Seduta accanto a Donald Trump, con i leader europei riuniti per discutere di pace in Ucraina, la premier Giorgia Meloni lascia cadere una frase dal peso politico enorme:
«Io non voglio mai parlare con la stampa italiana».
Un fuori onda ripreso dalle telecamere e subito rilanciato da diverse testate giornalistiche. Un’ammissione diretta, che conferma il rapporto sempre più complicato della presidente del Consiglio con i media nazionali.
Costante (Fnsi): «Propaganda, non informazione»
Durissima la reazione di Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana):
«Che la presidente del Consiglio non ami i giornalisti e le domande della stampa è cosa nota. Negli anni ha sostituito le conferenze stampa (tranne quella di fine anno) con lunghi monologhi online, senza contraddittorio, senza domande. Propaganda, non informazione. Una situazione di mancanza di rispetto nei confronti della stampa che ha avuto la sua conferma nel vertice con il presidente Trump».
Al primo fuori onda, quando il presidente finlandese Stubb si dice stupito di come Trump abbia aperto le porte del vertice ai giornalisti, Meloni risponde: «Ma a lui piace. Gli piace sempre. Io invece non voglio mai parlare con la stampa italiana».
Poi un secondo episodio: Trump chiede ai presenti se vogliono «prendere qualche domanda» dai giornalisti. La premier italiana, abbassando la voce, sussurra:
«Penso sia meglio di no, siamo troppi e andremmo troppo lunghi».
Due battute che insieme mostrano un atteggiamento sistematico: evitare il confronto diretto con i giornalisti, limitare le domande, gestire la comunicazione solo a senso unico.
Queste parole non sono semplici battute di spirito. In un Paese che già scivola al 41° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa (RSF 2025), hanno il sapore di una conferma: chi governa non vuole domande scomode, preferisce il monologo alla democrazia del confronto.
In Italia la libertà di stampa è un diritto costituzionale, non un optional da concedere o negare a piacimento. Ma se la presidente del Consiglio dichiara pubblicamente di non voler mai parlare con i giornalisti italiani, la frattura con la democrazia diventa evidente.
Il vertice sulla pace in Ucraina sarà ricordato non solo per i contenuti politici, ma anche per quelle parole fuori onda che hanno rivelato più di qualsiasi comunicato ufficiale.
La domanda è semplice: un presidente del Consiglio che non vuole mai parlare con la stampa del proprio Paese può garantire la trasparenza necessaria in una democrazia?
Immagine AI
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