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Messina Denaro: prima di morire (in carcere) svela i misteri italiani

by Paolo De Chiara
9 Agosto 2023
in Mafie
Reading Time: 8 mins read
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"Ha bisogno di una infermiera… ha bisogno di cure… ha bisogno… ha bisogno…". Lo ha affermato, nelle varie interviste, il legale abruzzese (co-difensore insieme a Lorenza Guttadauro, nipote del boss), del sanguinario mafioso Matteo Messina Denaro. Ha anche parlato di "giusta esecuzione della pena".

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Per un mafioso di quel calibro, accusato di essere l'autore e il mandante di innumerevoli stragi, è fondamentale parlare di "giusta esecuzione della pena". E' talmente giusto che, nel Paese più garantista al mondo, di tanto in tanto, emerge il dibattito (per noi inutile) sui diritti dei mafiosi assassini (tutelati da una parte dello sTato deviato, molto legato a questi ambienti).   

Caro avvocato,

lei deve fare il suo mestiere. E nessuno dice nulla. Ognuno ha diritto alla difesa. Anche il più bastardo dei mafiosi sanguinari del Paese immerso nelle mafie. Il suo cliente, ma lei ne è prefettamente consapevole, è il più sanguinario di tutti.

E' stato protetto in passato. La lunga latitanza, di questo sciupafemmine da quattro soldi, è stata tutelata dagli apparati di uno sTato che se ne fotte della lotta alle mafie. Negli ultimi anni non abbiamo avuto Governi impeganti sul fronte antimafia. Abbiamo e continuiamo ad ascoltare parole vuote, senza senso. Inutili e preziose solo per la propaganda.

Siamo, da tanti anni, governati direttamente dai mafiosi: che siedono in Parlamento, nei consigli regionali, nelle amministrazioni comunali. Nei consigli di amministrazione. Sono entrati stabilemente, con i loro soldi sporchi (che puzzano come loro, di sangue), nell'economia legale. 

Ormai il nostro PIL è formato anche, e soprattutto, dalle loro attività che, in molti casi, sono diventate anche legali.

Ora, non solo abbiamo dovuto assistere all'arresto farsa di un soggetto indegno che non era più il Capo di Cosa nostra. Lo hanno consegnato, questa volta anche con un annuncio profetico da parte del gelataio ancora a piede libero, legato ai due fratelli di Brancaccio che tanto potrebbero dire sui legami politici. Come venne consegnata quella bestia di Totò Riiina. E come accadde per Bernardo Provenzano, detto il trattore.

Tutti uomini di niente, mischiati con il niente. Rappresentanti di morte. 

Queste bestie devono trascorrere la loro esistenza dietro alle sbarre. Per loro i diritti devono essere sospesi. Come hanno stroncato le vite di persone perbene così devono tribolare per il resto della loro misera esistenza. Nel Paese senza memoria dimentichiamo per 364 giorni i morti, il sangue, il terrore delle stragi. Volute da uno sTato deviato e commesse da questi animali. Con tutto il rispetto per le varie specie di animali. Poi, nel giorno delle ipocrite commemorazioni, diventiamo tutti "Giovanni", "Paolo", "Rocco", "Peppino", "Ilaria", ect, ect.

Di tanto in tanto dobbiamo ascoltare le pericolose parole sulle condizioni fisiche di questi animali senza cuore. Sarà vero, non sarà vero? A noi non interressa. In passato abbiamo registrato tanti casi di mafiosi che hanno beneficiato di sconti, permessi, agevolazioni per le loro condizioni di salute falsamente certificate. Devono marcire in una cella sigillata. Siamo cattivi? Bisogna essere buonisti con questa gentaglia? Ognuno può scegliere cosa essere con questi guappi di cartone. 

Come sono attenti ai loro diritti. Dovete parlare. Dovete indicare i vostri complici istituzionali. Le vostre parole devono poter essere verificate. Volete morire nel vostro sporco letto delle vostre sporche case? Volete ripulire le vostre sporche anime? Sempre se ne avete una. 

Parlate. Svelate i misteri italiani (che non sono nemmeno tanto misteriosi).

Non avete dimostrato mai la vostra pietà, assassini. E perchè, di tanto in tanto, fate appello alla pietà? Le persone perbene non possono avere pietà per voi. Siete destinati all'inferno. Per l'eternità. Voi vantate anche le vostre credenze religiose. Ma avete scelto la perdizione in vita. Siete destinati alla perdizione eterna. Volete cambiare il vostro destino? Potete farlo. Svuotate le vostre anime impestate dal male.

Almeno negli ultimi anni della vostra squallida esistenza fate qualcosa di buono. Se ne siete capaci.

Noi siamo pessimisti. Non crediamo alla vostra redenzione. E speriamo che presto arrivi la signora con la falce. La sofferenza è una cosa che vi auguriamo con tutto il cuore. 

E i vostri soldi nascosti da qualche parte?

Chi ne potrà disporre dovrà acquistare solo medicine. In abbondanza. Questo è il nostro augurio che proviene dal profondo del nostro cuore.

Dobbiamo pure leggere le prese per il culo. Le frasi di questi inutili soggetti: "La mia è stata una vita avventurosa e movimentata", ci ha fatto sapere il piccolo uomo consegnato perchè diventato inutile nella sua organizzazione mafiosa. Addirittura ne parlava male pure Riina, il capo delle bestie, durante i suoi colloqui registrati in carcere. "Sono un uomo d'onore, non un mafioso".

Messina Denaro, ma a chi vuoi prendere per il culo?

