Noelia Castillos Ramos è una ragazza spagnola di 25 anni, l’età in cui ci si apre alla vita, in cui i sogni sono tantissimi e la quotidianità è colma di colori, suoni, melodie, luci, in cui si pongono mattoni importanti per il cammino di tutta l’esistenza, per concretizzare aspettative, in cui gli ideali ci guidano ancora e la forza e la passione sono immensi.
Ma tutto questo per Noelia non esiste più, spezzato e spazzato via. Noelia era una ragazza di 25 anni la cui esistenza è stata devastata e distrutta. Una prima volta da un branco di stupratori. Una gang di maschi criminali che hanno abusato di lei e ne hanno distrutto l’anima. E anche il fisico. Noelia era caduta in depressione dopo il crimine subito ed era rimasta paraplegica dopo un tentativo di suicidio.
Il 26 marzo scorso è morta per eutanasia. Nonostante la tenace lotta del padre e i dubbi espressi da lei stessa i medici l’hanno uccisa, hanno posto fine alla sua vita.
Una vicenda dolorosa, che fa male, un male terribile che scuote, quella di Noelia. Papa Francesco anni fa, ricevendo in visita privata una delegazione dell’associazione Meter, disse a don Fortunato Di Noto e ai volontari che la pedofilia è un omicidio psicologico. Quell’omicidio che Noelia ha subito, ripetutamente. Il giorno dello stupro e successivamente da una società e da uno Stato che non si schierano con le vittime, anzi spesso le perseguitano, e alla fine non hanno offerto nulla di più della morte fisica.
La vicenda di Noelia è stata raccontata dalla giornalista indipendente Mariangela Capparella sul blog La Penna Rossa in cui ha ripreso un articolo su Censurati.it che ha ripubblicato e citato la nostra inchiesta di quattro anni fa sullo stupro, la sterilizzazione forzata e lo sfruttamento sessuale di quattro anni fa.
«Anche per via politica si sta cercando, da anni ormai, l’apertura di una finestra di Overton, dove la pedofilia e pedopornografia vengono sdoganate – la denuncia su La Penna Rossa – Il Paese europeo a fare il primo passo verso una direzione – che di libertario ha ben poco – per preferire invece con forza un modello dove il più forte sottomette il più debole alle sue volontà, è stata l’Olanda con la fondazione del partito “Amore fraterno, libertà…”».
In Europa sono decenni che si tenta, in Olanda e non solo, di costituire partiti pro pedofilia, vengono celebrate giornate dell’orgoglio pedofilo. Mentre in Germania una lobby pro pedofilia ha ottenuto due anni fa risultati vergognosi e sconcertanti.
WordNews.it 5 giugno 2024
«Mercoledì la commissione giuridica ha aperto la strada alla riduzione delle pene minime per “diffusione, acquisizione e possesso di contenuti pedopornografici”» riporta il sito web del Bundestag. Alcuni reati saranno «qualificati come delitti e non come reati». «Le pene minime per il possesso di materiale pedopornografico verranno ridotte e il reato sarà declassato a reato minore» sottolinea un articolo pubblicato da Reduxx a firma Genevieve Gluck, co-fondatrice e capo del team investigativo sui crimini sessuali. Il voto del Parlamento tedesco è stato elogiato da gruppi tedeschi pro-pedofilia. In un post sul blog Krumme-13 il suo fondatore «lamenta che “nessun politico in tutte le fazioni si è scusato con le migliaia e migliaia di persone colpite che sono cadute vittime” della legge del 2021 che aveva reso il possesso di materiale pedopornografico un crimine» sottolinea Gluck, consigliando «a tutti i visitatori del proprio sito di chiedere a tutti gli avvocati difensori interessati di “presentare richieste di sospensione del procedimento per conto dei propri clienti nei procedimenti in corso”, al fine di attendere il periodo di tempo fino all’entrata in vigore della legge»..
Krumme-13 è stato fondato da «Dieter Gieseking, accusato di possesso di materiale pedopornografico» prosegue l’articolo, condannato nel 1996, nel 2014 in un’intervista «ha chiesto di abbassare l’età del consenso a 12 anni» e da molti anni «esercita pressioni sul governo affinché vengano apportate modifiche alla legislazione. Lo scorso autunno, il Bundestag ha accolto una petizione sui diritti dei bambini presentata da Gieseking che modifica l’articolo 6 della Legge fondamentale per aggiungere dichiarazioni sui diritti dei bambini e afferma che “i bambini dovrebbero essere considerati soggetti giuridici con i propri diritti”».
In Italia la notizia è stata pubblicata per prime da RadFem Italia con un articolo firmato da Marina Terragni su feministpost.it. Articolo a cui si riferisce la copertina di quest’articolo e non più disponibile sul sito.
«Purtroppo chi gestiva la tecnologia del sito -la società londinese RS1 Project- ha ritenuto di riprendersi il software che aveva utilizzato per realizzarlo in forma gratuita, lasciandoci in una situazione molto difficile: ci asteniamo da ogni giudizio riguardo a questa azione distruttiva – ha reso noto RadFem Italia il 25 maggio con un post sui social – grazie al pronto intervento di un’altra società di ingegneria web siamo riuscite a bloccare temporaneamente la demolizione di tanto lavoro, anche se non tutti i contenuti sono stati salvati».
