Sicuramente, la scelta di una location come Castellammare di Stabia aiuta a far volare il lettore dalla sedia, ma non è certo l’unico motivo per rimanere affascinati dall’ultima pubblicazione dell’autrice e giornalista Daniela Merola: Lo sconosciuto, la nuova indagine del Commissario Basilio, edito da LFA Publisher (maggio 2026).
Il noir rivela fin dalle prime pagine la capacità della Merola di coinvolgere il pubblico, dotata di uno stile diretto, molto curato e penetrante. Il Commissario Basilio con i capelli scuri, appena ondulati e indomabili, fa il suo ingresso presso Largo Pozzano dove è stato rivenuto il corpo di una giovane donna, uccisa con due fendenti all’addome. Come ci si aspetta da un professionista del suo calibro, Basilio, dietro la sua razionalità e determinazione si nasconde una grande sensibilità umana che rende il personaggio così affascinante e palpabile.
Stavolta è un killer misterioso a seminare il terrore, colpendo con una precisione inquietante e lasciando dietro di sé una scia di sangue e paura. Dietro le sue azioni sembra muoversi un’ombra femminile del passato, un fantasma che ne guida le mani e le intenzioni. L’arrivo del giornalista Ermete Di Loggia, vecchio amico del Commissario Basilio, sconvolge l’equilibrio già precario del poliziotto. I ricordi di una giovinezza condivisa lasciano spazio a nuove rivalità in amore e nel lavoro. Ma a complicare ulteriormente le cose c’è Matteo, il gemello di Ermete, figura enigmatica e inquietante, legata al fratello da un rapporto tanto profondo quanto ambiguo. I due sembrano inseparabili, forse complici. Ma su cosa? Mentre i sospetti del commissario crescono, le indagini si fanno sempre più intricate. A metterlo sotto pressione c’è anche il Procuratore capo Veronica Grassi, legata da una vecchia amicizia con l’ex commissario Giulia Cangiato, e il comportamento sempre più sfuggente della compagna Lina Passaro.
I nomi, i luoghi e il linguaggio dei diversi protagonisti, non solo di Basilio, rispecchiano il nucleo di una vera Italia, così profondamente riconoscibile nella cultura e nelle abitudini del bellissimo Sud di cui l’intensità è sempre al primo posto. La forza della voce narrante è proprio questa: trasmettere entusiasmo attraverso la cura del racconto e dei suoi dettagli. Ovvio, l’entusiasmo da solo non basta, ma la personalità Partenopea della Merola, forte e incalzante, fa da padrona in questo noir in cui la narrazione de Lo sconosciuto procede con ritmo serrato.
L’autrice ci insegna che il male fa sempre notizia, che le cose in realtà non hanno mai una vera fine, ingrovigliate da un destino sconosciuto, e che le sorprese non finiscono mai di stupirci: prendere atto della realtà per ciò che è, ricordando che ogni equilibrio può cambiare da un momento all’altro.
Lo Sconosciuto è un noir in cui la tensione nasce dal territorio, dai dilemmi morali e soprattutto dalle relazioni umane. Dietro i doppi volti dei personaggi si nascondono segreti e motivazioni che, poco alla volta, trovano il loro posto in un mosaico narrativo coerente e sorprendente.
“La sabbia scura del lungomare di Castellammare e le luci della sera che si riversavano sull’asfalto accolsero il Commissario come l’abbraccio di un epilogo amaro. Una città dai mille silenzi, quelli delle sue strade antiche, delle memorie custodite nei vicoli, dei killer sconosciuti che avevano agito indisturbati. I silenzi che avevano stordito Manuele. Nessuna mente umana era in grado di arrivare alla verità assoluta. Di ciò si convinse Basilio.”





