Durante la seduta del Consiglio comunale di Montorio al Vomano, in provincia di Teramo, il confronto politico ha superato ogni limite, precipitando in parole pesanti, rivolte alla consigliera comunale Alessia Nori.
Il sindaco Fabio Altitonante (già consigliere lombardo, sottosegretario con delega alla rigenerazione dell’area Expo e salito agli onori delle cronache), nel corso dell’intervento, ha usato espressioni durissime:
- «persona di spessore zero»;
- «non ha preso neanche i voti dei parenti e viene qui a farci le lezioncine», fino alla frase che più di tutte ha acceso la polemica:
- «prenda la scopa e inizi a imparare qualcosa».
Parole pronunciate dentro un’aula consiliare, non in una piazza qualunque o in un bar, e indirizzate a una donna impegnata nelle istituzioni.
WordNews.it ha intervistato la consigliera Alessia Nori per ricostruire l’episodio. Alla fine dell’intervista abbiamo contattato telefonicamente anche il sindaco Fabio Altitonante, per raccogliere il suo punto di vista. Le sue parole, e la telefonata chiusa bruscamente, sono state riportate integralmente in fondo all’articolo.
Consigliera Nori, partiamo da quel momento. Cosa ha provato quando, durante il Consiglio comunale, ha sentito rivolgersi contro frasi come “persona di spessore zero” e “prenda la scopa”?
«In quel momento sono rimasta molto colpita da quelle frasi, perché fondamentalmente non avevano nulla a che vedere con l’argomento trattato. Soprattutto esulavano dalla politica e avevano a che fare con una sfera di giudizio personale che non c’entrava nulla. Sicuramente la frase in cui mi è stato detto che sono una persona con “zero spessore” era proprio fuori luogo. Ci sono rimasta molto male, semplicemente perché dal mio punto di vista in un Consiglio comunale si dovrebbero avere toni ben diversi.
Si stava parlando della nomina del capogruppo, che sono io, e io stavo cercando di spiegare le motivazioni della scelta. Cosa che poi non sono riuscita a fare, perché mi è stata tolta la parola. Per quanto riguarda l’altra frase, quella della “scopa”, il sindaco l’ha collegata a un discorso del 2021, che non aveva nulla a che vedere né con il punto all’ordine del giorno né con il discorso che stavo facendo io. È stato un discorso tirato fuori, non so bene per quale motivo.
Riascoltando le parole, lui ha detto che in pratica ricordava di me soltanto quell’occasione. Le dico che purtroppo non è così, perché a Montorio abbiamo una commissione pari opportunità che è stata proposta da me e votata favorevolmente da tutto il Consiglio. Nella scorsa consiliatura il sindaco era sempre Altitonante e io ero sempre in opposizione. Probabilmente ha dimenticato un momento importantissimo, perché la commissione è diventata permanente. Sono stata anche promotrice di una mozione per portare a Montorio gli scuolabus gratis, che poi lui, con un emendamento, ha generato un altro caso nazionale, ma questo è un altro discorso.
Ci sono poi tantissime mozioni che nel corso del tempo la sua maggioranza ha bloccato. Quindi è stato proprio un esempio tirato fuori non so per quale motivo. Comunque, “prenda la scopa e impari qualcosa” non credo sia una frase utile da dire alla collettività. Anche perché quell’evento, “Puliamo Montorio”, è un evento che non si fa da cinque anni. Quindi non so che cosa dovrei pulire in questo momento, visto che l’evento non viene fatto».
Lei considera quelle parole una semplice caduta di stile o il segnale di un problema culturale più profondo?
«Io considero quelle parole assolutamente fuori luogo all’interno di un’istituzione».
Quindi è un problema culturale?
«Io direi proprio di sì, perché non mi spiego altrimenti parole come “persona di spessore zero”, “persona abituata al bar”, “non ti hanno votato neanche i familiari”. Sono frasi che non si possono dire all’interno di un Consiglio comunale, perché nulla hanno a che vedere con la politica.
Non interessano al cittadino. Il giudizio personale relativo a un consigliere non credo interessi a nessuno. E soprattutto sono frasi che svalutano la persona. Mi sono sentita offesa proprio in qualità di persona. In quel momento non era necessario, perché io stavo soltanto esponendo il motivo per cui il capogruppo fossi io. Non mi spiego proprio l’atteggiamento».
Lei si è sentita colpita più come consigliera comunale o come donna?
«Io mi sono sentita colpita come persona. In quel momento, al di là del fatto che io fossi una consigliera comunale, prima di tutto sono una persona. Poi sono anche una donna. Potevo essere benissimo un uomo, ma nessuno si può permettere di dire a una persona che vale meno di zero.
Quella per me è l’offesa più grave. E l’altra cosa grave, su cui nessuno pone l’attenzione, perché poi si è sempre bravi a modificare gli eventi, è legata al fatto che mi è stata tolta la parola. Io non ho potuto finire il discorso che stavo facendo.
