Tre fondi di investimento, BlackRock, Vanguard e State Street, ricollegati ed intrecciati tra loro, gestiscono un patrimonio di 32000 miliardi di dollari su un Pil mondiale di 120.000 miliardi.
In questi fondi c’è di tutto. Agenzie di rating, banche di affari, società big tech (Amazon, Apple, Microsoft, ecc.), altri fondi e soggetti finanziari, giganti della difesa e dell’aereospazio, multinazionali petrolifere ed energetiche, ecc.
Il Pil dell’Italia è inferiore ai 2000 miliardi di euro.
Pare più che evidente che queste corazzate economiche determinino le politiche dei vari Stati ed abbiano il potere di selezionare e scegliere i rappresentati politici che più corrispondano ai loro desiderata.
Lo squallore delle classi politiche europee e non solo, che ci stanno portato ad una guerra con la Russia, che ci spingono ad armarci sacrificando lo stato sociale, la sanità, l’istruzione, che spingono il sistema informativo a formare un consenso verso queste linee, che favoriscono il genocidio in Medioriente, che impediscono sanzioni ad Israele, è tutto generato da questo blocco di poteri forti.
Hanno deciso che dobbiamo arrivare alla guerra non solo per creare un mercato per le armi ma anche perchè, con il sorgere di altri centri e realtà economiche, vacilla il loro potere.
Da dove viene la potenza di questi fondi? dal neoliberismo che negli anni 70 del secolo scorso ha sostituito il keynesismo ed ha favorito la finanziarizzazione dell’economia e la concentrazione della ricchezza in poche mani.
L’economia, nel mondo occidentale, domina ed indirizza la politica.
Se si vuole uscire da questo disastro prima di una deflagrazione definitiva, bisogna essere radicali e trovare vie di uscita dal neoliberismo decadente.
Non è più tempo di pensiero unico ma è urgente un’alternativa all’attuale organizzazione economica occidentale.





