La svolta è arrivata dopo quasi due anni dai fatti. Il 18 giugno scorso la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Isernia, nei confronti di un uomo di 63 anni, isernino, ritenuto responsabile, secondo il quadro accusatorio, di omicidio volontario.
La vicenda risale al 5 luglio 2024. Quel giorno, a Isernia, dopo una segnalazione, il personale della Squadra Mobile e delle Volanti intervenne presso l’abitazione di Amoruso Costanzo. L’uomo fu trovato privo di vita, con il corpo immerso in una copiosa pozza di sangue. Secondo quanto comunicato dalla Procura della Repubblica di Isernia, la porta d’ingresso dell’abitazione risultava scardinata e poggiata alla parete interna.
Secondo l’ipotesi degli inquirenti l’arrestato avrebbe avuto una discussione e poi uno scontro fisico con la vittima. Durante la colluttazione, secondo la ricostruzione, Amoruso avrebbe riportato una ferita alla testa. L’uomo, in forte stato di ebbrezza, dopo la colluttazione e nonostante la ferita, si sarebbe addormentato sul proprio letto. Dove sarebbe deceduto a causa dell’emorragia protrattasi per tutta la notte.
I primi indizi a carico dell’arrestato sarebbero emersi anche da una conversazione avvenuta la mattina successiva al decesso tra l’uomo e un operatore della Squadra Mobile. L’uomo avrebbe dichiarato di aver bevuto molto la sera precedente e di non ricordare cosa fosse accaduto, manifestando il timore di poter essere il responsabile dell’omicidio.
Le attività investigative, secondo quanto riportato nel comunicato della Procura, si sono sviluppate attraverso l’escussione a sommarie informazioni di diversi soggetti, tra cui altri condomini dell’abitazione, l’interrogatorio dell’indagato da parte del sostituto procuratore titolare dell’indagine, il sopralluogo e i successivi accertamenti tecnici eseguiti dalla Polizia Scientifica di Napoli, oltre ad altre attività di natura tecnica. Tracce ematiche, rinvenute sulla ciabatta dell’indagato, sarebbero riconducibili alla vittima.
L’indagato è stato associato presso la Casa circondariale di Isernia.






