Un altro drammatico risveglio per la comunità di Casalbordino. Una nuova tragedia ha scosso il paese di quasi 6000 anime nel vastese. Erano le 8.05 ieri mattina quando, improvvisamente, si è udito un enorme boato. In pochi minuti la notizia si è diffusa e il pensiero è andato alla “polveriera”, come viene chiamato in paese lo stabilimento in contrada Termine a Casalbordino. Una nuova tragedia nello stabilimento della ex Esplodenti Sabino, oggi di proprietà della Arca Defence Italy: un’esplosione ha causato la morte di un operaio e il ferimento di un altro.
Un’esplosione alla “polveriera”, morto un lavoratore. Un triste deja che si ripete per la terza volta in sei anni, una frase che ha sapore d’antico: un’espressione quasi ottocentesca che racconta un pezzo di novecento nel cuore del terzo millennio.
La vittima è Carlo Piscopo, caporeparto nello stabilimento, classe 1967, originario della Campania e residente a Casalbordino da qualche decina d’anni. Lascia la moglie e due figli, uno dei quali è dipendente dello stesso stabilimento. Il ferito è G.B., 54enne, originario di Montecilfone (Campobasso) e residente a Vasto.
Il boato è stato percepito a chilometri di distanza, fino alla spiaggia. A poca distanza dallo stabilimento ci sono alberghi, attività commerciali e la stazione ferroviaria Casalbordino – Pollutri. Enorme lo spavento, nelle attività economiche e negli alberghi i vetri hanno tremato fortissimo, vibrando come fosse in atto una scossa di terremoto, grande la paura anche tra i numerosi pendolari in attesa del treno per Pescara.
I SOCCORSI
Appena sono arrivate le chiamate di emergenza sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso partito da Pescara, i carabinieri della stazione di Casalbordino guidata dal luogotenente Nicola Zanni e della Compagnia di Ortona guidata dal comandante Alfonso Venturi, i Vigili del Fuoco del Distaccamento di via Madonna dell’Asilo di Vasto, gli agenti della Polizia Locale di Casalbordino e i volontari della Protezione Civile “Madonna dell’Assunta” di Casalbordino. Purtroppo non c’è stato nulla da fare per Carlo Piscopo, i soccorritori hanno potuto solo constatarne il decesso. Il ferito è stato trasportato presso l’Ospedale Santissima Annunziata di Chieti. In un primo momento il timore era che le sue condizioni potessero essere gravi ma, come hanno confermato fonti della Asl, le notizie giunte dall’ospedale di Chieti hanno riportato un quadro molto meno grave: la TAC e gli altri esami strumentali a cui è stato sottoposto hanno dato tutti esito negativo e il lavoratore è stato tenuto in osservazione. Non era presente al momento dell’esplosione Angelo Piscopo, figlio di Carlo, che in un primo momento era previsto facesse parte della squadra di lavoro.
LE INDAGINI
Sul luogo dell’esplosione è giunto anche il nucleo artificieri del Comando provinciale dei carabinieri per la messa in sicurezza, congiuntamente ai Vigili del Fuoco, e l’avvio delle indagini. Per l’apertura del fascicolo il pubblico ministero della Procura di Vasto Silvia Di Nunzio è giunta sul posto per un primo sopralluogo. In questa prima fase le indagini sono affidate al Reparto Operativo del Comando provinciale dei Carabinieri e al Servizio Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro della Asl Lanciano – Vasto – Chieti.
La salma di Carlo Piscopo è stata trasportata presso l’Ospedale Santissima Annunziata di Chieti in cui nei prossimi giorni dovrebbe essere effettuata l’autopsia, probabilmente mercoledì prossimo. Massimo riserbo sull’esatta dinamica dell’esplosione, saranno le indagini a ricostruire l’accaduto. La tragedia è avvenuta all’aperto, su una piazzola di cemento, luogo in cui erano collocati cassette di utensili e macchinari e materiale vario dismessi. Lo stabilimento in contrada Termine a Casalbordino il 29 settembre scorso è stato ceduto dalla Esplodenti Sabino alla Arca Defence Italy, ramo italiano della omonima multinazionale turca costituito il 7 maggio 2025 e con sede legale a Milano. Le attività produttive sono attualmente ferme in attesa delle autorizzazioni alla riconversione e alle nuove produzioni. L’11 maggio scorso la Regione Abruzzo ha avviato l’iter per le valutazioni ambientali. I 65 operai sono attualmente in cassa integrazione, prorogata fino alla fine dell’anno, e le uniche attività sono legate a pulizia e bonifica prescritte dalla Prefettura di Chieti. Durante una di queste operazioni, secondo la prima ricostruzione, sarebbe avvenuta l’esplosione che ha causato la morte di Carlo Piscopo in un vascone che conteneva residui di vecchie lavorazioni. Carlo Piscopo è stato colpito al torace e al volto.
Carlo Piscopo è la settima vittima in sei anni, la decima in 34 anni. La prima nel 1992 fu Bruno Molisani, 48 anni. Il 3 aprile di quattro anni dopo a Rapino le vittime furono Franco Ulacco, 40 anni, e Giuseppe Cicchitti, 33 anni. Nel 2009 un lavoratore originario di San Salvo fu ferito gravemente e sei anni dopo furono due gli operai gravemente feriti nello stabilimento della Esplodenti Sabino a Noceto, in provincia di Parma. Gli ultimi sei anni sono cronaca, una cronaca che ogni tre anni drammaticamente si aggiorna: 21 dicembre 2020, 13 settembre 2023 e ieri, sette morti che in poco più di trent’anni portano a dieci il tragico bilancio.





