Nell’intervista rilasciata a “30 minuti con…”, Salvatore Borsellino usa parole necessarie e durissime, mettendo sotto accusa le scelte politiche e legislative che, a suo giudizio, stanno indebolendo gli strumenti costruiti dopo il sangue versato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
“Stanno facendo il peggio che potevano fare, stanno praticamente abolendo addirittura i reati che mio fratello stesso e Giovanni Falcone avevano previsto in quello che venne chiamato il decreto Falcone e per cui prevedevano l’ergastolo ostativo, il 41 bis, la legge sui collaboratori di giustizia”.
Borsellino ricorda che quel decreto non sarebbe mai diventato legge senza la reazione dell’opinione pubblica dopo le stragi.
“Ci vollero il sangue di ben due magistrati, prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino, per fare sì che quel decreto diventasse legge”.
E aggiunge:
“Oggi stanno smantellando tutto quel decreto”.
Secondo Salvatore Borsellino, l’indebolimento degli strumenti di contrasto alla mafia non riguarda soltanto i boss, ma soprattutto la zona grigia, quella più pericolosa perché meno visibile: i rapporti tra criminalità organizzata, politica, affari e colletti bianchi.
“Sono stati aboliti reati come l’abuso d’ufficio, è stato diminuito il potere della Corte dei Conti nelle indagini sugli abusi finanziari. A parte il fatto che il numero dei colletti bianchi in carcere bastano le dita di una mano per contarli, avvalendo la possibilità di controlli non si fa altro che favorire la mafia”.
Per Borsellino, la mafia di oggi non è soltanto quella delle lupare, dei kalashnikov e delle estorsioni nei quartieri. È una mafia liquida, finanziaria, digitale, capace di muovere capitali, condizionare appalti.
“La mafia peggiore è quella che non si vede, ha cambiato aspetto e oggi purtroppo basta il clic di un computer per spostare capitali da uno Stato all’altro”.
Da qui la richiesta di una strategia europea, non di un arretramento italiano.
“Fino a quando non ci sarà una legge europea per combattere la criminalità organizzata e che venga fatta a esempio di quella italiana, piuttosto che intervenire in maniera sbagliata sulle leggi italiane, sarà difficile che la mafia possa essere sconfitta”.
Borsellino parla anche delle limitazioni agli strumenti investigativi e del rischio di una magistratura sempre più compressa.
“Alle forze dell’ordine limitano le intercettazioni, limitano la possibilità di intervenire, stanno cercando di bloccare la magistratura”.
C’è però un altro passaggio, il più potente.
“Ho perso la speranza di vedere io questa verità e questa giustizia, ma sono certo che un giorno questi giovani riusciranno a fare sentire nel nostro Paese quel fresco profumo di libertà che Paolo purtroppo non ha potuto sentire”.
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