WordNews.it 5 novembre 2024
In Parlamento verrà discussa la proposta di considerare la pedofilia una “identità di genere”. «Il parlamento tedesco ha votato giovedì 26 settembre per prendere in esame la petizione proposta da un gruppo pro-pedofilia, suscitando preoccupazioni tra chi si batte per la tutela dei minori.
Ne dà notizia Genevieve Gluck su Reduxx. A proporre l’emendamento è Krumme-13, un gruppo di pressione che sostiene l’abbassamento dell’età del consenso e la legalizzazione della pornografia infantile. Se la misura proposta passasse la “pedosessualità” diventerebbe un’identità sessuale protetta nella Costituzione tedesca» riporta FeministPost qui https://feministpost.it/dal-mondo/in-germania-il-parlamento-valuta-la-richiesta-di-considerare-la-pedofilia-unidentita-di-genere/ .
«Krumme-13 intende continuare a fare pressione sul governo affinché normalizzi la pedofilia tramite lo strumento delle petizioni del Bundestag, una strategia che gli attivisti pedofili hanno intrapreso per diversi anni. Ma il fatto incredibile è che la petizione che il Bundestag ha deciso di inviare alla commissione competente era stata firmata soltanto da 37 persone.
“Stiamo già annunciando ulteriori petizioni su argomenti rilevanti. Il tema della pedofilia/pedosessualità deve essere costantemente al centro del dibattito politico. I diritti umani di questa minoranza sessuale stanno diventando sempre più limitati. La lotta politica per l’accettazione e il riconoscimento non finirà mai. La nuova generazione di persone amanti dei pedofili sta solo crescendo”, ha scritto Gieseking». 37 persone, praticamente nessuno, ha firmato una petizione ma il Parlamento la discute mentre le lobby pedofile esultano.
Tutto questo, e purtroppo molto altro, non viene dal nulla, non è sbucato improvvisamente. Sono decenni che accade, nel silenzio e nell’omertà di troppi. Anche a livello politico. Che mentre cede alle lobby e rimane in silenzio troppe volte ha attaccato e perseguitato chi denuncia da decenni. A fine anni novanta un ministro della Repubblica italiana ha usato parole vergognose e sconcertanti contro don Fortunato Di Noto e un procuratore della Repubblica, la loro “colpa” denunciare reti consolidate di pedocriminali. Negli stessi anni è nata la Giornata dedicata ai bambini vittime della pedofilia di Meter, appuntamento giunto quest’anno all’importante traguardo della trentesima edizione. «Domenica 3 maggio 2026, a Roma, Piazza San Pietro, si terrà la 30ª Giornata Bambini Vittime di Meter, un momento di memoria, impegno e speranza per i bambini vittime di violenza, abuso e sfruttamento – sottolinea l’associazione sul proprio sito web – L’appuntamento è alle ore 10.00 presso l’obelisco di Piazza San Pietro per il raduno, un momento di incontro e riflessione, seguito alle ore 12.00 dalla recita del Regina Coeli e dal saluto di Papa Leone. L’evento raccoglie ogni anno istituzioni, famiglie, scuole e cittadini, sottolineando l’importanza di dire insieme #maipiùsoli e di costruire una cultura di protezione e rispetto per i minori. La partecipazione è aperta a tutti: sarà un’occasione unica per testimoniare l’attenzione verso i più piccoli, ascoltare storie significative e contribuire a un messaggio di tutela che da trent’anni Meter porta avanti a livello nazionale».
Il 2 aprile scorso abbiamo ricordato Matilde Sorrentino e Teresa Buonocore, assassinate dopo aver denunciato e combattuto reti di pedofili. Matilde Sorrentino scontrandosi con una forte omertà, quell’omertà sempre presente e che denunciamo da anni e don Fortunato da decenni (subendo anche attacchi e vergognosi tentativi di contrastarlo, a fine anni novanta persino da un ministro della Repubblica), contattò il fondatore e presidente di Meter. Questi sono due brani della lettera inviata a don Fortunato Di Noto.
«Non è facile convivere con loro; ci sentiamo deboli e incapaci, non abbiamo avuto sostegno di nessun tipo, anche se abbiamo collaborato tra mille difficoltà. Ci sono momenti che ci sentiamo perduti, abbandonati anche da Dio. Quale sarà la parte migliore da mostrare ai nostri figli dopo quello che hanno subito, e dopo che la società se ne frega di loro, obbligando al silenzio e alle imposizioni chi combatte per il rispetto della persona umana?»
«Non sempre tutti hanno la forza di continuare e andare avanti, c’è chi si tira indietro per vergogna, per vigliaccheria, perché si è costretti a farlo, ci sono tante risposte che tante volte non riusciamo più a darci, c’è una sola cosa che ci tiene ancora in piedi: la lealtà con la quale abbiamo iniziato; la verità che hanno raccontato i nostri figli ci fa sperare ancora nella giustizia».





