E’ stato un lungo travaglio la nomina del nuovo procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DNAA) che, di fatto, sarà il nuovo vice capo del procuratore Giovanni Melillo. Al centro di dibatti e scontri all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è stato il ruolo dei vari magistrati che ne hanno fatto richiesta. Alla prima volta lo scontro era tra l’attuale procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e Eugenio Fusco, coordinatore del gruppo della procura di Milano che si occupa di cybercrime e reati informatici. Al voto del plenum dell’11 giugno erano arrivati le due proposte dalla V Commissione con 3 voti per Ardita, 1 per Fusco e 2 astenuti. Senza valide spiegazioni è stato votato il ritorno in V Commissione con 17 voti a favore, 10 contrari e 2 astenuti. In questo modo si creò un fronte compatto contro Ardita grazie anche all’assist fornito dalla Imbergamo con una lettera inviata a palazzo Bachelet dove ha sostenuto di avere più titoli di entrambi i colleghi, contestando la mancata valorizzazione della sua candidatura.
In questo modo in V Commissione i 2 astenuti e il voto per Fusco sono andati a Imbergamo e ad Ardita sono rimasti gli stessi 3 voti. Arrivata stamattina al CSM, dopo un lungo dibattito su regole e carriera dei due magistrati, il plenum del CSM ha deciso: 13 voti a favore per Imbergamo, 10 a favore di Ardita e 6 astenuti.
In questo modo Franca Maria Imbergamo è la nuova procuratrice aggiunta alla DNAA.
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