Che cosa respirano gli studenti e gli abitanti delle zone interessate dai lavori del Lotto Zero di Isernia? È l’interrogativo sollevato dal Partito Comunista dei Lavoratori del Molise dopo la conferenza stampa del 10 luglio organizzata dal Comitato No Lotto Zero.
Al centro della denuncia si trova la nota numero 9699/2026 del 25 giugno 2026 dell’Arpa Molise, illustrata nel corso dell’incontro dall’avvocato Alfonso Mainelli. Secondo quanto riportato nel documento, i report forniti da Anas non conterrebbero alcun dato relativo alla componente “Atmosfera”.
Nella nota si legge:
«Si rappresenta per la componente Atmosfera non riportano alcun dato. Tale inadempienza, unitamente alle valutazioni di merito relative alle altre tematiche, sarà formalizzata nella Relazione istruttoria di ottemperanza che la Scrivente U.O.C. invierà, per le attività di Verifica di ottemperanza alle Condizioni Ambientali, all’Autorità competente per le successive determinazioni di competenza».
Il personale ispettivo dell’Agenzia avrebbe verbalizzato la richiesta di produrre i dati riguardanti polveri e qualità dell’aria relativi all’intero 2025 e al primo semestre del 2026, risultati mancanti nei report esaminati.
Per il PCL Molise, l’assenza di queste informazioni impedisce di conoscere l’effettiva qualità dell’aria respirata dalla popolazione che vive o frequenta le zone vicine al cantiere. Nell’area, viene sottolineato, sono presenti due scuole e diverse abitazioni.
Il documento dell’Arpa sarebbe stato trasmesso anche alla Procura della Repubblica di Isernia, ai sindaci di Isernia, Miranda e Pesche, al prefetto di Isernia e alla stessa Anas.
Il partito chiede alle autorità competenti di intervenire senza attendere ulteriormente:
«La nostra legittima richiesta è quella di fermare immediatamente queste immissioni nell’aria. I lavori non potevano iniziare senza il monitoraggio previsto».
L’esecuzione delle opere in assenza dei dati atmosferici, secondo quanto sostenuto nella nota politica, potrebbe impedire di rilevare tempestivamente eventuali superamenti dei limiti relativi alle polveri sottili PM10 e PM2,5 e agli altri inquinanti.
Spetterà ora agli organismi competenti verificare la natura dell’inadempienza, le relative responsabilità e le eventuali conseguenze sullo svolgimento dei lavori e sul contratto d’appalto.
Quasi due milioni destinati al monitoraggio ambientale
Il PCL richiama anche le somme indicate nel bando di gara. All’appaltatore sarebbero stati assegnati un milione e 918mila euro per il monitoraggio ambientale durante e dopo la realizzazione dell’opera.
Da qui una domanda precisa:
«Come mai il monitoraggio non risulta effettuato?».
Un altro interrogativo riguarda i 3 milioni e 307mila euro previsti per la sicurezza, alla luce delle irregolarità che sarebbero state riscontrate durante il recente accesso ispettivo interforze nel cantiere.
Su questi aspetti saranno necessari accertamenti ufficiali: l’accesso disposto dalla Prefettura ha una funzione preventiva e di controllo antimafia e, da solo, non equivale all’accertamento definitivo di responsabilità penali o amministrative.
Le altre contestazioni sul Lotto Zero
La vicenda relativa alla qualità dell’aria rappresenterebbe, secondo gli oppositori dell’opera, soltanto uno dei punti critici del progetto. Il comunicato richiama anche:
- la distanza dalle sorgenti e la fascia di tutela indicata in 200 metri;
- la presunta assenza dell’analisi dell’“alternativa zero”;
- la mancanza di un’adeguata analisi costi-benefici;
- le questioni relative alle varianti urbanistiche e alle deliberazioni consiliari;
- il reale rapporto tra costi, impatto ambientale e traffico previsto.
Il progetto, dal valore complessivo di circa 180 milioni di euro, comprende un tracciato caratterizzato da otto viadotti, due gallerie e tre svincoli. Una struttura che il fronte contrario giudica sproporzionata rispetto alle reali esigenze della viabilità locale.
«I 180 milioni vengano utilizzati per ponti chiusi e frane»
Il Partito Comunista dei Lavoratori ribadisce la propria contrarietà all’opera e propone di destinare le risorse a un piano straordinario per le infrastrutture molisane, per la messa in sicurezza del territorio e per la creazione di occupazione.
«I 180 milioni di euro, anziché essere utilizzati per un’opera inutile e dannosa, potrebbero essere destinati alle frane, ai ponti chiusi e alle infrastrutture che mancano nel Molise».
Nel comunicato viene infine espresso un ringraziamento pubblico all’avvocato Alfonso Mainelli, indicato come una delle figure professionali che hanno contribuito gratuitamente all’esame della documentazione e all’individuazione delle criticità ambientali e amministrative.
Lunedì l’intervista a Celeste Caranci
WordNews.it continuerà ad approfondire la vicenda del Lotto Zero di Isernia, dando spazio ai documenti, alle domande ancora senza risposta e alle posizioni emerse durante la conferenza stampa.
Lunedì 13 luglio 2026, alle ore 12, sarà pubblicata l’intervista video a Celeste Caranci, portavoce del Comitato No Lotto Zero.
Al centro del confronto ci saranno il mancato monitoraggio della qualità dell’aria, i possibili rischi per scuole e residenti, l’accesso ispettivo nel cantiere, i costi dell’opera e le iniziative che il Comitato intende intraprendere per chiederne la sospensione.