Si diverte pure a fare il giurista. Per il femminaro (a noi sembra dell'altra sponda, per la verità) il concorso esterno è "un reato farlocco". Un termine che si addice molto al suo utilizzatore. E' stato talmente "farlocco", il reato, che è stato utilizzato alla perfezione, per condannare definitivamente i vostri amici politici che vi hanno sostenuto, protetti e tutelati. Conoscete benissimo i loro nomi. Ci avete finanziato pure un partito di Governo, negli ultimi anni.

I fratelli Graviano cosa dicono? 

La cosa grave è che molti esponenti politici, tra cui l'attuale ministro della giustizia, sembrano essere molto vicini a questa definizione.  

"Non mi pentirò mai", ha affermato il bandito siciliano. Figlio di bandito. Amico di banditi. Allora devi terminare la tua esistenza in una cella. Da solo, come un cane (chiediamo scusa ai cani, sappiamo benissimo che per loro è una pesante offesa essere paragonati a questa gentaglia).

Restiamo in attesa della risposta del Tribunale della Libertà dell'Aquila. L'istanza per ottenere la sospensione della detenzione carceraria con il ricovero in ospedale è stata presentata.

Cosa succederà? 

Noi abbiamo il nostro convincimento: oltre a rafforzare e rendere ancora più duro il 41bis, dovete essere curati in carcere. Non ci sono istituti di pena che possono offrire cure a chi ne ha bisogno? Uno Stato serio dovrebbe intervenire per creare luoghi idonei. 

"Voi mi avete preso per la mia malattia", ha continuato l'ex capo di Cosa nostra ceduto come un pacco e annunciato da un gelataio in televisione. Che figura di merda, Messina Denaro. L'illusione del potere è presente solo nella mente di questo tizio. La latitanza dorata è cessata perchè è subentrata la sostituzione.

Chi ha preso il suo posto? 

Altra cazzata del mafioso: "Cosa nostra la conosco dai giornali… magari ci facevo affari e non sapevo che era Cosa nostra". Forse era meglio quando era in latitanza. Nessuno (tra le persone perbene) poteva conoscere il suo punto di vista. Ora che sta emergendo possiamo solo dire che è anche una persona banale. Che pensa e che parla in maniera banale.

Senza alcuna dignità.  

"Non c'entro con stragi ed omicidi. Non ho ucciso io il piccolo Di Matteo. Sto pagando per altri". E chi sono gli altri? Chi ha commesso gli omicidi? Chi ha commesso le stragi? 

Magari, dopo tutta questa gratuita pubblicità, vorrebbe anche essere beatificato?

Per approfondimenti:

- «Non hanno voluto arrestare Provenzano»

- Senso di rabbia ed indignazione

- C'è un patto tra Stato e mafia? Per l'On. Aiello: «Non si vogliono guastare gli equilibri»

Attilio Manca doveva morire. Provenzano verrà arrestato solo nel 2006 (in una masseria a Corleone). Uno show organizzato per dire alla massa: noi siamo contro la mafia e arrestiamo i mafiosi. Solo puttanate. 

https://www.wordnews.it/il-caso-manca

LEGGI ANCHE: 

- Ma era ancora il Capo di Cosa nostra?     

 

– Il pentito: «Matteo Messina Denaro è un pezzo di merda. Voglio parlare con Di Matteo»

 

- C'è un patto tra Stato e mafia? Per l'On. Aiello: «Non si vogliono guastare gli equilibri»

- Cimarosa: «I figli non possono pagare gli errori dei padri»

- «Le persone sono più coraggiose a Castelvetrano»

- «Abbiamo bisogno della vera Antimafia, non quella da passerella»

 

- Ci restano le monete

- La sagra dell'ipocrisia

 

- A cosa serve commemorare?

- 30 anni dopo: la benedizione sui candidati dei condannati per mafia

 

- Un Paese al contrario

 

L'INTERVISTA a Salvatore Borsellino

PRIMA PARTE. «Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»

SECONDA PARTE. «Chi ha ucciso Paolo Borsellino è chi ha prelevato l’Agenda Rossa»

TERZA PARTE. Borsellino «L'Agenda Rossa è stata nascosta. E' diventata arma di ricatto» 

 

L'INTERVISTA al colonnello dei carabinieri Michele RICCIO

Prima parte: «Dietro alle bombe e alle stragi ci sono sempre gli stessi ambienti»

Seconda parte: Riccio: «Mi ero già attrezzato per prendere Bernardo Provenzano»

Terza parte: «Non hanno voluto arrestare Provenzano»

Quarta parte: Riccio: «L’ordine per ammazzare Ilardo è partito dallo Stato»

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FONDATORE e DIRETTORE WordNews.it - direttore@wordnews.it Giornalista Professionista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore e sceneggiatore italiano. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. LIBRI: - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - nel 2022 «UNA FIMMINA CALABRESE» (Bonfirraro Editore). - nel 2023 «UNA VITA CONTRO LA CAMORRA» (Bonfirraro Editore). - Ha collaborato con CANAL+ per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio "Giorgio Mazzanti", San Salvo, 31 luglio 2025. Premio giornalistico letterario "Piersanti Mattarella", Roma, 30 novembre 2024. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019. Premio Valarioti-Impastato, Rosarno (RC), maggio 2022. Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa, San Pietro Apostolo (Catanzaro), agosto 2022. FONDATORE e PRESIDENTE di Dioghenes APS - Associazione Antimafie e Antiusura (dioghenesaps.it) - Ideatore, nel 2022, del Premio nazionale Lea Garofalo (giunto alla IV edizione). - Ideatore, nel 2025, del Premio nazionale Letterario e Giornalistico Pier Paolo Pasolini - www.dioghenesaps.com -- paolodechiara.blog

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