Il Molise non può più restare indietro sulle cure alle persone con disabilità grave. È questo il senso della richiesta formale inviata dall’Associazione Genitori Arcobaleno ODV alla Direzione generale di ASREM e all’Assessorato alla Salute della Regione Molise per chiedere l’attivazione del Progetto DAMA – Disabled Advanced Medical Assistance negli ospedali regionali.
L’associazione, attiva dal 2016 a Venafro e punto di riferimento per circa 50 famiglie di persone con disabilità complessa, chiede l’apertura urgente di un tavolo tecnico per valutare l’avvio di un ambulatorio DAMA pilota. Le sedi indicate come possibili punti di partenza sono il presidio ospedaliero “F. Veneziale” di Isernia o l’ospedale “A. Cardarelli” di Campobasso.
La richiesta è semplice: garantire anche in Molise percorsi sanitari dignitosi, accessibili e realmente pensati per chi vive una condizione di fragilità estrema.
Il Progetto DAMA nasce all’Ospedale San Paolo di Milano nel 2000 ed è oggi considerato un modello organizzativo avanzato per la presa in carico ospedaliera di persone con disabilità intellettiva, neuromotoria grave e bisogni assistenziali complessi. L’obiettivo è evitare che una visita, un esame diagnostico o un accesso in pronto soccorso diventino un calvario per il paziente e per la famiglia.
Il modello prevede un’équipe multidisciplinare dedicata, ambulatori senza barriere, percorsi protetti, esami concentrati in un solo accesso quando possibile, eventuale sedazione per le procedure più difficili, codici dedicati in pronto soccorso e un punto unico di contatto per i familiari. In altre parole: meno burocrazia, meno attese, meno trauma. Più sanità vera.
Oggi il DAMA è già presente in diverse realtà ospedaliere italiane. Il Molise, invece, resta ancora privo di un servizio strutturato di questo tipo. E per le famiglie questo vuoto non è una questione amministrativa: è vita quotidiana, paura concreta, rinuncia alle cure, emergenze che potevano essere evitate.
“Le nostre famiglie vivono ogni giorno la paura dell’ospedale”, denuncia l’Associazione Genitori Arcobaleno ODV. “Attese infinite, ambienti non adeguati e personale non formato trasformano una semplice visita in un trauma. Troppo spesso si rinuncia alle cure o si arriva in emergenza quando è tardi. DAMA non è un favore, è un diritto costituzionale alla salute”.
Parole che fotografano una ferita profonda della sanità molisana. Il tema riguarda la capacità di una regione di riconoscere le persone più fragili non come un problema da gestire, ma come cittadini titolari di diritti.
Secondo l’Associazione, l’attivazione del progetto avrebbe costi di avvio contenuti e potrebbe rientrare anche nell’ambito delle risorse legate alla Missione 6 del PNRR, dedicata alla sanità e alla presa in carico della fragilità.
L’Associazione Genitori Arcobaleno ODV mette a disposizione esperienza diretta, dati raccolti sul territorio e il supporto formativo dell’équipe DAMA di Milano, con cui è già in contatto. La richiesta immediata è l’apertura di un incontro con ASREM entro 15 giorni. Parallelamente parte la campagna pubblica #DAMAinMolise, pensata per raccogliere testimonianze delle famiglie molisane e sensibilizzare cittadini, operatori sanitari e rappresentanti istituzionali.
L’appello ad ASREM è una domanda precisa di civiltà: il Molise attivi il Progetto DAMA e garantisca finalmente percorsi di cura adeguati alle persone con disabilità grave.





