OGGI, 23 aprile sarà presentato il libro Cecilia Deganutti. Una pagina di storia della Resistenza friulana, l’ultima opera del ricercatore e divulgatore storico Patrizio Zanella per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova (EMP). Inserito nella collana “Biografie / Nuova serie”, il volume restituisce alla memoria collettiva la figura luminosa di una donna che ha saputo coniugare la professione d’insegnante e infermiera con l’impegno civile più estremo. L’evento, a ingresso libero, si terrà a Roma alle ore 17.00 nella Sala conferenze del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor militare d’Italia (via Amba Aradam, 14/c).
La biografia di Cecilia Deganutti (1914-1945) è un racconto di coraggio silenzioso e fede incrollabile. La sua fu una vita al servizio dell’umanità, dalle Brigate Osoppo al sacrificio finale. Durante il secondo conflitto mondiale, Cecilia prestava servizio come infermiera della Croce Rossa Italiana, ma è dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 che la sua missione diventò una sfida aperta all’oppressione nazifascista. Alla stazione di Udine, si prodigò instancabilmente nell’assistenza ai soldati italiani stipati sui convogli diretti verso i campi di prigionia in Germania, offrendo soccorso e un ultimo barlume di umanità.
Entrata attivamente nella Resistenza friulana tra le file delle Brigate Osoppo, Cecilia mise le sue competenze mediche al servizio dei partigiani feriti. Nel mirino delle SS, scelse consapevolmente di non fuggire: si lasciò catturare per evitare ritorsioni sulla propria famiglia. Gli aguzzini tedeschi compivano i loro delitti con il favore delle tenebre coprendo le urla dei prigionieri con stratagemmi quali la musica a tutto volume, il rumore degli automezzi avviati al massimo, il latrare dei cani. Dopo essere stata sottoposta ad atroci torture, venne uccisa nella Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio con forno crematorio in Italia. Qui, a poche settimane dalla Liberazione, fu uccisa e bruciata. Il suo corpo incenerito è stato poi disperso nel canale a mare. Dopo il processo che seguì alla fine della guerra, alcuni dei colpevoli, fra cui il comandante della risiera, Joseph Oberhauser, non scontarono mai la loro pena.
Per il suo sacrificio, è stata insignita della Medaglia d’oro della Croce Rossa e della Medaglia d’oro al Valor Militare, diventando simbolo imperituro di dedizione e resistenza morale.
L’autore
Patrizio Zanella, docente e giornalista con una solida formazione in filosofia, storia e scienze religiose, conferma con quest’opera la sua vocazione per la divulgazione storico-religiosa. Già autore di numerosi saggi sulla deportazione e sulle figure chiave del Novecento cristiano, Zanella ricostruisce con rigore e sensibilità la vicenda della Deganutti, offrendo un contributo ulteriore alla storiografia della Resistenza. Tra i suoi libri, da ricordare su questi temi Maria Lazzari, storia di una deportata antifascista e Un clarinetto nel Lager, diario di prigionia di Aldo Valerio Cacco, uno dei militari internati prima nel Lager Fürstenberg am Oder poi a Mittelbau-Dora (1943-1945).

Una personale nota
Rivivo sempre con dolore intenso la visita alla risiera di San Sabba e il ricordo delle vite che in quel luogo furono sacrificate. Onorare la memoria di Cecilia e quella delle altre persone trucidate per l’ amore per la Patria umiliata e offesa dall’oppressione nazifascista è un preciso dovere. “Stop and think” ha scritto Hannah Arendt. La libertà e la democrazia hanno bisogno di attenzione e di impegno perché non vengano calpestate.