È ancora più grave che, quando ho chiesto la parola per fatto personale, che fondamentalmente viene garantita a tutti perché consente di difendere il proprio onore, non mi sia stato permesso.
L’ho trovato veramente un momento molto basso, sia per la politica locale sia, in generale, per la società. Non ritengo assolutamente che il nostro Comune debba scendere così in basso».
Anche per i giovani?
«Un comportamento di questo tipo sicuramente non aiuta i giovani a dedicarsi alla politica. Vedersi prevaricare costantemente da persone sicuramente più abituate alla politica non aiuta.
Il sindaco Altitonante non è un uomo che non conosce la politica. È stato anche assessore in Regione Lombardia. Stiamo parlando di una persona perfettamente consapevole dei meccanismi della politica.
Avrebbe potuto essere sicuramente più carino con me, anche perché era assolutamente ovvio che lui vincesse. Io mi aspettavo in qualche modo una carineria da parte sua, cosa che invece non ho visto. Mi è dispiaciuto molto, perché atteggiamenti di questo tipo fanno sì che le persone, i giovani, si allontanino sempre di più.
Nessuno vuole ritrovarsi offeso semplicemente perché ha deciso di candidarsi. E soprattutto nessuno vuole essere giudicato sulla base del nulla».
Dopo l’episodio ha ricevuto solidarietà vera dalla politica e dalla comunità oppure ha percepito tentativi di minimizzare l’accaduto?
«Qui dovremmo fare una distinzione geografica. Fuori da Montorio ho ricevuto tantissima solidarietà da persone che hanno visto il video in modo oggettivo, senza soffermarsi sul fatto che uno dei due fosse il sindaco e l’altro semplicemente un consigliere di opposizione.
Ho trovato tantissimo sostegno anche da un punto di vista istituzionale e politico. Per quanto riguarda la collettività qui a Montorio, invece, c’è una grandissima spaccatura.
Ho notato, soprattutto dopo il video pubblicato dal sindaco, che le persone continuano ad applaudire. La cosa che mi spiace è che in quel video il sindaco abbia parlato soltanto del momento in cui ha detto “prenda la scopa e impari qualcosa”, ma di tutte le altre cose che sono state dette io non ho visto alcuna menzione.
Sono stati molto bravi a spostare l’attenzione su questo aspetto, dimenticandosi frasi a mio avviso ben più gravi. Sicuramente qui la popolazione è molto divisa, come lo era anche prima. Non ho avuto il conforto che mi sarei aspettata, molto probabilmente anche perché si è votato da poco e può essere che le persone difendano il voto che hanno dato».
Può essere che continuiamo a vivere in una società patriarcale, dove a un uomo è ancora concesso questo atteggiamento nei confronti delle donne?
«Su questo sono molto decisa. Io sono sempre stata per le pari opportunità. Come le dicevo prima, ho fatto in modo che a Montorio ci fosse una commissione permanente proprio su questo tema.
È evidente, purtroppo, che ci sono luoghi dove c’è una presenza maggiore degli uomini. Ma soprattutto noto con dispiacere che agli uomini sono concessi atteggiamenti forti, atteggiamenti in cui si cerca di prevaricare l’altro. Molto spesso vengono accettati perché siamo nel momento della cultura del fare: se qualcuno fa qualcosa, gli è concesso in qualche modo di esprimersi come vuole.
Molto spesso le donne finiscono per essere vittime di questo sistema. Ma mi consenta di dire una cosa: il dispiacere più grande è legato al fatto che in questi giorni ho ricevuto tantissime offese proprio da donne. Il maggior sostegno che ho ricevuto arriva dagli uomini, mentre le maggiori offese arrivano dalle donne. Questo ci dovrebbe far interrogare moltissimo».
Dove sono arrivate queste offese?
«Sono arrivate sui social. Offese tipo “oca”, ma ce ne sono altre che sono proprio parolacce che non penso di poter dire in questo momento. Comunque molto pesanti.
Mi fanno restare molto male, perché sinceramente non penso che nessuno meriti di ricevere offese di questo tipo, soprattutto da persone che non conosco e che devono per forza criticarmi per difendere un atteggiamento. Questo mi dispiace: il fatto che per difendere l’atteggiamento di qualcuno alla fine si arrivi a criticare me».
Sono arrivate scuse pubbliche o private da parte del sindaco Fabio Altitonante?
«No, non sono arrivate scuse, né pubbliche né private. Il video che è stato fatto ieri non presenta scuse. Ha fatto un video di smentita, dicendo che non si era compresa la frase della scopa e minimizzando tutto quello che era successo, che evidentemente a suo avviso non è importante.
