripetersi di spiacevoli situazioni, allora mi chiedo quali misure abbia adottato negli scorsi mesi il presidente di Regione Marco Marsilio, insieme alla sua giunta».
«È giusto che i cittadini sappiano cosa attendersi per questa estate in tema di crisi idrica e auspichiamo che i disagi siano limitati – ha dichiarato Daniela Torto – Il nuovo cda della Sasi operi affinché le cose cambino rispetto al recente passato».
«Mi appello anche a tutte le istituzioni preposte perché da ognuna di loro arrivi un maggiore impegno alla ricerca di una svolta – è l’appello lanciato dalla deputata del Movimento 5 Stelle – è necessario sedersi attorno ad un tavolo e trovare soluzioni».
«Serve investire pesantemente per la manutenzione delle reti idriche – sottolinea Torto – l’acqua è un bene essenziale e la sua mancanza crea disagi anche alle attività economiche e al turismo»
Il confronto tra la cittadinanza, sempre più esasperata, e l’esponente democratico allora alla guida della Sasi è rappresentato plasticamente da questo “confronto” avvenuto a Casoli. Nel momento in cui il microfono è giunto all’avv. Vittoria Camboni, intervenuta a nome dell’associazione Ortona Sasi Class Action, si è alzato in piedi, ha iniziato ad alzare la voce, ad irriderla, a dire che si rifiutava di ascoltarla e ha cercato di impedirle di parlare affermando che non voleva sentirla. L’ex sindaco di San Vito Chietino, esponente storico dell’area politica che fa capo al Partito Democratico, colui che in vari comunicati stampa della Sasi è stato scritto che ascolta e comprende le difficoltà dei territori così si è comportato nei confronti di una cittadina che esprime la protesta, le istanze, la voce di tantissimi cittadini mobilitati da molti mesi. Il presidente di una SpA pubblica, il capitale è interamente in mano ai sindaci ovvero i rappresentanti della cittadinanza, che gestisce il bene comune per eccellenza.
A giugno dell’anno scorso l’era Basterebbe per la Sasi si è chiusa ed è stato eletto un CdA con un nuovo presidente: Nicola Scaricaciottoli. Nelle stesse settimane si è conclusa, dopo mesi di PEC, in maniera sconcertante la vicenda del nostro accesso civico inviato alla stessa Sasi: secondo l’ente gestore (pubblico) e il Difensore Civico Regionale – Avv. Umberto Di Primio – cittadini e giornalisti non sono titolati a ricevere atti pubblici, non hanno diritto ad avere documenti sulla gestione di un ente pubblico che gestisce il bene pubblico per eccellenza. Nell’archivio sono disponibili tutti gli articoli con cui abbiamo informato i nostri lettori dell’invio, delle attese di mesi e delle risposte ricevute.





