Il ponte sul fiume Sinello che congiunge Vasto, all’altezza di contrada San Lorenzo, con la Fondovalle Sinello, all’altezza del comune di Pollutri, riaprirà molto probabilmente la settimana prossima. Sono in corso i lavori di messa in sicurezza e di manutenzione straordinaria della struttura del ponte e dell’alveo del fiume.
La circolazione sul ponte è stata interdetta con ordinanza del presidente della provincia di Chieti Francesco Menna dopo le dopo le devastanti piogge che hanno colpito da martedì 31 marzo a venerdì 3 aprile. La pioggia battente aveva minato la stabilità del ponte, già a rischio in precedenza. La circolazione è limitata sul ponte da oltre venticinque anni quando lo straripamento del fiume Sinello ne aveva danneggiato la staticità.
Gli attuali lavori prevedono la protezione dei pilastri del ponte con la posa di massi ciclopici e la messa in sicurezza degli argini del fiume Sinello. Il termine per la conclusione dei lavori auspicato è l’inizio del mese di maggio. Ma non c’è una data certa in quanto l’intervento è legato alle condizioni meteo, ancora incerte in questo periodo nonostante le alte temperature degli ultimi giorni.
La conclusione dei lavori e la riapertura al traffico riporterà la circolazione sul ponte sul fiume Sinello alla situazione precedente le devastanti piogge di inizio aprile: senso unico alternato con un impianto semaforico che dirigerà il flusso veicolare.
Lavoratori, studenti, agricoltori, residenti. Sono diverse le categorie sociali danneggiate dalla chiusura del ponte sul fiume Sinello che congiunge Vasto, all’altezza di contrada San Lorenzo, con la Fondovalle Sinello. Il ponte agevola i collegamenti tra Vasto, San Salvo e Cupello con Scerni e Pollutri. Ma il bacino d’utenza è molto più ampio: a pochi chilometri c’è il casello autostradale Vasto nord – Casalbordino, risalendo la Fondovalle c’è la zona industriale di Gissi ed è utilizzato anche da lavoratori della Val di Sangro. Decine sono gli studenti che ogni giorno raggiungono l’Istituto Agrario “Cosimo Ridolfi” a Scerni, sono ancor più numerosi i lavoratori nella zona industriale di Gissi. Con gli operai che lavorano nello stabilimento Stellantis, ex Sevel, e nell’indotto in Val di Sangro – almeno 2.000 – il totale dei cittadini danneggiati diventa enorme. Considerando anche gli agricoltori che transitavano sul ponte per raggiungere i propri campi si possono stimare circa 3.000 gli utenti del ponte che potrebbe essere riaperto la settimana prossima.
In territorio di Vasto, nei pressi del ponte, è situato il nuovo canile municipale. Una struttura rifugio per cani a disposizione del territorio di Vasto e dei comuni circostanti. Per chi volesse raggiungere il canile, inaugurato il 16 luglio dell’anno scorso e pienamente operativo dalla fine del dicembre scorso, provenendo dalla Fondovalle passando sul ponte sul fiume Sinello occorrerebbero meno di cinque minuti. Con l’attuale interdizione alla circolazione sul ponte i tempi aumentano in maniera esponenziale, non meno di quindici o venti minuti. Pendolari, studenti, lavoratori, residenti e agricoltori sono costretti ad utilizzare tragitti alternativi molto più lunghi costringendoli ad entrare nel centro di Vasto o a immettersi sulla statale 16 adriatica. Decine i chilometri in più da percorrere quotidianamente allungando i tempi anche di oltre un’ora. La riapertura, per quanto limitata dalla circolazione a senso unico alternato, sarà quindi per tutte queste categorie sociali un gran sollievo fermando i gravi disagi di queste settimane.
Il 20 aprile a Castiglione Messer Marino si è tenuto il consiglio provinciale straordinario sui danni alle strade provinciali causati dalle devastanti piogge di inizio mese dopo la richiesta dei consiglieri Renzo Di Lizio, Catia Di Fabio, Luca Conti, Enzo Di Diego, Massimiliano Berghella e Claudio Carretta. «Frane, smottamenti, strade chiuse e collegamenti interrotti stanno causando enormi disagi, in particolare nelle aree interne, dove si registrano difficoltà quotidiane per cittadini, imprese e amministrazioni locali» hanno evidenziato i sei consiglieri provinciali nella richiesta.
Questo il comunicato stampa di sintesi di quanto avvenuto inviato dai cinque consiglieri provinciali di “La provincia che vogliamo”. Rispetto alla richiesta di consiglio provinciale urgente manca la firma di Enzo Di Diego, consigliere provinciale e comunale di centrodestra a Lanciano passato nelle fila della maggioranza che sostiene il presidente della provincia e sindaco PD di Vasto Francesco Menna.
