La Pasta alla Norma non è soltanto un piatto ma è memoria, identità, appartenenza. È Catania che si racconta a tavola, con il profumo delle melanzane fritte, il rosso del pomodoro, la forza della ricotta salata, il verde del basilico.
Per questo nasce l’iniziativa “I 100 giorni della Norma”, il ricco calendario di appuntamenti promosso da CNA Agroalimentare Catania per accompagnare la città verso la Giornata Nazionale della Pasta alla Norma, che si celebra ogni anno il 23 settembre. Una data che coincide con l’anniversario della morte del grande compositore catanese Vincenzo Bellini, alla cui celebre opera “Norma” sarebbe legato anche il nome del piatto.
Secondo la tradizione fu il commediografo Nino Martoglio, assaggiando questa pietanza, a esclamare che era una vera “Norma”, paragonandone la bontà all’opera belliniana. Da quella frase sarebbe nato uno dei nomi più celebri della cucina siciliana.
La manifestazione è stata presentata in conferenza stampa e rappresenta un vero percorso di valorizzazione dedicato a uno dei simboli più autentici della cucina catanese. L’obiettivo è costruire attorno a questo piatto un racconto più ampio, capace di coinvolgere ristoratori, scuole alberghiere, chef, imprese artigiane, mondo produttivo, università e ricerca.
I ristoratori associati a CNA sono già al lavoro per proporre la Pasta alla Norma nei propri locali, offrendo ai clienti interpretazioni fedeli alla tradizione ma anche capaci di raccontare la vitalità contemporanea della cucina etnea. Accanto a loro ci saranno anche gli studenti degli istituti alberghieri, chiamati a scaldare pentole e attrezzi del mestiere per misurarsi con un piatto che appartiene al passato, ma guarda diritto al futuro.
L’iniziativa prevede seminari, momenti di confronto, attività di promozione e occasioni di approfondimento sull’intera filiera artigiana legata alla realizzazione della Norma. Una filiera fatta di prodotti semplici, ma fortemente identitari: pasta, pomodoro, melanzana, ricotta salata e basilico.
A sottolinearlo è stato Domenico Privitera, presidente di CNA Ristoratori Catania, che ha ricordato come questa iniziativa punti proprio a valorizzare i cinque ingredienti principali della Pasta alla Norma. Prodotti che evidenziano la stagionalità del piatto e rendono questo periodo dell’anno il momento migliore per prepararlo, gustarlo e riscoprirlo.
“I 100 giorni della Norma” sarà anche un’iniziativa social. Sono state create pagine dedicate su Facebook e Instagram, dove saranno pubblicati progressivamente video di chef chiamati a presentare le proprie interpretazioni della Pasta alla Norma. La pagina Facebook è “100 giorni alla norma”, mentre su Instagram l’iniziativa sarà raccontata attraverso il profilo dedicato “100_giorni_della_norma”.
Come ha spiegato Maria Rita Mancuso Catarinella, coordinatrice di CNA Agroalimentare Catania, il progetto comprende anche un lavoro propedeutico alla creazione di un disciplinare che possa condurre al riconoscimento normativo del piatto. Un passaggio importante, perché valorizzare la Pasta alla Norma significa anche tutelarne l’identità, la storia e la qualità.
Il segretario di CNA Catania, Andrea Milazzo, ha evidenziato il significato più profondo dell’iniziativa: parlare della Norma significa parlare di un pezzo della storia e della cultura catanese. Una sola giornata, ha spiegato, non basta per celebrare un piatto con tante sfaccettature. Da qui la scelta di costruire un percorso lungo cento giorni.
La riflessione proposta da CNA guarda anche all’economia del territorio. Oggi identità ed economia camminano insieme. Valorizzare un simbolo come la Pasta alla Norma significa rafforzare l’immagine di Catania.
Anche Calogero Matina, presidente della Confraternita dell’Arancinu, ha sottolineato il valore identitario del progetto, parlando di un percorso di quattordici settimane durante le quali sarà valorizzato anche il lato storico del piatto, profondamente legato al territorio.
Fondamentale sarà il coinvolgimento delle scuole. Vincenzo Mannino, presidente dell’Associazione Cuochi e Pasticcieri di Catania, ha ribadito la necessità di coinvolgere gli studenti, perché sono loro a rappresentare il ponte tra passato, presente e futuro.





