Sono arrivati ieri i materiali da Rieti per la riparazione della condotta idrica tra Montemitro e Tufillo.
Durante l’ondata di maltempo una rottura aveva colpito la condotta adduttrice sul fiume Trigno, di competenza del Consorzio di Bonifica Vasto Sud.
La riparazione era stata completata nella giornata di venerdì 8 maggio ma, subito dopo la riapertura della condotta, c’è stato un nuovo cedimento e l’erogazione è stata nuovamente interrotta. «Si rende pertanto necessario un ulteriore importante intervento per il quale si prevede un tempo di lavorazione di circa una settimana» ha reso noto l’ente presieduto da Nicola Torricella. Questo cedimento lascerà a secco fino alla nuova riparazione gli agricoltori.
Le marine di Vasto e San Salvo e la zona industriale in contrada Piana Sant’Angelo a San Salvo continueranno ad essere rifornite dall’Arap attingendo acqua dal fiume Trigno, in località Pietrafracida nel comune di Lentella. Fornitura che era stata interrotta il 10 aprile, per valori non conformi rilevati da analisi dell’Arpa e da verifiche della Asl, e ripristinata il 17 aprile a seguito di nuove analisi che avevano riscontrato il rientro nella norma dei parametri.
Nelle stesse ore un’altra rottura è stata comunicata dalla Sasi. Ancora una volta a Roccaspinalveti, come il 3 aprile scorso.
I comuni in cui l’erogazione idrica è stata interrotta sono gli stessi della precedente rottura del 3 aprile: Atessa (nelle località Quercia Nera e Carapelle), Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo.
Una frana, causata dall’ondata di maltempo straordinaria, aveva danneggiato il mese scorso la condotta in località Acquaviva a Roccaspinalveti. La riparazione è stata completata lo scorso 21 aprile, fornitura razionata anche nei giorni successivi perché la «disponibilità della risorsa idrica» non bastava «a restituire l’acqua per 24 ore» ed era «ancora necessario pianificare i turni» evidenziò una nota della Sasi. Ieri pomeriggio lancette indietro di oltre un mese e fornitura azzerata per una nuova rottura, sempre nello stesso comune.
La fragilità del territorio, il fortissimo rischio di frane, lo stato delle reti idriche stanno consegnando – soprattutto al medio e alto vastese – un periodo di totale incertezza. Dopo la rottura del 3 aprile, e le successive che hanno rallentato il ritorno ad una normalità nell’erogazione idrica che è sempre più sconosciuto a queste latitudini, il presidente della Sasi Nicola Scaricaciottoli ha sottolineato che servirebbero tracciati alternativi e un investimento poderoso.
Nel 2019 il suo predecessore Gianfranco Basterebbe in consiglio comunale a Vasto dichiarò che in città non c’era (parole testuali che si possono rintracciare da verbali e registrazioni della seduta) un solo metro buono di tubi, nell’estate più drammatica degli ultimi anni fece riferimento a investimenti futuri.
Il PNRR sta andando a scadenza e acqua fa sempre rima con emergenza e carenza.
Foto copertina: lavori riparazione condotta a Roccaspinalveti dopo rottura del 3 aprile





