Una brutale aggressione, per futili e pretestuosi motivi, culminata in una coltellata che poteva essere letale (a pochi millimetri dalla gola) e calci e pugni alla vittima quando era già a terra ferita e dolorante. È stata questa la ricostruzione della violenta nottata tra il 26 e il 27 ottobre 2024 a Casalbordino riportata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Chieti il successivo 16 dicembre.
Ancora una volta a Casalbordino, paese già colpito nei due anni e mezzo precedenti (e anche successivamente) da tanti fatti violenti. Di notte e in località Miracoli, come durante le Feste della Madonna dei Miracoli due anni prima, e a poco più di due mesi dall’aggressione ad un carabiniere in servizio.
Un primo violento antefatto a Vasto e poi il culmine in Località Miracoli a Casalbordino. Quando, nel cuore della notte, è sbucata una lama che ha colpito un ragazzo. Il 22enne, onesto lavoratore, ragazzo laborioso e generoso, fratello del primo ragazzo colpito a Vasto, è stato colpito al volto dalla lama.
Ferite non lievi, gravissimi rischi per il ragazzo 22enne. E le conseguenze del colpo subito che lo segneranno per sempre.
Due pesanti condanne sono state stabilite dal collegio presieduto dal gip Italo Radoccia, per il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al volto, previsto dall’articolo 583-quinquies del codice penale: otto anni e quattro mesi per D.D.R. e otto anni per G.D.R Ci sarà, il ricorso in appello contro la condanna. Per un minore all’epoca dei fatti stato c’è l’affidamento alla messa in prova per due anni.
A Casalbordino, lo ha ribadito con forza il primo cittadino Filippo Marinucci appena appresa la notizia e alle telecamere della TGR RAI, c’è un allarme sicurezza, c’è l’esasperazione di una comunità e di un territorio preoccupati, angosciati, sconvolti, stanchi. Di una pericolosità sociale che i carabinieri e la questura, ormai due anni prima, definirono da «infrenare», un ventre violento che pesa sulle comunità.
I fatti di quella notte seguirono due anni e mezzo contrassegnati da violenze e aggressioni, da feste contrassegnate da pugni, schiaffi, arroganza e prepotenza. In un periodo contrassegnato da daspo e divieti violati, da personaggi che tornano sulla scena, da sempre lo stesso ambiente protagonista della cronaca.
«Se fosse accaduto qualcosa, quando accadrà (perché prima o poi accadrà, purtroppo non c’è nessun segnale che possa far virare verso altre previsioni) chi di dovere si assumerà le sue responsabilità?» l’interrogativo posto in un nostro articolo del 21 settembre dell’anno precedente.
«Nelle ultime settimane del 2022 ci fu un divieto di dimora a Casalbordino e altri a Vasto. Passati pochi mesi, calato il clamore che sembrava essersi acceso, ci è giunta notizia che ben poco è rimasto: divieti cancellati e sostituiti da alcune blande restrizioni. Tra cui il divieto, almeno così da notizie giunteci in via informale, di entrare nei locali pubblici e di sostarvi nelle vicinanze. Visto quello a cui si assiste molto frequentemente ci chiediamo come vicinanze e lontananze sono calcolate. Si torna in paese, si vede la propria presenza riaffermata, si festeggia ed esulta, tra serate in cui si cancella la quiete con musica a tutto volume e altro e dirette sui social. Felici e contenti, tronfi» sottolineammo oltre un anno prima.
La notte tra il 26 e il 27 ottobre 2024 poteva esserci un epilogo ancora più tragico, poteva accadere quel a cui non vogliamo neanche pensare. E le conseguenze, probabilmente gravissime, per un ragazzo come poteva essere per chiunque, sono permanenti. E pesare sul futuro di una giovane vita che ha tutto un avvenire che si sta costruendo. Quando finirà tutto questo? Quando chi di dovere traccerà la linea? Quando si dirà basta?




