Abbiamo assistito alla trasmissione di Iannacone sull’Hospice di Larino. Questa è un’anomalia in una società scintillante che esalta solo la frenesia spasmotica del vivere, la bellezza secondo determinati criteri ed il successo come valori positivi.
Il dolore, la paura della morte, la fragilità umana, vengono nascoste e relegate fuori dalla prospettiva della vita.
In questa trasmissione, invece, il logos del fine vita, con tutta l’umanità legata alla paura, alla debolezza, agli affetti, dà un’impronta diversa, valoriale alla narrazione del vivere.
Abbiamo una struttura condotta da un medico eccezionale, Mariano Flocco, che fa dell’empatia e della forte partecipazione umana l’elemento fondamentale nell’accompagnare degli esseri sofferenti verso la morte.
Si interrompe la narrazione luccicante abituale per entrare nel vivo dell’essere umano con problemi di sofferenza, bisogno di amore e paura. Il ritorno verso un logos umano vero e non posticcio costituisce la vera bellezza della trasmissione di Iannacone a cui va tutta la nostra gratitudine.