Nessuno mi ha chiesto assolutamente scusa. Questo vuol dire che o non si è reso conto dell’atteggiamento che c’è stato oppure non ha nessuna intenzione di chiedermi scusa.
Stiamo parlando comunque di un sindaco che appena eletto mi ha chiesto di dimettermi. Quindi non me le aspettavo, le dico la sincera verità. Le avrei gradite molto volentieri per un fattore di rispetto umano, ma non me le aspettavo».
Se dovessero arrivare, queste scuse sarebbero sufficienti o servirebbe anche un’assunzione politica di responsabilità?
«Sicuramente le scuse indicherebbero in qualche modo un’assunzione di responsabilità. Chiedere scusa per un atteggiamento poco consono, secondo me, potrebbe essere già qualcosa».
Che messaggio arriva alle ragazze e alle donne che vorrebbero impegnarsi in politica quando vedono episodi come questo?
«Episodi come questo allontanano moltissimo le donne, ma soprattutto le giovani donne. La politica è già un campo che, per un retaggio storico, nonostante la premier sia donna, viene da sempre visto come un luogo a cui si dedicano principalmente gli uomini. Già questo non aiuta l’inserimento delle donne all’interno della politica.
Un altro aspetto importante è vedere tantissimi commenti negativi e vedere che una persona non riesce a far valere i propri diritti. Nel momento in cui ti si chiude il microfono, di fatto tu non sei riuscito a far valere i tuoi diritti. Sicuramente questo può portare moltissime persone a scoraggiarsi.
Io invece voglio inviare un messaggio forte e chiaro. Voglio dire che la politica è qualcosa di estremamente positivo, perché ci consente di metterci realmente al servizio della nostra collettività.
Il nostro valore non deriva assolutamente dai voti che prendiamo. Se si fa una campagna elettorale pulita e seria, non saranno i voti a indicare il valore che abbiamo. A indicare il valore saranno le idee e quello che si riesce a fare.
Il mio invito è proprio quello di fare un’esperienza politica, perché possono capitare episodi spiacevoli, ma possono capitare anche tante gioie. Soprattutto si può realmente dare un contributo. In questo momento è sicuramente importante poter dare il proprio contributo».
Dopo queste parole, lei continuerà la sua attività politica con più rabbia, più prudenza o più determinazione?
«Io continuerò la mia attività politica come ho sempre fatto: con dedizione. La cosa che mi ha sempre contraddistinto è proprio la dedizione.
Sono molto attenta ai regolamenti e alle esigenze della collettività. Non ho mai fatto nulla con rabbia, ma soltanto con obiettivi rivolti al benessere del paese dove vivo.
Sicuramente continuerò con dedizione, passione e tanto attivismo. Tant’è che domenica abbiamo inaugurato anche un’associazione, proprio perché secondo me è importante far capire a chiunque voglia avvicinarsi alla politica che ci sono tantissimi modi per fare politica, anche in opposizione. Tra questi ci sono le associazioni.
Quindi sicuramente continuerò con dedizione».
La telefonata al sindaco Fabio Altitonante
Al termine dell’intervista, WordNews.it ha contattato telefonicamente il sindaco Fabio Altitonante per raccogliere il suo punto di vista. Di seguito le parole raccolte al telefono, riportate integralmente.
Sindaco, buonasera, sono Paolo De Chiara, il direttore di World News.it, le posso rubare qualche minuto?
Ma che roba è, WorldNews.it che cos’è?
È una Testata online, sindaco.
Una Testata online di dove?
È nazionale.
Ah, bene, bene.
La sto chiamando a quest’ora perché ho appena finito di intervistare la consigliera comunale Alessia Nori. Non vuole dire nulla?
No, sto denunciando tutti, è un fake, ho fatto un video su Facebook. Ho fatto un video che tra l’altro sta avendo un discreto successo.
Perciò la sto chiamando, per avere il suo punto di vista.
Aspetta e ti giro il link.
Aspetti un attimo, quindi la sua risposta è che il video che sta circolando con le sue frasi è un fake?
Quello che ha fatto la Nori, certo.
Lei quelle parole non le ha dette? («Persona di spessore zero»; «Non ha preso neanche i voti dei parenti e viene qui a farci le lezioncine»; «Prenda la scopa e inizi a imparare qualcosa»).
Le ho dette, però…
E perché allora è un fake?
Mi mandi un messaggino, buonasera.
Pronto? Pronto sindaco?
La telefonata si è interrotta perchè chiusa bruscamente.
In basso trovate il link dell’intero consiglio comunale. Dal minuto 33.52 è possibile seguire e ascoltare le parole del sindaco.
ECCO IL VIDEO INTEGRALE DEL CONSIGLIO COMUNALE

PUBBLICHIAMO ANCHE ALCUNI COMMENTI CHE ACCOMPAGNANO IL VIDEO DI RISPOSTA DEL SINDACO











