A Palermo il cammino dell’antimafia popolare non si ferma al ricordo, non si esaurisce nelle commemorazioni. Dopo il grande corteo dello scorso 23 maggio, quando migliaia di persone hanno attraversato le strade del centro cittadino per riaffermare una memoria viva e resistente, le realtà promotrici di quella mobilitazione chiamano ora a raccolta singoli cittadini, associazioni, collettivi, movimenti e organizzazioni sindacali.
L’appuntamento è fissato per venerdì 10 luglio, alle ore 17.00, presso La Casa di Paolo, in via Vetriera n. 57, a Palermo. Sarà la prima assemblea pubblica per avviare un percorso comune, ampio e stabile, capace di raccogliere energie, bisogni, denunce e proposte.
Esiste una Palermo antimafia che non vuole limitarsi alla celebrazione rituale della memoria, ma intende trasformarla in presenza quotidiana nei territori, nelle scuole, nelle strade, nei luoghi di lavoro. Una memoria attiva che diventa coscienza collettiva, vigilanza democratica e pratica di resistenza civile.
Al centro della riflessione c’è la necessità di costruire un fronte antimafia ampio, capace di denunciare e approfondire, accogliere e lottare, senza sostituirsi a ciò che già esiste di buono nei territori. L’obiettivo, al contrario, è valorizzare le esperienze già presenti, sostenerle, metterle in rete e dare voce anche a chi oggi si sente solo, fragile, isolato davanti ai meccanismi del potere.
Perché la mafia, ricordano le realtà promotrici, non è soltanto sangue e violenza militare. È anche sistema. È relazione, controllo, capacità di infiltrarsi nei gangli della vita pubblica ed economica.
Il sistema politico-affaristico-mafioso, ancora oggi, continua a muovere interessi, condizionare pezzi di società, insinuarsi nella gestione della sanità, nelle concessioni, negli appalti, nelle gare pubbliche e nei concorsi.
È dentro questa consapevolezza che nasce la necessità di un nuovo spazio collettivo. La lunga strada verso la verità storica sui tanti fatti che hanno insanguinato Palermo e la Sicilia non può essere percorsa da pochi. Richiede continuità, studio, coraggio. Una cittadinanza vigile, capace di riconoscere le trasformazioni del potere mafioso e di contrastarne le nuove maschere.
L’assemblea del 10 luglio alla Casa di Paolo vuole essere proprio questo: un primo passo per costruire un percorso collettivo, aperto e popolare. Palermo ha bisogno di un’antimafia dal basso, presente e concreta.