Il gruppo di minoranza, nella seduta del Consiglio Provinciale straordinario tenutasi martedì 21 aprile 2026 a Castiglione Messer Marino, ha dimostrato la propria spinta concreta e positiva nell’affrontare la grave emergenza causata dal maltempo che ha messo in ginocchio la Provincia di Chieti.
Dopo aver chiesto al Presidente Francesco Menna, lo scorso 9 aprile, la convocazione urgente del Consiglio Provinciale, il gruppo si è subito adoperato per raccogliere le istanze e il grido di aiuto manifestato dai sindaci dei territori colpiti.
L’Ing. Campitelli, dirigente del settore competente, ha presentato una relazione drammatica che quantifica in oltre 115 milioni di euro i fondi necessari per ripristinare la rete viaria e contrastare il dissesto idrogeologico.
I consiglieri de La Provincia che Vogliamo, con la presentazione di un emendamento, hanno però richiesto che si faccia piena chiarezza sulle priorità degli interventi, chiedendo una classificazione meramente tecnica che si basi sulla competenza della struttura dirigenziale dell’Ente, alla quale va la nostra piena fiducia. Fiducia che, purtroppo, non possiamo riporre nel Presidente Menna, che troppo spesso indossa prioritariamente la casacca di partito.
I consiglieri di minoranza ritengono infatti che il Presidente, nel suo precedente mandato, abbia dato poca attenzione a molti territori non vicini politicamente e, fatto ancora più grave, non abbia compiuto le giuste scelte nella programmazione delle ingenti risorse di cui disponeva.
È vero che nulla si può davanti a un evento meteorologico della portata di quello verificatosi negli scorsi giorni, ma una riflessione va fatta su quanto Menna abbia investito pochissimo nella manutenzione ordinaria delle strade e dei costoni, dei canali idrici ai margini delle strade provinciali, nonché nella pulizia di cunette e tombini.
La minoranza ha portato un esempio lapalissiano richiamando il caso del Fiume Treste, in un tratto dove sarebbe bastata una massicciata di protezione dell’asse viario dal costo di poche centinaia di migliaia di euro, mentre oggi occorreranno somme dieci volte superiori.
Tutte le osservazioni mosse sono state avanzate nell’ottica della costruttività, del dialogo rispettoso e pacato, dimostrando senso di responsabilità. Responsabilità che abbiamo confermato votando all’unanimità il deliberato proposto.
Per noi è prioritario risolvere l’isolamento dei comuni montani, come sta accadendo per diverse arterie provinciali, tra cui la SP 212, e permettere ai cittadini delle aree interne di poter tornare al lavoro o recarsi a scuola in tempi accettabili e soprattutto in sicurezza.
Il Presidente Menna, invece, ha dimostrato debolezza perché ha alzato i toni, addossando ogni colpa al Governo regionale e nazionale e limitandosi a dire che le risorse dell’Ente non sono sufficienti per fronteggiare una devastazione di tale portata, chiedendo un intervento immediato della Regione Abruzzo e del Governo nazionale. Ci saremmo aspettati da lui, invece, soluzioni concrete.
La minoranza è pronta a farsi carico di un ruolo di mediazione con il Governo regionale e nazionale, con cui ha un rapporto privilegiato. Con senso di responsabilità lo farà per i sindaci, per i territori e per i cittadini, non certo per chi oggi ha soltanto attaccato e dimostrato scarso rispetto.
Il nostro gruppo ha inoltre richiesto una maggiore attività di trasparenza e partecipazione, attraverso una condivisione preventiva di documenti, atti, verbali di somma urgenza e di tutti gli strumenti utili a consentire un confronto serio e costruttivo. I consiglieri provinciali, tutti indistintamente, sono i veri ambasciatori sul territorio, perché mantengono un contatto costante con i sindaci, che rappresentano a loro volta il primo presidio delle comunità locali.
La debolezza di Menna è stata evidenziata dalla minoranza anche invitando il Presidente a mettere una pezza all’imbarazzante “caso” Enzo Di Diego. Recentemente, il consigliere, eletto proprio nelle file de La Provincia che Vogliamo, ha annunciato il proprio sostegno alla maggioranza, accettando cinque deleghe, tra cui edilizia scolastica e urbanistica, offerte da Menna.
Questo spostamento, considerato profondamente inopportuno, rappresenta una delle peggiori bassezze della politica, allontana i cittadini dalle istituzioni e tradisce il mandato elettorale ricevuto. Un comportamento che è stato contestato dal resto del gruppo di centrodestra.
Infine, appare singolare che nel suo discorso conclusivo, anziché concentrarsi esclusivamente sulle emergenze della Provincia, Menna abbia scelto di parlare del riarmo dell’Italia e dell’Europa, nonché del ponte sullo Stretto di Messina. Temi del tutto estranei alla drammatica situazione affrontata in aula e che fanno pensare a un Presidente già proiettato verso la prossima campagna elettorale, regionale o politica nazionale, piuttosto che impegnato a risolvere i problemi concreti del territorio.












