Ascoltando Fittipaldi su La7, mentre attaccava Conte sul problema della guerra, mi è apparsa sempre più chiaro il movimento che le armate mediatiche dei grandi fondi stanno promuovendo per il riarmo e, quindi, il rischio sempre maggiore di una bella e grande guerra.
Putin è un criminale perchè ha invaso l’Ucraina e bisogna promuovere sanzioni e bisogna armarsi contro quel criminale.
Ma uno Stato democratico come gli Usa che ha portato la guerra in Corea, Vietnam, Afghanistan, Balcani, Iraq, Sudamerica, Libia, che protegge il genocidio in Medioriente, che, come diceva Papa Francesco è andato a provocare la Russia con il colpo di stato ucraino del 2014 e poi con il tentativo di accorpare quello Stato nella Nato, che ha rapito il capo di stato del Venezuela, questo viene graziato dall’essere criminale ma si ci prostra ai suoi desiderata.
Quindi i criminali buoni vengono graziati e tollerati mentre i criminali cattivi ci obbligano al riarmo con le armi dei criminali buoni.
Il gioco mediatico è ormai chiaro ed hanno sciolto pure il dio Draghi, il maestro delle privatizzazioni dei beni pubblici italiani, per convincerci che il rilancio dell’economia europea passa per gli investimenti sul riarmo.
Penso che in questo momento il gioco della guerra che stanno promuovendo i grandi fondi, sia il più pericoloso per tutti noi.
Il cosiddetto campo largo per le prossime elezioni è pieno di V colonne messe dalle corazzate dei fondi di investimento, per minare quell’area e renderla sempre più permeabile al concetto di riarmo e guerra.
Su questo punto si giocherà una partita importante delle prossime elezioni.
Questo terreno avvelenato, con una destra schierata, nonostante i distinguo, con gli interessi dei grandi fondi ed un campo largo pieno di V colonne favorevoli al riarmo ed alla guerra, mostra la strategia vincente del capitale che, comunque vada, vuole portare verso le sue scelte i futuri governi.
Sono sempre più urgenti degli stati generali dell’area progressista per definire in maniera chiara, tra l’altro, questo punto fondamentale sul riarmo e sulla guerra.
E’ inutile voler cercare di mettere la sordina a questo problema e cercare di considerarlo secondario.
Si abbia il coraggio di rompere con gli interessi dei grandi fondi prima che questi ci portino in una tragedia immane.
Abbiamo bisogno di scelte radicali e di rompere questo pericoloso assedio di chi vuole investire in armi.





