La Relazione annuale 2024 del Garante per la protezione dei dati personali non è un semplice bilancio amministrativo: è un atto politico, un grido d’allarme travestito da documento istituzionale. In oltre 200 pagine, l’Autorità disegna lo scenario attuale della protezione dei dati in Italia, affrontando temi che toccano la carne viva della nostra quotidianità: intelligenza artificiale, cybersicurezza, biometria, sorveglianza pubblica e privata, sistema sanitario e sociale, informazione e democrazia.
Intelligenza artificiale: tra innovazione e minaccia
Il Garante mette in guardia: l’uso indiscriminato dell’IA rischia di trasformarsi in un meccanismo di esclusione e discriminazione. Gli algoritmi non sono neutri. Se mal progettati, possono riprodurre e amplificare pregiudizi e disuguaglianze. Non a caso, l’Autorità ha avviato indagini e attività di vigilanza su sistemi AI utilizzati nella PA e nelle piattaforme digitali.
Il nodo delle piattaforme digitali e dei social network
Nel 2024 sono aumentati i casi di profilazione indebita, violazione della privacy degli utenti, utilizzo massivo dei dati per fini di marketing e manipolazione. Il Garante ha sanzionato più volte piattaforme online e fornitori di servizi per uso illecito di dati biometrici, localizzazione GPS e monitoraggio comportamentale. L’epoca della “distrazione di massa” digitale è finita: oggi, gli utenti chiedono trasparenza e controllo.
Sanità e welfare: la privacy è un diritto, non un ostacolo
Nel campo della sanità, la digitalizzazione ha mostrato tutte le sue fragilità. I sistemi di prenotazione, i fascicoli sanitari elettronici e le app sanitarie non sempre garantiscono una protezione adeguata dei dati. Il Garante denuncia carenze sistemiche nella gestione dei dati sensibili e chiede una revisione urgente dei protocolli di sicurezza informatica nel settore pubblico.
Minori e cyberspazio: tutela ancora insufficiente
Altro punto critico riguarda la protezione dei minori online. Il Garante ha ribadito che la tutela della privacy dei bambini e degli adolescenti deve diventare priorità nazionale. Piattaforme come TikTok e Instagram sono state oggetto di segnalazioni e accertamenti. Serve un’azione legislativa concreta per impedire la raccolta e l’uso improprio dei dati dei più giovani.
Pubbliche amministrazioni: una digitalizzazione non sempre a norma
Il 2024 ha evidenziato gravi carenze nella PA. Molte amministrazioni non rispettano le normative sul trattamento dei dati, adottano sistemi obsoleti e non formano adeguatamente il personale. Il Garante ha avviato ispezioni e ammonimenti: il rischio è che il cittadino venga sorvegliato dallo Stato stesso, in nome dell’efficienza digitale.
I numeri della relazione
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2.260 reclami e 1.364 segnalazioni ricevuti nel 2023
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1.150 comunicazioni di data breach
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422 provvedimenti adottati dall’Autorità
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12 milioni di euro di sanzioni amministrative comminate
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Oltre 7.000 quesiti evasi da cittadini, imprese e PA
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400 attività ispettive condotte, anche con Guardia di Finanza
La Relazione 2024 è un documento che tutti dovremmo leggere. Non è solo materia per giuristi o tecnici informatici: riguarda la libertà, la dignità, il futuro democratico del nostro Paese. Il Garante chiede più risorse, più attenzione politica, più educazione digitale. Perché i dati non sono solo numeri, ma frammenti delle nostre vite. E proteggerli significa proteggere noi stessi.





