Posto di blocco dei Carabinieri sulla costa forzato e auto in fuga fino a schiantarsi dopo aver imboccato contromano una rotonda. È quanto accaduto lunedì pomeriggio in località Miracoli, all’ingresso di Casalbordino.
A bordo dell’auto, una Citroen C3 di colore bianco, due uomini. Un 21enne, di origine tunisina, è stato immediatamente arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Ortona guidati dal maggiore Alfonso Venturi. L’altro, un 25enne di origine marocchina, è stato rintracciato dopo ore di caccia all’uomo. Per il 21enne, trasportato in serata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Pio di Vasto, era stato disposto il fermo. Il 25enne è stato denunciato a piede libero.
Questa mattina è avvenuta l’udienza di convalida del fermo presso il Tribunale di Vasto. Il gip Italo Radoccia ha convalidato l’arresto e disposto per il 21enne tunisino l’obbligo di dimora a Napoli. Davanti al giudice, assistito legalmente dall’avvocato Giuseppe Tana, l’uomo ha affermato di essersi spaventato alla vista dei militari e per questo di aver tentato la fuga.
Si andrà a giudizio per direttissima, udienza fissata al 20 maggio.
Il movente della fuga è al vaglio degli inquirenti. La prima ipotesi circolata è stata che i due uomini potrebbero essere stati autori di tentativi di truffe agli anziani. Ma c’è una seconda ipotesi che ha iniziato a circolare. I due uomini, durante la fuga, potrebbero essersi disfatti di sostanze stupefacenti lanciate fuori da un finestrino. Gli uomini guidati dal maggiore Venturi non hanno rinvenuto borse o altri possibili contenitori dello stupefacente eventualmente a bordo con loro. Una ricerca resa difficoltosa anche dall’ampiezza delle zone periferiche di campagna, con erba anche molto alta, in cui è avvenuta la fuga dal posto di blocco.
Agli inquirenti il compito di ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto lunedì a Casalbordino e del movente della fuga. Restano, però, dei pesi che tornano ad incombere su questo territorio. Serpeggiano ipotesi, dalle truffe agli anziani alla diffusione di droghe, più che un’ombra che incombe anche su recenti fatti drammatici vastesi, che sono quotidianità di questo territorio. Preda di malavita vecchia e nuova, in cui esistono fiorenti piazze di spaccio, in cui il consumo è diffuso nel mondo di sotto, di mezzo e anche di sopra. Fiumi di droga dalle periferie giungono fino ai salotti della città bene, a Pescara come a Vasto e lungo tutta la costa. Mentre reati predatori continuano senza interruzioni, emergono presenze di clan albanesi, parenti dei Casamonica, pugliesi e campani. Sono passati solo pochi mesi dai fatti di Santa Rita a Lanciano, dal blitz delle forze dell’ordine a caccia di droga e armi nelle case popolari, e di una violenza che è tornata ad emergere in tutta la sua gravità.
Tra i reati predatori più diffusi in questo territorio furti in case ed esercizi commerciali e di auto. Bande che imperversano nelle ore serali e notturne e le cui tracce conducono nel foggiano. In due giorni a San Salvo sono state rubate tre auto, tutte Lancia Ypsilon di colore blu.
Auto forza posto di blocco, la fuga è finita con uno schianto a Casalbordino









