Il viaggio di Papa Leone a Lampedusa è stato un momento importante del suo pontificato, sia per ciò che ha detto che per l’alto significato simbolico.
Se i cristiani, anche coloro che dicono di esserlo ma non sempre si comportano come tali, facessero uno sforzo di coerenza, il mondo sarebbe diverso.
A prescindere dalla fede in Gesù Cristo, anche chi non crede può trovare nel messaggio del Vangelo momenti di condivisa riflessione.
Invito a rileggere il “Discorso della Montagna” e la “Parabola del Buon Samaritano”: sintetizzano i valori di una logica assolutamente antitetica a quella comunemente diffusa.
Tra le Beatitudini dell’Amore mi soffermo su:
“Beato il misericordioso perché troverà misericordia”.
Occorre possedere la serena bontà del mite affinché si abbia la capacità di accogliere gli altri con empatia.
Si tratta di avere un atteggiamento che escluda l’indifferenza o addirittura l’antipatia, così da trasmettere all’altro la serena bontà propria di chi coltiva nel cuore la mitezza.
Gli esseri umani siamo tutti uguali per dignità e diritti fondamentali.
Lo sono anche coloro che fuggono da violenze, guerre e carestie cercando rifugio in altri Paesi.
Molti muoiono in mare, e tra essi donne, bambini e anziani.
Cosa c’è di cristiano nel respingerli?
Sono nostri fratelli, vittime di un sistema globale ingiusto, di una economia distorta, dell’egoismo di pochi che accumulano potere e ricchezze smodate con patologica bulimia.
“Ricordati, uomo, che devi morire”!
E lascerai tutto senza portare nulla con te.
Se avrai usato misericordia e accoglienza verso i tuoi fratelli lascerai un segno indelebile nel cuore di molti.
Altrimenti, direbbero i latini, la tua vita “tamquam non esset” e della tua persona “damnatio memoriae”!
P.S.: Girare questo pensiero ai governanti del Pianeta e a molti politici del nostro Paese.
Chissà che… purtroppo ci spero poco.





